Giovedì, 18 Luglio 2024
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Gioca a pallanuoto e va all’università. L’autismo non frena Eliseo: “Il mio sogno? Fare il doppiatore”

Galloni (Fondazione Roma Litorale): “Lo seguiamo da quando era piccolo, ha fatto passi da gigante”

Ha un sogno nel cassetto Eliseo. Vuole fare il doppiatore. Nel frattempo studia, suona, cucina, gioca a pallanuoto. Fa tante attività, come conviene ad un ragazzo della sua età, un ventenne. Senza lasciare che la sindrome dell’autismo, possa impedirglielo.

Passi da gigante

“Seguiamo Eliseo da quando era molto piccolo. Con lui abbiamo fatto un cammino importantissimo. Ha fatto passi da gigante -  ha spiegato Andrea Fontana, psicologo-psicoterapeuta, responsabile dei progetti per adulti della Fondazione Roma Litorale - Ha una enorme passione per i cartoni animati, è bravissimo a imparare a memoria interi spezzoni di film e doppiarli. Vorrebbe fare questo nella vita. Per rendere la sua lettura più fluida, in accordo con la sua straordinaria famiglia che gioca un ruolo fondamentale nel progetto riabilitativo, a settembre 2020 gli abbiamo proposto di iscriversi all’università. Ama la batteria così abbiamo pensato insieme a lui al Dams. Ne è entusiasta. Si allena nella lettura per provare a realizzare il suo sogno. Ha anche superato tre esami con ottimi risultati e sta preparando il quarto. Ovviamente con lui c’è un tutor che lo aiuta”.

La passione per la cucina

Non ci sono soltanto lo studio, la musica, ed i cartoni animati nella vita di questo ragazzo, venuto dall’Argentina e con il fratello maggiore Leandro, anche lui con una sindrome dello spettro autistico. Leandro è anche molto bravo nel cucinare, utilizza perfettamente il robot da cucina. E poi compila la spesa, va a comprare gli ingredienti per i propri piatti, gestisce i soldi necessari a fare gli acquisti.

La testimonianza dei genitori

“Ci siamo trovati a dover gestire questa situazione in un paese che non era il nostro - raccontano papà Gabriel e mamma Nancy - Siamo arrivati in Italia ormai moltissimi anni fa. Sapevamo che qualcosa non andava ma in Argentina ci dicevano di stare tranquilli. Qui invece dopo diverse visite specialistiche è arrivata per entrambi la diagnosi. All’inizio eravamo spaesati ma ci siamo sempre rimboccati le maniche. Ci sono famiglie che hanno un figlio diverso e uno normotipo, ma io non ne ho. Entrambi hanno delle difficoltà, così li abbiamo educati nello stesso modo”.

Il ruolo della famiglia

“Eliseo e Leandro - ha sottolineato Stefano Galloni, della Fondazione Roma Litorale - hanno una famiglia che li aiuta e li stimola moltissimo. È fondamentale in un percorso riabilitativo. Lo ripetiamo sempre, il ruolo dei genitori è prioritario. I risultati che hanno raggiunto Eliseo e Leandro, pur con le difficoltà che la loro sindrome comporta, sono straordinari e il merito va diviso equamente tra papà Gabriel, mamma Nancy, Eliseo, Leandro e la nostra equipe sanitaria e riabilitativa”.

Eliseo: foto della Fondazione Roma Litorale

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