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Venerdì, 14 Giugno 2024
Animali Appio Claudio / Via Lemonia

Tartarughe “aliene”: il parco degli Acquedotti è rischio invasione

Le testuggini sono di origine americane ed entrano in competizione con quelle locali. Earth: "Avevamo chiesto di recintare il laghetto per evitarne la riproduzione"

Il guasto idraulico che aveva fatto temere per la loro sopravvivenza è stato risolto. Le tartarughe che popolano il laghetto del parco degli Acquedotti sono in buona salute e sono anche aumentate. La loro riproduzione, però, rappresenta una notizia meno lieta. Perché il proliferare di questa specie, tutt'altro che locale, può avere conseguenze sulla diffusione delle testuggini autoctone. Come ricordato dall'associazione Earth questi animali sono“ considerati dannosi per l’ambiente poiché molto voraci e diretti competitori delle tartarughe nostrane più timide e fragili, le Emys”.

La tartaruga aliena

La Trachemys è una testuggine originaria del continente americano. Estremamente resistente, oltreoceano è diffusa dal Canada all’Argentina, in spazi dove abbondino le piante acquatiche, quindi in laghi, stagni e fiumi. In tal In tal senso il luogo in cui sono state abbandonate, nel parco degli Acquedotti, rappresenta un habitat ideale per la specie. Al punto da spingere ciascun esemplare di genere femminile a depositare decine di uova che poi, tra la primavera e l’inizio dell’estate, si schiudono. Ed è quello che è accaduto nell’area verde celebrata dalla “Grande bellezza”.

Dossier - A Roma è invasione di specie aliene. Perché è un fenomeno di cui preoccuparsi

Come sono arrivati all'Appio Claudio? Come molte altre specie aliene, sono state introdotte volontariamente dall'uomo. In questo caso probabilmente dopo un periodo vissuto in un acquario domestico. Ma la tartaruga Trachemys però è una specie di cui “dal 2019 non è più consentito il commercio e neppure la detenzione presso abitazioni di privati” ha ricordato Earth. E’ prevista “un’eccezione per coloro che ne abbiano denunciato il possesso al ministero dell’ambiente entro la data prescritta, dichiarando le modalità di detenzione appunto allo scopo di evitarne la riproduzione”. Riproduzione che, invece, è stata appena accertata in un luogo che sarebbe ideale anche per la testuggine palustre europea, la Emys.

La richiesta ignorata

“Lo scorso aprile, l’Associazione EARTH ha incontrato la dirigenza dell’Ente Parco degli Acquedotti perché questi animali erano in pericolo per la siccità che aveva quasi prosciugato il laghetto. In tale occasione avevamo sottolineato la necessità di impedire che le tartarughe raggiungessero la terra morbida per deporre uova apponendo una rete di recinzione del laghetto, tuttavia, fino a oggi né l’Ente parco regionale né il municipio e tantomeno il dipartimento ambiente del Comune ha provveduto a realizzarla”.

Le segnalazioni di Earth, all’inizio di aprile, contribuirono a risolvere il problema di afflusso idrico che aveva totalmente prosciugato la marana e, dimezzato, la portata d’acqua dello stagno presente nel parco. I provvedimenti richiesti per limitare la diffusione della specie, non sono invece stati assunti. E le tartarughe di origine americana, dunque specie aliene, si sono riprodotte come documentato dal biologo e guardia zoofila Angelo De Martino, che ha fotografato alcuni gruppi di Trachemys con i piccoli al seguito.

Sì al contenimento no all'abbattimento

“Non capisco come sia possibile che l’Ente Parco e l’amministrazione municipale si disinteressino completamente della normativa europea e ministeriale che impone esplicitamente di evitare la riproduzione di questi animali che sono inseriti tra le specie invasive”, ha spiegato la presidente di Earth Valentina Coppola – Mi auguro che non si arrivi a parlare di eradicazione ed abbattimento degli animali dopo essere stati ignavi per anni perché contrasteremo una tale decisione in tutte le sedi legali”.

Una tartaruga aliena recuperata nel parco degli Acquedotti foto EARTH

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