Fase 2 bis, mascherine e tavoli distanziati di un metro: le regole per la riapertura di bar e ristoranti

Il personale delle attività ristorative, comprese gelaterie, pub e pasticcerie, dovrà indossare mascherine e possibilmente guanti. Vietato utilizzare appendiabiti comuni. Ecco tutte le regole in vigore dal 18 maggio

Foto facebook ristorante Popetta

Dispositivi di protezione per clienti ed operatori, distanze da rispettare, sanificazioni da gararantire. La Regione ha fissato le regole per la ripartenza. Le indicazioni generali erano già contenute nelle linee guida diramate, nella serata del 15 maggio, dal Governo Conte. L’ente governato da Zingaretti è entrato nel dettaglio.

Le regole per la ripartenza

L’avvio della fase 2 bis sarà all’insegna di regole rigorose. Gli esercizi commerciali che, per limitare il contagio da Covid 19, avevano sospeso o ridotto la propria attività, dovranno sottostare a prescrizioni, ma anche ad una serie di suggerimenti che la Regione ha inserito in appositi decaloghi.  Per gli esercizi che somministrano alimenti e bevande le indicazioni da rispettare sono una ventina. 

Le mascherine: chi deve metterle

L’uso delle mascherine sarà obbligatorio per operatori e gestori per tutto il tempo di permanenza dei locali. Laddove possibile, inoltre, la Regione consiglia l’utilizzo anche di guanti in nitrile monouso. Ma non saranno solo i lavoratori a dover utilizzare le mascherine. Anche i clienti dovranno ricorrervi quando non stanno consumando e devono recarsi al bagno o alla cassa per pagare. E’ inoltre fatto divieto di lasciarle incustodite sul tavolo.

Le distanze da rispettare

Per quanto riguarda i distanziamenti, in assenza di divisori, i tavoli devono essere disposti almeno ad un metro di distanza, meglio un metro e mezzo. Chi consuma al bancone dovrà farlo rispettando la medesima separazione e, come era già stato indicato nelle linee guida del governo, non sarà ammesso il ricorso al buffet.

Prenotazioni e sanificazioni

La prenotazione telefonica o telematica non è considerata obbligatoria. La regione si limita a “raccomandarla fortemente”. Non è vietato neppure il ricorso ai condizionatori, ma “non è indicato utilizzarli”. Per quanto riguarda le sanificazioni dovranno avvenire una volta al giorno, mentre le pulizie dovranno essere garantire almeno due volte. All’interno dei locali dovranno inoltre essere sistemati dei dispenser per l’igienizzazione delle mani.

Il controllo della temperatura

Tra le prescrizioni che i gestori devono rispettare, c’è quella di misurare la febbre all’inizio del turno. Nel caso la temperatura sia superiore o pari ai 37,5 gradi il lavoratore dovrà tornare a casa. Il rilevamento della temperatura, nei confronti dei clienti, sarà invece falcoltativo. Invece è obbligatorio conservare un registro con i nominativi delle persone che, negli ultimi 30 giorni, hanno frequentato il locale.

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L'appello alla responsabilità

All’interno di bar, ristoranti, gelaterie, pub, è consigliato l’uso di tovaglie e tovaglioli monouso e di menù che non siano cartaceo. E’ fatto invece divieto di usare appendiabiti comuni e di disporre d’un guardaroba. Facendo leva sulla responsabilità individuale, la Regione invita i clienti “ad innalzare la supervisione dei minori non accompagnati” si legge nella bozza del decalogo, ed a “limitare gli spostamenti nel locale alle sole attività necessarie”. La ripartenza per bar, ristoranti ed attività che somministrazione cibo e bevande, a Roma e negli altri comuni del Lazio, sarà garantita dal rispetto di tutte queste regole.
 

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