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Alberi di Natale, come mantenerli in vita: i consigli dell’ordine degli agronomi di Roma

Il vademecum sulla gestione dell’abete natalizio

Vivai e centri commerciali, da qualche settimana, hanno esposto i propri abeti natalizi. Per i romani che sono interessati ad acquistarli, puntando su alberi veri e non di plastica, uno degli aspetti dirimenti è legato alla loro successiva gestione. Cosa fare con gli abeti dopo il periodo natalizio?

Come mantenere in vita l'albero

Quest’anno l’ordine dei dottori agronomi e forestali di Roma ha pensato di fornire delle precise indicazioni. Innanzitutto occorre mantenere vivo l’albero. Per farlo il primo consiglio è di non collocarlo vicino a fonti calore dirette come termosifoni, camini, forni o stufe. Inoltre, viene specificato dall’ordine, è bene mettere l’albero in un luogo luminoso, magari vicino ad una finestra o una porta a vetri. Occorre poi garantire una “periodica bagnatura della terra e delle radici”.

La verifica delle radici

Terminate le festività, se si sono seguite queste semplici indicazioni si pone il tema del trapianto  dell’albero.  La prima cosa da fare, “per non vedere disseccare l’albero” ha sottolineato l’ordine, è di verificare lo stato delle radici. Questi alberi infatti vengono venduti in genere con una tela di juta, o di altri materiali, che avvolgono la zolla dove le radici sono state recise. Le piante vengono poi collocate in un vaso allo scopo di favorire la stabilità dell’albero per tutto il periodo natalizio. Ma, appunto, si ha a che fare con alberi con l’apparato radicale che hanno un apparato radicale reciso e pertanto il controllo delle loro dimensioni è la prima cosa da fare.

L'habitat ideale degli abeti

Controllato l’apparato radicale, diventa altrettanto necessario verificare se il luogo d’impianto è quello giusto per ospitare questi alberi e vederli crescere sani e sicuri. Ovviamente la premessa è che dopo le festività l'albero va messo in piena terra, non lasciato in vaso. “Non tutte le città e non tutti i terreni –  ha spiegato  Flavio Pezzoli, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma - sono adatti ad ospitare gli alberi di Natale dei generi Picea e Abies, che prediligono terreni freschi e profondi, inverni freddi ed estati fresche e con precipitazioni specie nel momento della ripresa vegetativa e della crescita annua, cioè da maggio ad agosto”. 

Dove effettuare il trapianto

Ci sono delle zone, in particolare, dove il trapianto è assolutamente da evitare.  La loro coltivazione è così “da sconsigliare, pena il deperimento delle piante o la loro morte prematura, nelle aree litoranee e marittime” perché si tratta di piante, come accennato in precedente, che crescono ad altre altitudini.  “È del tutto evidente – ha concluso Pezzoli  – che molte città, tra cui Roma, non sono il luogo ideale per ospitare la coltivazione degli alberi di Natale sia di quelli provenienti dalle case dei cittadini, sia quelli che arrivano direttamente dai vivai di produzione”. Pertanto chi volesse provvedere ad un trapianto, dopo aver verificato le condizioni dell’albero, dovrà puntare sulla scelta di un terreno da individuare nell’area alpina, prealpina e appenninica. Diversamente l’abete natalizio, piantato in un giardino della capitale, avrà vita breve.
 

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