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VIDEO | Roma e l’accoglienza che non c’è, l’accampamento degli ultimi all’ombra delle Mura Aureliane

Le immagini da viale Pretoriano, zona Castro Pretorio, e il racconto di alcuni dei migranti costretti a dormire accampati sul ciglio della strada da settimane

 

Materassi e tende. Vestiti appesi tra un albero e un altro. Resti di cibo e pentole. Alle spalle le Mura Aureliane, che indicano il centro città. Il risveglio su viale Pretoriano è questo. Qui una cinquantina di persone sono costrette a dormire in questo piccolo fazzoletto di verde tra il quartiere San Lorenzo e la zona di Castro Pretorio, ai margini di quella che è la vita di una città.

Sono quasi tutti migranti, molti non parlano nemmeno l’Italiano, tanto da far supporre che siano di passaggio. Chi invece ci riesce perché vive qui da molto tempo racconta di uno spostamento da un punto all’altro della città. Da uno sgombero all’altro: “Se la polizia dovesse venire anche qui va bene, nel senso siamo ormai abituati a tutto questo - dice Jacob, 36enne della Sierra Leone, bracciante agricolo bloccato a Roma per il covid -. Il fatto è che da qualche parte dobbiamo andare, almeno per dormire la notte”. A condividere con lui la stessa disperazione, giovani del Mali, Costa d’Avorio, Senegal, Tunisia. Alcuni davvero giovanissimi.

E mentre le immagini del centro storico di Roma trasformato in un rifugio per i più disperati fanno il giro del web, c’è da chiedersi perchè questi ragazzi si trovino qui. Abbiamo provato a sentire Andrea Costa, storico portavoce di Baobab Experience, che il movimento dei migranti transitanti lo conosce bene: "Queste persone non spariscono e non è certo uno sgombero dietro l'altro a risolvere il problema - spiega -. Serve un hub di prima accoglienza, lo diciamo da anni, in grado di dare loro informazioni, asssistenza legale e sanitaria. E le associazioni, nonn solo noi del Baobab, si metterebbero subito a disposizione delle istituzioni per farlo funzionare".

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