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Non chiamatele più ambulanze: fuori dai pronto soccorso in coda fino a 24 ore, ecco le "stanze di isolamento covid"

Il problema del blocco barella raccontato da un operatore 118. Le immagini delle ambulanze ammassate fuori dai pronto soccorso

 

Ambulanze ferme e bloccate fuori dagli ospedali per ore. Anche per 24 ore. Con i pazienti che restano a bordo dei mezzi di soccorso in attesa di poter entrare nel nosocomio. 

Questa la fotografia di quello che sta accadendo nella città di Roma e che, in base ai giorni e alle chiamate, sta colpendo tutte le strutture ospedaliere della Capitale. In particolare quelle del versante est: "Dal Pertini a Tor Vergata, ma qui incide anche la densità abitativa", spiega un operatore di soccorso del 118 che, a Roma Today, prova a spiegare il perchè di una tale situazione.

"Il problema non è più soltanto la mancanza delle barelle - dice -, ma anche il necessario isolamento di un paziente, che sia sospetto Covid o meno, e che i pronti soccorso ad oggi non sempre possono garantire". E se un mezzo resta bloccato così a lungo è inevitabile pensare che molte altre persone non possano essere soccorse: "Basti pensare che per un turno di 12 ore solitamente si interviene su almeno 13 chiamate".

"Una situazione di forte stress per gli opratori e i pazienti - denuncia Alessandro Saulini, segretario Nursind Ares 118 -. Serve un intervento immediato sull'incremento dei mezzi di soccorso e sul personale". "Paghiamo scelte non fatte per tempo - conlude l'operatore del 118 -, quell'emergenza territoriale a bassa intensità in capo ad asl e medici di base che avrebbero potuto evitare, loddove possibile, il ricovero ai pronto soccorso. Stiamo combattendo questo, più del Covid".

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