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Decimo senza tetto morto per freddo, assemblea pubblica a piazza Vittorio: "Servono misure strutturali"

Appuntamento sabato 23 gennaio ore 11 a piazza Vittorio per un momento "riflessione e risentimento collettivo su come si sta trascinando la situazione nella nostra città e nel paese"

Mentre la cronaca riporta la morte del decimo senza tetto deceduto per le strade di Roma a causa del freddo, arriva l'annuncio di un'assemblea pubblica per un momento di "riflessione e risentimento collettivo su come si sta trascinando la situazione nella nostra città e nel paese". L'appuntamento è per sabato 23 gennaio alle ore 11 a Piazza Vittorio ed è stato lanciato nel corso di un'altra assemblea organizzata dai movimenti per il diritto all'abitare che si è tenuta il 15 gennaio scorso presso l'occupazione abitativa di viale del Caravaggio. 

"Con grande sorpresa delle amministrazioni locali è arrivata la stagione più fredda dell'anno, e con essa la contabilità delle persone morte in strada", si legge nell'appello. "Anziché interrogarsi su come sia possibile che, ogni anno, chi vive (o finisce) per strada venga abbandonato a sé stess@, senza alcun alloggio o supporto degno di questo nome, il dibattito scivola sempre di più sull’indicare le persone povere come degrado, come elementi causali dell'insofferenza ad una vista sgradevole, maleodorante e fastidiosa, per non dire pericolosa". 

Piazza Vittorio non è un luogo scelto a caso: "E' diventata l’emblema dell’approccio securitario, e anti-degrado, alla povertà, dei Daspo urbani e dei regolamenti di polizia municipale, del trattare le disuguaglianze e le nuove povertà ancora una volta come materia di ordine pubblico, anziché ragionare su politiche strutturali che possano risolverle in quanto degradanti per chi le subisce". In questo ragionamento, prosegue l'appello "non si perde di vista solo la dignità di chi vive per strada ma la concezione della città come spazio pubblico, aderendo ancora una volta agli imperativi dettati dall’urbanistica del decoro e del profitto privato".

La seconda riflessione lanciata dall'assemblea riguarda invece la necessità di misure strutturali e non emergenziali per affrontare la situazione. "Possiamo risolvere ciò che sta accadendo soltanto con qualche coperta in più o aprendo stazioni e chiese? L'intervento del mutualismo e della buona volontà quanto può essere sufficiente quando le questioni sociali vengono sempre gestite in termini emergenziali? Non rischiamo di perdere la bussola e dimenticare la cassetta degli attrezzi della mobilitazione necessaria per garantire misure economiche certe, un alloggio sicuro e accesso ai servizi di welfare per per chi ne ha bisogno?".

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