Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Sanità, da Ibm e Campus Biomedico un assistente virtuale per dare risposte ai pazienti affetti da Parkinson

Si chiama "Parkinson bot" ed è basato su un sistema di intelligenza artificiale

Un assistente virtuale che consente risposte rapide alle persone colpite dal Parkinson. E' quanto messo in campo dal Policlinico Universitario Campus Bio-Medico utilizzando IBM Watson Assistant. Si chiama "Parkinson bot" ed è basato sull'intelligenza artificiale, in grado di rispondere alle domande relative al Parkinson 24 ore al giorno tutti i giorni. Come si legge in una nota diramata dalla struttura sanitaria, si tratta di una delle prime soluzioni tecnologiche in Italia atta a migliorare l'accesso alle informazioni per i pazienti affetti da Parkinson e le loro famiglie.

"Soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, questo tipo di soluzione disponibile 24x7, può essere un valido aiuto nella gestione delle richieste di informazioni su una malattia che colpisce non meno di 300.000 persone in Italia", si legge nella nota.

"Con questo progetto pro bono con IBM, l'Università Campus Bio-Medico di Roma mira a migliorare la relazione con i propri pazienti, con le loro famiglie e con quanti cercano informazioni sul Parkinson, fornendo una fonte diretta di risposte clinicamente provate. L'Università Campus Bio-Medico di Roma è infatti un centro di ricerca riconosciuta come fonte autorevole e aggiornata sul morbo di Parkinson. Grazie a un consulente virtuale, abilitato da IBM Watson Assistant su public cloud IBM, sarà possibile porre domande sul morbo di Parkinson in linguaggio colloquiale". Continua la nota: "L'assistente virtuale non è un semplice "chatbot" istruito su un argomento, ma il primo punto di contatto che permette all’Università Campus Bio-Medico di Roma di attivare un canale di informazione e contatto con i propri utenti e di rispondere tempestivamente alle richieste di informazioni, partendo dal patrimonio di conoscenze sapientemente preparate negli anni dal Policlinico".

Per il dottor Lazzaro di Biase, Neurologo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha proposto e seguito le varie fasi del progetto "è il primo passo nell'uso delle nuove tecnologie per facilitare la diffusione di affidabili informazioni mediche tra i pazienti e chi se ne prende cura, e aprire nuove strade per ulteriori sviluppi futuri".

“L'emergenza causata dal covid-19" spiega Floriana Ferrara, CSR Leader IBM Italia "ha messo in evidenza quanto la tecnologia possa essere un formidabile aiuto in ogni ambito, compreso quello sanitario. Per questo motivo abbiamo colto con entusiasmo la proposta di collaborazione da parte dell’Università Campus Bio-Medico di Roma per creare un supporto remoto che fornisse risposte efficaci alle esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. Abbiamo così messo al servizio di chi ha bisogno di assistenza le migliori competenze dei nostri volontari, oltre alle nostre tecnologie di AI e cloud, per creare un assistente virtuale per il Parkinson".

Il corpus di conoscenze con cui è stato istruito l'assistente virtuale è stato preparato dagli specialisti dell'Università. Esso comprende temi come la caratterizzazione della malattia, le sue possibili cause, la descrizione dei principali sintomi sperimentati dai pazienti e le domande più frequenti che i medici hanno registrato nel corso degli anni. La disponibilità dell’assistente virtuale addestrato a rispondere in modo completo e scientifico, offrirà un supporto ai pazienti affetti da Parkinson e, allo stesso tempo, aiuterà il Policlinico a concentrarsi sulle richieste più specifiche e personali la cui risposta deve essere affrontata direttamente dai medici specializzati. 

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