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Babbi Natale in moto: così i doni arrivano nei centri d'accoglienza di Roma

I "folletti" delle Associazioni VaBè, Le Funambole e Vagabondi in moto hanno distribuito regali a 80 bambini e 40 mamme ospitati dalle strutture

Si sono dati appuntamento domenica 20 dicembre ad ÀP, l'Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti di Cinecittà-Don Bosco e da qui, vestiti da Babbo Natale e in sella alle loro moto, hanno raggiunto quattro centri d’accoglienza del VII, VIII  e XV Municipio di Roma, dove hanno distribuito i pacchi di Natale preparati con cura per 80 bambini e 40 mamme ospitati dalle strutture.

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L’iniziativa si chiama “Babbi Natale in moto” e a renderla possibile è stata la solida base di circa 40 “folletti” che animano le associazioni VaBè, Le Funambole e Vagabondi in moto. Insieme, grazie alle tante donazioni ricevute, hanno provveduto a preparare i regali per i piccoli ospiti dei centri in zona Cassia, Portuense, Arco di Travertino e Torre Spaccata. Tra questi anche due strutture antiviolenza.

"Quest'anno, grazie alla rete de “Le scatole di Natale Roma”, abbiamo potuto pensare anche alle tante mamme ospiti dei centri raggiunti dall’iniziativa", hanno spiegato gli organizzatori.

Punto di raccolta e di partenza per la distribuzione dei regali è stata l’Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti, il centro socio-culturale ospitato all’interno dell’IIS Enzo Ferrari di Via Contardo Ferrini, 83 animato da una rete di associazioni, tra cui la VaBè. Proprio da qui è partito il primo gruppetto di dieci folletti nelle vesti di Babbo Natale che lungo il tragitto si è quadruplicato.

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Organizzata per il sesto anno consecutivo, l’iniziativa patrocinata dal Municipio Roma 7, ha potuto sostenere anche la Cooperativa Sociale E.V.A., una realtà del territorio campano che da oltre 20 anni è impegnata nel contrasto e nella prevenzione della violenza maschile sulle donne, che ha fornito ai valorosi Babbi Natale in moto le sue #mascherinecontrolaviolenza: i dispositivi di protezione individuale frutto del progetto di emporwerment femminile che durante il lockdown ha visto lavorare un gruppo di donne in uscita da percorsi di violenza alla loro realizzazione e produzione, all’interno di un bene confiscato alla camorra, in zona Casal di Principe. 

"Un valore aggiunto alla nostra iniziativa che con un piccolo gesto concreto ci ha permesso non solo di realizzare una buona azione in sicurezza ma anche di mostrare la nostra vicinanza al progetto e sensibilizzare rispetto a un tema a noi tanto caro", hanno concluso gli organizzatori.

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