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Sabato, 22 Giugno 2024
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Quattordici nibbi bruni appollaiati a Castel di Guido: si preparano a tornare in Africa

L'avvistamento nella riserva del Litorale romano. Antonelli: "Si stanno per mettersi in volo dopo la stagione riproduttiva"

Non ci sono soltanto i branchi di lupi a rendere la riserva del Litorale romano un'area così preziosa sul piano faunistico. Un contributo importante alla biodiversità è infatti garantito anche dalle specie di volatili che la popolano e, tra questi, i nibbi bruni. Come quelli che il naturalista Marco Antonelli, esperta guida in f  ha visto e fotografato nel pomeriggio del 9 agosto.

Il raduno dei nibbi bruni

“Sapevo di questi mega raduni ma non mi era ancora mai capitato di osservarne uno – ha spiegato Antonelli, raggiunto da Romatoday – erano quattordici esemplari, distribuiti su due querce”. Cosa stava facendo un numero così consistente di rapaci? “Si preparavano al volo che a breve spiccheranno in direzione dell’Africa subsahariana. E’ lì che tornano dopo aver nidificato in Europa”.

Una specie poco diffusa in Italia

L’avvistamento di queste specie, nelle condizioni immortalate dall’obiettivo del naturalista, non è troppo frequente nella nostra regione. Intanto perché è possibile vederli solo tra marzo ed agosto e poi, come ha ricordato l’esperto, “sono una specie considerata ‘vulnerabile’, presente soprattutto in un certo tipo di habitat che solitamente include zone che vanno dalla pianura alle colline. Ed è stimato che in tutto il Paese vi siano circa un migliaio di coppie nidificanti” e la maggior parte non è concentrata nell’Italia centrale. 

Le caratteristiche dei nibbi

Tra le specie di rapaci più longeve, in grado di raggiungere i 25 anni di vita, si distingue da altri predatori per il colore dal ventre, marrone striato di scuro e per le ali che sono in gran parte bianche, con la punta più scura. L’apertura alare può raggiungere il metro e mezzo mentre la testa e la coda, come sanno gli appassionati di bird watching che hanno imparato a riconoscerli, sono solitamente grigiastre. 

In partenza per l'Africa centro meridionale

Ma cosa stavano facendo tutti quei rapaci sugli alberi? “Erano nel tipico atteggiamento del roost che è quel fenomeno per cui si radunano in certi siti specifici, anche a decine di esemplari - ha chiarito Antonelli - Ieri al tramonto ne ho contati quattordici, tra adulti e giovani. Si radunano tutti insieme in vista della migrazione verso il continente africano che, i nibbi che hanno nidificato in Italia, percorrono attraversando lo stretto di Messina”. Una rotta che viene seguita anche da altre specie, come i falchi pecchiaioli, presi di mira dai bracconieri che pensano, abbattendoli, di garantirsi la fedeltà coniugale. Una tradizione che fortunatamente non coinvolge i nibbi ma che ha portato gli altri rapaci, in passato, a rischiare l’estinzione.

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