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L’Amministratore delegato di ACEA Stefano Donnarumma e il Presidente di ENEA Federico Testa

L’Amministratore delegato di ACEA Stefano Donnarumma e il Presidente di ENEA Federico Testa

Acea ed Enea puntano sull'economia circolare: tecnologie e ricerca a servizio dell'ambiente

Firmato dall'A.d. di Acea e dal Presidente di Enea un protocollo d'intesa quadriennale. Lavoraranno insieme soprattutto per ottimizzare il ciclo di raccolta dei rifiuti ed ottimizzare le risorse idriche

Sviluppare progetti nell'ambito dell'economia circolare, con particolare riguardo alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti e della risorsa idrica. E' questo l'obiettivo da cui si parte nell'accordo sottoscritto tra Ace e Enea.

Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Acea, e Federico Testa, l presidente dell’Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, hanno firmato un protocollo quadriennale. Sancisce l'intesa tra le due realtà ad operere in sinergia, mettendo reciprocamente a disposizione le relative competenze.

Enea, attraverso il dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, che sviluppa tecnologie innovative, metodologie e soluzioni per l’uso efficiente, la gestione sostenibile delle risorse e il trasferimento tecnologico alle imprese, metterà a disposizione di Acea le competenze scientifiche, le piattaforme e le infrastrutture dei suoi 14 centri di ricerca e grandi laboratori. 

L’obiettivo di Acea è quello di applicare le tecnologie, le soluzioni innovative e le conoscenze fornite da Enea ai propri progetti industriali, principalmente nei settori del trattamento dei rifiuti e dell’idrico, in linea con la strategia di sviluppo in ambito di economia circolare così come previsto nel Piano Industriale.

Al centro della collaborazione ci saranno anche innovative soluzioni tecnologiche in grado di ridurre gli impatti ambientali legati alla realizzazione di nuovi impianti. La tecnoliogia sarà messa a disposizione anche per la valorizzazione del compost e per l’applicazione di biotecnologie a filiere e distretti agroindustriali integrati sul territorio. Il protocollo prevede sia dato spazio anche allo sviluppo di smart services, ad esempio nei sistemi di compostaggio delocalizzato. Le singole attività saranno regolate da specifici accordi tra le parti che ne determineranno i dettagli attuativi e operativi.

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