Coronavirus, sindacati e opposizioni contro Ama: "Pochi termoscanner e troppi operatori sui mezzi"

La replica dell'azienda: "Incidenza virus tra i dipendenti solo dell'0.82%. Sempre in campo le misure di sicurezza anti contagio"

Immagine d'archivio

Non ci sono focolai per coronavirus tra i lavoratori Ama. L'azienda replica alle accuse di non applicare a sufficienza le misure anti contagio e fornisce il quadro epidemiologico presente tra i suoi lavoratori. "A oggi su 7.276 dipendenti risultano positivi al virus in 60, la gran parte dei quali asintomatici, con un'incidenza solo dello 0,82% sul totale".

E ancora, "la comunità di lavoratori del servizio pubblico essenziale di igiene urbana fa parte della società più ampia di cittadini e pertanto non può non essere toccata dal contagio. All'interno dell'azienda non sono mai cessati i presidi per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori attraverso le misure di contenimento attivate dallo scorso 8 marzo che, già da inizio settembre, sono state ulteriormente rafforzate". 

Due positivi nella sede di Dragona

Insomma, la situazione è sotto controllo, precisano dalla municipalizzata. Una risposta a chi invece da giorni sottolinea carenze da colmare. "Serve sintetizzare poche regole chiare e ristabilire procedure certe, a partire dalla misurazione della temperatura per tutti i posti di lavoro e per tutti gli accessi negli spazi aziendali" scrivono i rappresenti sindacali Alessandro Russo, Fp Cgil, Massimiliano Gualandri (Fit Cisl), Massimo Cicco (Fiadel). Altra questione sollevata: la presenza di più di tre operatori sui mezzi dedicati alla raccolta rifiuti. "A nostro avviso aumenta i rischi e non è conciliabile con le misure di contenimento. Su questo ribadiamo l'importanza di una definitiva posizione aziendale".

"Sono in continuo aumento, da alcuni giorni, i contagi tra i dipendenti di Ama Spa" dichiara in una nota il consigliere del Pd capitolino Marco Palumbo, presidente della commissione Trasparenza. "Desta peraltro molta preoccupazione la situazione denunciata dai sindacati sulle carenze nella disponibilità e nell'uso dei dispositivi di sicurezza per i lavoratori - aggiunge Palumbo - nelle settimane scorse, presso il Cimitero Flaminio sono risultati positivi al test del Coronavirus diversi dipendenti e a tutt'oggi sembrerebbe che presso le sedi Ama, sia centrali che territoriali, non siano stati installati i termoscanner e che comunque la temperatura corporea dei dipendenti, prima dell'ingresso in sede, non venga controllata". 

Sul tema, attaccando Ama, è intervenuto anche il capogruppo della Lega in Campidoglio Maurizio Politi. "Ogni giorno siamo costretti ad affrontare una nuova norma restrittiva. Ogni giorno siamo costretti ad assistere alla chiusura di molte attività e alla disperazione di lavoratori licenziati. Se tutto questo fosse mirato ad un adeguato contenimento della pandemia potremmo anche trovare un senso a questo enorme danno economico, invece ci troviamo a dover assistere ad assurde incongruenze. Un esempio tra tutti lo rappresenta l'azienda Ama, dove assistiamo ad una grave sottovalutazione dei rischi sanitari, non ci sono misuratori della temperatura in molte sedi e negli spazi di accesso aziendali e cosa ancora più grave, su ogni automezzo si trovano ancora tre operatori, costretti pertanto a lavorare in compresenza in uno spazio di ridotte dimensioni e per diverse ore al giorno. A nostro avviso questa dinamica lavorativa è inconciliabile con le misure di contenimento previste dal Governo". 

La replica di Ama

D'altra parte l'azienda si è difesa ribadendo la messa in campo di tutte le misure necessarie per la prevenzione dal contagio. "Dall'inizio dell'emergenza sanitaria Ama ha sempre posto la massima attenzione alla tutela della salute dei lavoratori, innanzitutto attraverso la capillare distribuzione di dispositivi di protezione individuali. Fino ad oggi l'azienda ha fornito ai dipendenti circa 1milione 400mila mascherine (oltre la metà delle quali con filtro ad alta protezione), 970mila paia di guanti monouso e 16mila tute monouso  I presidi di sicurezza sono stati adeguati di pari passo con l'evolversi della situazione attraverso più di 80 documenti interni (tra istruzioni, ordini e comunicazioni di servizio) e un Protocollo anti-contagio COVID-19 che illustra gli accorgimenti necessari per contrastare la diffusione del virus nonché le disposizioni aziendali di volta in volta emanate in materia. In ogni sede (produttiva, amministrativa o di corporate), vengono ciclicamente sottoposte a trattamento sanificante tutte le aree di lavoro interessate da flusso e permanenza di dipendenti (uffici, sale riunioni, spogliatoi, bagni, pese, portinerie, aree trasbordo, piazzali, interno officine, magazzini e viali di transito)".


 

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