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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Metro, Atac rivendica il lavoro su ascensori e scale mobili: "In un anno ridotti i disservizi di oltre il 50%"

L'obiettivo dell'azienda è non avere interventi straordinari da effettuare per tutto il 2025. Ansfisa: "Verificati 80 impianti, ma in futuro dovrebbe essere l'esercente a farlo"

Le condizioni di ascensori e scale mobili nelle stazioni della metropolitana di Roma migliorano. Lo fa sapere Atac, che fornisce alcuni dati sugli interventi fatti e su quelli in programma. 

La situazione di ascensori e scale mobili nelle metro di Roma

Il problema degli ascensori e delle scale mobili non funzionanti nelle metro romane è all'ordine del giorno. Molto spesso, passeggeri con difficoltà di deambulazione e con disabilità sono costretti a rinunciare o a farsi prendere di peso da accompagnatori o altri utenti volenterosi, per poter scendere o salire le scale all'interno delle stazioni. Atac, però, fa sapere che la situazione sta cambiando e il trend, rispetto al 2022, è migliorato. 

Ridotto di oltre il 50% il numero di impianti fuori servizio

"Abbiamo ridotto di oltre il 50% il numero di scale mobili e ascensori fuori servizio nelle stazioni delle linee metropolitane rispetto a un anno fa  - si legge in una nota della municipalizzata del trasporto pubblico - e adesso puntiamo a coinvolgere nelle attività manutentive le grandi ditte di costruzione di impianti di traslazione a garanzia della qualità degli interventi. In questi mesi si sono effettuati lavori su centinaia di impianti. Fra questi, per un totale di 148 impianti, si ricordano: la sostituzione trentennale lungo una parte importante della metro B (44 impianti); le revisioni generali sulla B1 (67 impianti); le revisioni normative sulla metro A (18 impianti) e sulla metro C (19 impianti)". 

"Gli impianti tornano in servizio solo dopo specifiche autorizzazioni"

Per questo, ribadisce Atac, si è ridotto di oltre il 50% il numero di impianti fuori servizio sulle linee B e B1 e del 20% sulla A "e si è recuperato il deficit manutentivo che si era accumulato negli anni scorsi, si sono messe le basi per arrivare nel breve termine a una percentuale di disponibilità degli impianti del 90%". Atac poi specifiche che "gli impianti che completano le attività di manutenzione possono tornare in servizio, diversamente dagli impianti privati e dei centri commerciali, solo dopo le autorizzazioni degli enti preposti al controllo".

Da Termini a Furio Camillo e Bologna: 24 impianti in attesa di poter ripartire

Una specifica importante, perché seguita da ulteriori dati: "Al momento 24 impianti, sui quali Atac ha terminato le attività - ricorda l'azienda - non possono essere attivati per mancanza di queste autorizzazioni. Fra questi figurano alcuni ascensori, che favoriscono l'accessibilità della linea. In particolare lungo la metro A (Termini, Manzoni, Re di Roma, Ponte Lungo, Furio Camillo, Subaugusta, Cinecittà, Anagnina), e lungo la metro B (Bologna e Laurentina). Infine, grazie ai fondi giubilari sarà possibile disporre di  cinque milioni di euro che consentiranno di svolgere interventi straordinari su 105 dei 172 impianti della linea A della metro. Sulle scale verranno sostituiti i componenti maggiormente soggetti a malfunzionamenti (ad esempio: catene di trascinamento gradini e corrimani). Su tutti gli ascensori della linea si provvederà alla sostituzione delle funi e dei quadri di manovra. Infine verranno sostituiti 22 dei 31 servoscala esistenti". Per Atac l'obiettivo è non avere impianti bisognosi di interventi straordinari nel corso del 2025. 

Ansfisa: "Riattivati oltre 80 impianti. Chiediamo procedure più snelle"

L'agenzia delegata dal ministero per certificare la sicurezza dei sistemi e delle infrastrutture di trasporto terrestre è l'Ansfisa. Proprio Ansfisa il 28 ottobre ha chiarito a sua volta la situazione dell'impiantistica romana sulla metro B: "A seguito della necessaria revisione tecnica - si legge in una nota - abbiamo condotto i sopralluoghi e le verifiche previste attualmente dalla legge che hanno portato alla riapertura al pubblico di oltre 80 impianti, tra ascensori e scale mobili. A partire dallo scorso anno, sono stati infatti avviati dalla società esercente i lavori di ammodernamento e revisione generale di numerosi impianti contemporaneamente, che sono stati poi, una volta ultimati gli interventi, sottoposti ai sopralluoghi e alle verifiche necessarie da parte dell’Agenzia. In poche settimane le procedure tecnico-amministrative sono state ultimate per la grande maggioranza degli impianti, e sono in fase di conclusione quelle per gli ultimi 5 rimasti e si completeranno probabilmente nella prossima settimana, anche con l’assenso necessario della Regione".

Ansfisa infine fa sapere di essere a lavoro con il MIT per una proposta normativa che renda le procedure di verifica più snelle "prevedendo che la riapertura degli impianti pubblici, come già avviene nel settore privato, sia in capo all’esercente stesso, responsabile effettivo della sicurezza degli impianti, che ne potrà riattivare la funzionalità in autonomia e sotto la propria responsabilità". 

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