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L'aumento del biglietto di metro e bus è davvero inevitabile? Tra silenzi e smentite, ecco la verità

La Regione potrebbe intervenire come fatto negli anni passati ma i turisti in arrivo per il Giubileo rappresentano un'occasione per fare cassa

Esiste un modo per scongiurare l’aumento dei biglietti per i mezzi, bus, tram e metro di Roma e del Lazio? Se lo stanno chiedendo tanti pendolari e, probabilmente, soprattutto i turisti che vorranno, un domani, venire a visitare la Capitale. Dal 1° luglio, secondo quanto riportato nel Piano economico finanziario di Cotral, i biglietti del trasporto pubblico aumenteranno, compresi quelli per viaggiare sui mezzi Atac. Rimarranno invece invariati gli abbonamenti, sia i mensili che gli annuali, utilizzati soprattutto da chi lavora o studia stabilmente a Roma. Per fare cassa, quindi, si punterà soprattutto sui biglietti singoli o dalla durata limitata, utilizzati da clienti occasionali. Nella mattinata di oggi, mercoledì 17 aprile, Cotral è intervenuta sulla vicenda con una nota sottolinenando che non ci saranno aumenti per i pendolari. 

Come evitare l’aumento del biglietto

Negli anni passati ci ha pensato sempre la Regione Lazio ad intervenire. Perché è proprio alla Pisana che spetta l’ultima parola sull’approvazione delle tariffe del consorzio Metrebus. Ad ottobre del 2023, aveva stanziato 8,8 milioni di euro per scongiurare un aumento dei biglietti. Intervento analogo c’era stato anche l’anno prima, nel 2022. Quest’anno, però, appare più difficile che una cosa del genere possa avvenire. Con i numeri registrati negli anni passati e l’arrivo di milioni di turisti per il Giubileo l’occasione di immettere liquidità dalla bigliettazione è troppo ghiotta.

I dati del 2022

Andando a vedere i dati di vendita del consorzio Metrebus si capisce come un aumento di 50 centesimi su poche tipologie di tagliando potrebbe portare un beneficio notevole nelle casse dei soci del consorzio stesso. Nel bilancio di esercizio 2022 di Atac, che gestisce il sistema di bigliettazione comune, è riportato il numero di ticket venduti.

Parlando del Bit, che passerebbe da 1,50 a 2 euro, nel 2022 ne sono stati venduti più di 65 milioni. I conti, in questo caso, si fanno facilmente: un aumento di 50 centesimi porterebbe un gettito extra di 32 milioni e mezzo. Non solo. Sempre nel 2022 le vendite sono aumentate di 20 milioni rispetto all’anno precedente, durante il quale ci si stava ancora riprendendo dalla pandemia. Però, con questo trend e l’arrivo del Giubileo, è naturale che le vendite potranno solo che aumentare.

Biglietti venduti nel 2022

Un successo anche il Birg, con 1,2 milioni di ticket staccati. Con un aumento di quasi 3,50 euro si incasserebbero 4,2 milioni di euro. Anche i titoli a 24, 48 e 72 ore farebbero la loro parte, aumentatu rispettaviamenti di 2,30, 4,20 e 6 euro: complessivamente potrebbero garantire ulteriori entrate di circa 6,7 milioni di euro. Insomma, tenendo conto che è Atac a tenersi una buona fetta degli incassi del conosrzio, con questi aumenti che, di fatto, non andrebbero a toccare i pendolari, si troverebbero quei 30 milioni circa necessari sottoscrivere il nuovo contratto di servizio tra Comune di Roma ed Atac. Ne beneficerebbe, ovviamente, anceh Cotral come scritto, nero su bianco, sul Pef approvato di recente. 

Un intervento del Governo

Difficile, nei fatti, un intervento del Governo al quale, nei mesi scorsi, è stato chiesto di stanziare maggiori fondi per il trasporto pubblico di Roma e del Lazio. Ormai è nota la “battaglia” dell’assessore alla mobilità di Roma, Eugenio Patanè, per un aumento del Fondo nazionale trasporti. A febbraio di quest’anno, diversi emendamenti per chiedere più soldi per il trasporto pubblico, in particolare quelli presentati dai deputati dem Casu e Morassut e dall’esponente grillino Silvestri, erano stati bocciati in commissione trasporti alla Camera

Aumento per un servizio che non c’è

L’eventuale aumento arriverebbe, tra l’altro, in un periodo durante il quale il trasporto pubblico sarà assente o quasi. Ricordiamo, infatti, che da maggio i tram si fermeranno in tutta Roma. La metro A, già da alcuni giorni, smette di viaggiare alle 21:30 ed alcune stazioni rimarranno a lungo chiuso per i lavori di restyling. Per tutti i romani ma non solo sarà un’estate di fuoco per i trasporti, visti anche i lavori che si dovranno effettuare anche su altre direttrici. Insomma, i biglietti rischiano di aumentare in concomitanza con una drastica riduzione del servizio.

Nessun aumento per i pendolari

E, come anticipato, nella mattinata di oggi è arrivata una nota di Cotral che spiega come non verranno toccati i pendolari. “Tutte le aziende di trasporto del Lazio hanno in previsione nei Piani Economico Finanziari di aumentare il costo del solo biglietto di corsa singola  - dichiara la presidente di Cotral Amalia Colaceci in qualità di vice presidente di Agens - senza alcun aggravio per i titoli di viaggio utilizzati dall’utenza pendolare. E questo è del tutto normale visti gli ingenti investimenti previsti e in corso anche per la transizione energetica e digitale nel contesto di un sistema tariffario fermo a trent’anni fa. Del resto, se il panorama normativo spinge le aziende, anche pubbliche, a stare sul mercato con vincoli rigorosi di bilancio chiedendo efficienza, come è giusto, è logico agire anche sul sistema tariffario. Peraltro - continua la nota - come tutti sanno, a livello nazionale è stato riconosciuto il bonus trasporti e a livello regionale e comunale ci sono molte agevolazioni a favore dei giovani e dell’utenza pendolare, proprio per tenere in equilibrio l’efficienza del sistema e l’esigenza di contenimento della spesa a carico dei cittadini e delle cittadine". 

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