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Trasporti, Atac trova l'accordo con i sindacati: ai controlli in metro penseranno i lavoratori in cassa integrazione

Come proposto dall'azienda, monitorare i flussi nelle principali stazioni metro toccherà, su base volontaria, ai lavoratori in cassa integrazione. Sui bus dei "contapasseggeri"

Metro con gli adesivi per segnare i posti vuoti (immagine d'archivio)

Firmato l'accordo tra Atac e i sindacati. A partire dal 4 maggio i controlli per il distanziamento nelle principali stazioni delle metropolitane di Roma verranno affidati a personale Atac da recuperare dal bacino dei cassaintegrati. 

È dunque previsto l'impiego, su base volontaria, dei lavoratori dell'azienda in Fondo bilaterale di solidarietà per le operazioni di informazione e supporto ai passeggeri, per il contingentamento dei flussi, nelle stazioni di maggior affluenza delle metropolitane e Ferrovie concesse, e per il presidio delle portinerie. 

"Si tratta di un'importante intesa 'win-win', che va incontro sia ai dipendenti dell'azienda, alcuni dei quali sono in sospensione dal lavoro al 100%, che ai cittadini, i quali potranno godere di un servizio più sicuro ed efficace" rendono noto il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, e il segretario regionale responsabile del dipartimento Mobilità della Fit-Cisl del Lazio, Roberto Ricci, aggiungendo che "siamo soddisfatti, perché sono state recepite le richieste che abbiamo avanzato per sciogliere un nodo importante. Riteniamo che una corretta ripartenza del Tpl nella Fase 2, dal 4 maggio in poi, sia cruciale sia sotto il profilo sanitario che sotto quello logistico e dell'ordine pubblico della Capitale. Data l'attuale situazione di straordinarietà, devono essere straordinarie anche le soluzioni".

Sui bus dei "contapasseggeri"

La questione dei controlli su flussi e misure di distanziamento, per far ripartire il trasporto pubblico in città dal 4 maggio, era uno dei nodi chiave da sciogliere per delineare la fase 2. In parte è rimasto irrisolto, perchè nel piano messo a punto da Regione e Comune restano sguarniti i bus. Come puntualizzato fin dall'inizio dalla partecipata di via Prenestina, non ci sono le risorse per coprire i controlli su tutti e 1400 mezzi di superficie che ogni giorno attraversano le strade della Capitale. Al posto di controllori veri e propri saranno però installati dei "contapassaggeri" meccanici, con l'autista che sarà autorizzato a saltare le fermate in caso si trovi a guidare un mezzo pieno. Ossia, come previsto da ordinanza regionale, al 50% rispetto alla sua capienza ordinaria.  

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