Lunedì, 14 Giugno 2021
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Baobab, i volontari: "Pronti a resistere, 57 persone ancora in strada". E con il Comune è guerra di numeri

Conferenza stampa a due giorni dallo sgombero "per dire la verità su quanto sta accadendo". E sugli espulsi: "Non sono 24, ce ne risultano 10"

Foto Ansa

Resistere, "ricordando sempre cosa dice la Costituzione", e diffondere le cifre dell'accoglienza, "quelle vere". I volontari di Baobab Experience fissano obiettivi e raccontano la loro versione dei fatti in conferenza stampa, a due giorni dallo sgombero che con ruspe e blindati ha spazzato via il presidio presente da anni sul piazzale est della stazione Tiburtina. 

Mentre scriviamo, decine di persone sono per strada. Nelle ore successive al blitz della Polizia e all'identificazione in Questura, si sono spostati di pochi metri, su piazzale Spadolini, e grazie alla solidarietà di associazioni e cittadini, l'assistenza continua. Perché, secondo i volontari, "non è vero che c'è posto per tutti", come ha più volte ripetuto l'assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre. Loro hanno altri numeri e altre verità. 

"Su 180 persone registrate dalla Sala operativa sociale solo 125 sono state collocate nei centri di prima accoglienza, 75 non hanno ricevuto alternative - spiega Giovanna Cavallo, del team legale di Baobab Experience - a quanto sappiamo noi non ci sono più posti". Diversi, lo sappiamo, i dati forniti dal Campidoglio, che sostiene non solo di aver offerto tramite colloqui delle soluzioni, ma che chi è in strada semplicemente le avrebbe rifiutate. Un braccio di ferro quello sui numeri che va avanti da giorni. 

L'intervista all'assessore Baldassarre

"Nonostante lo sforzo della Sala operativa sociale, il Comune di Roma non ha mantenuto le promesse. Solo 3 hanno rifiutato il posto, uno è in ospedale, un altro lavora a Battistini e il centro è a Passo Lombardo, e un altro è un rifiuto volontario, uno solo". Senza contare le modalità dell'accoglienza offerta: "Nei centri ordinari molti possono solo dormire, dove vige l'assistenza h15, e altrettanti hanno tempi di permanenza che non vanno oltre i due mesi. Il tutto senza alcuna attività finalizzata all'integrazione, nè al sostegno legale".  

E di fornire cifre errate, secondo i volontari, sarebbe colpevole anche la Questura. E' di oggi la notizia di 24 decreti di espulsione ad altrettanti migranti irregolari identificati durante lo sgombero dell'ex presidio. "A noi ne risultano dieci e due di questi illegittimi" sostengono dal Baobab. Insomma, una lotta a colpi di cifre che va avanti da ore. Con il Comune che aggiorna ogni tot il numero degli accolti, narrando sforzi e tentativi da settimane di dare tutti gli aiuti possibili ai migranti, e la rete di associazioni che ha gravitato intorno al Baobab pronta a smentire insieme ai militanti: "57 persone sono per strada, quindi il Campidoglio sta mentendo". Da qui, la resistenza. 

"Baobab non chiude" spiega Andrea Costa, tra i veterani dell'organizzazione umanitaria. "Gli sgomberi ci rafforzano. Le ruspe non cancellano le persone, che comunque stanno continuando ad arrivare". Perché fanno parte degli esclusi dai sistemi di accoglienza, dai transitanti che vorrebbero raggiungere parenti o conoscenti in nord Europa, ai cosiddetti "dublinati", i respinti dagli altri Paesi imandati in Italia, paese di arrivo, in ottemperenza al regolamento di Dublino. E adesso, con il decreto Sicurezza fiore all'occhiello del ministro degli Interni Matteo Salvini, anche i migranti con la protezione umanitaria che resteranno fuori dai circuiti Sprar. "Sgomberare il Baobab significa nascondere la polvere sotto al tappeto - conclude Costa - chiediamo a Roma Capitale insieme al ministro Salvini di parlare di meno e ad agire di più per sopperire a una politica sociale che è completamente assente".

Ruspe al presidio del Baobab

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