Lunedì, 22 Luglio 2024
Attualità Appia Antica Sud / Via Appia Antica, 39

Lo scavo partecipato sull'Appia Antica soddisfa i ricercatori. Nuovi reperti all'ombra del sepolcro di Geta

Il gruppo di ricerca dell’UniFe per il laboratorio “Eredità culturali e comunità” ha presentato i nuovi risultati, con lo sguardo già rivolto alla Terza Campagna di Scavo, prevista a partire dal 18 settembre 2023

Lo scavo partecipato al 39 di via Appia Antica sta portando ottimi risultati. La trincea, che è stata scavata nei pressi del sepolcro di Geta, non solo ha permesso la piena identificazione di alcune strutture solo parzialmente intercettate all'inizio, ma ha portato alla luce nuovi edifici. 

Il cantiere sulla via Appia Antica vicino al santuario di Marte Gradivo

Il cantiere archeologico, aperto in regime di concessione del Ministero della Cultura e finanziato dalla fondazione Patrum Lumen Sustine - PLuS
Stiftung e Associazione L’Italia Fenice, ha interessato un’area posta a poche centinaia di metri fuori le Mura Aureliane, mai indagata finora da uno scavo archeologico con finalità di ricerca, nonostante la sua forte valenza storica e culturale. Lo spazio in cui l’Appia Antica supera la valle dell’Almone rappresentava il confine della città di Roma e questo suo carattere critico e di passaggio si riflette nella carica che quest’area acquisisce in ambito religioso, dalla ninfa Egeria, al santuario di Marte Gradivo, all’incontro di San Pietro con il Cristo.

Gli ottimi risultati della seconda campagna di scavi

A spiegare le novità è il direttore dello scavo, Fabio Turchetta: "L’ampliamento del sedime di scavo effettuato in questa seconda campagna  - ha dichiarato - ha più che raddoppiato l’area oggetto d’indagine archeologica. Le indagini archeologiche hanno confermato la natura funeraria dell’area, occupata da edifici pertinenti a famiglie o a limitati clan familiari; le strutture identificate, perlopiù colombari di piccole o medie dimensioni, sono realizzate in opera cementizia con paramenti in laterizi, alcuni dei quali di eccezionale fattura; all’interno dei vani è presente un cospicuo numero di sepolture a incinerazione, entro olle infisse nelle murature, e di sepolture a inumazione conservate in arcosoli, che stiamo indagando grazie alla preziosa collaborazione della cattedra della prof.ssa Barbara Bramanti. Questa seconda campagna di scavo - aggiunge Turchetta - ha già permesso di raggiungere la quota pavimentale di uno degli edifici che doveva essere attiguo alla Via Appia; qui sono stati rinvenuti alcuni lacerti di un interessante mosaico geometrico bianco e nero. Dei restanti edifici, più lontani dalla Via Appia e che con tutta probabilità si impostavano a una quota più bassa, non sono ancora stati raggiunti i piani di calpestio.”

I reperti maggiori: una struttura in blocchi di tufo

Gli archeologi hanno ritrovato una struttura in blocchi di tufo, identificata sul limite meridionale dello scavo. UNa struttura che doveva verosimilmente segnare un confine non valicabile tra il lotto dove venne permessa la costruzione di edifici funerari e quella dove invece fu preclusa. "L’indagine archeologica che riprenderà nella campagna autunnale fornirà ulteriori dati per l'interpretazione di tale preesistenza - ha aggiunto Turchetta  - Scavare significa sollevare lentamente il sipario che cela da circa 1800 anni una scenografia che doveva essere di grande impatto visivo allora e che emoziona ancor più oggi”.

Tra i reperti individuati ci sono materiali da costruzione, degli stucchi e degli intonaci dipinti che si sono mescolati agli arredi e agli oggetti d’uso che si sono accumulati nell’intensa frequentazione dell’area. 

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