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mercoledì, 19 giugno 34°

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Antonio Maria Logani

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Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Fino a circa 25 anni fa non accadevano furti del genere. Poi, dopo questa apertura Schengen e questa disastrata Europa, molti ladri rumeni e non rubano tutto ciò che è rivendibile. ADDIRITTURA RUBANO STATUE DI BRONZO O ALTRO MMETALLO, per poi rivendere, come il rame, a grossisti 9anche italiani) che lo trasportano nell'Est. Li, viene rivenduto a fabbriche e il prodotto finito, ritorna in Europa (da noi) e noi compriamo oggetti fabbricati con il nostro materiale. Un giro economico che, naturalmente, arricchisce i ricettatori e i fabbricanti oltre l'ex cortina. Cosa si potrebbe fare? Molte cose si potrebbero fare se i buonisti la smettessero di predicare la tolleranza estrema. Tollerare si, ma con misura e quel tocco cattivo che previene la recidività. "
in

Vitinia: nuovo furto di rame sulla Roma-Lido, l'ultimo due giorni fa

il 13 febbraio del 2012 6 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" OSTIA 1972

Attraversando Roma, poi la Colombo, in un oretta fummo a Ostia. Poi Piazza Gasparri e Via Storelli. In una traversa di questa, tra molte serrande semiabbassate, “er Formica” fermó l’auto.
-Pieraa! Pieraaa!! So’ io!- Urló il mio amico facendo capolino sotto una serranda.
-Sto quí in cucina!- rispose una voce femminile.
Entrammo in quella che era “casa sua”.
Uno stanzone enorme con mobilia da tutte le parti. La “camera da letto” era separata dal “salotto” da un grosso armadio. La cucina “all’americana”, quindi a vista. L’unica cosa normale lí dentro era un piccolo bagno. I cavi della corrente che entravano da una piccola finestrella del bagno, avvolgevano tutta la “casa” portando luce affievolita in ogni angolo. Il salotto in un angolo e la televisione trasmetteva canzoni. Nel complesso, si, c’era molto disordine, ma era tutto lindo e pulito.
Dalla “cucina” si diffondeva nell’aria un buon odore di soffritto e pomodoro.
Mi presentai alla donna. Lei non era la moglie del mio amico, ma bensí la sua compagna. Non alta, moretta, sfatta nel viso giovane e sorridente. Infermiera in un ospedale romano e sostentatrice della famiglia. Piera era una tipica donna italiana; umile, buona di carattere e in cucina e, come tutte le donne, un po troppo indulgente e remissiva. Non é che il mio amico fosse un cattivo ma, come molti uomini di borgata, non aveva un lavoro (non avendo ne studi, ne fantasia di cercarlo) ed era uno sbandato come il sottoscritto, sempre alla ricerca di qualcosa per sbarcare il lunario. Si portava appresso, come un qualcosa di prezioso, segreto e importantissimo, una agenda con su scritti nomi e indirizzi di attori, registi, produttori e Stabilimenti Cinematografici. Diceva che prima o poi avrebbe sfondato nello spettacolo.
-A tavola- La voce della donna era invitante.
Gli spaghetti al pomodoro furono squisiti, la moka ci fece gustare una sigaretta, poi io e il mio amico una passeggiata nei dintorni, mentre Piera a lavare i piatti.
Se appena entrati a Ostia le luci della cittá illuminavano strade e viali e la gente passeggiava in massa tra auto e semafori, lí, attorno “casa” del mio amico, era tutto l’inverso; strade semibuie, deserte, sterrate e fangose. Pochissime auto. Dall’inizio del Lungomare fino Piazza Gasparri l’illuminazione era pressoché normale, ma appena fatto un passo nella piazza si poteva constatare la celere ritirata delle istituzioni. Viali, piazza e Lungomare Duca degli Abruzzi deserti e tanta solitudine.
La piazza stessa era uno sterrato di tre/quattromila metri quadrati. Cunette di terra di lá, pozzanghere enormi di quá, cosí erano anche le vie adiacenti. Un solo bar/tabacchi all’angolo con Via Storelli. Qualche ragazzo sostava sui gradini del bar, un paio fumavano in una cinquecento. Poi una sfilza di negozi quasi tutti occupati abusivamente o usati come abitazioni provvisorie in attesa che il comune facesse il proprio dovere.
I palazzoni che incorniciavano il tutto sembravano blocchi di cemento con mille occhi pieni di speranze e (bi)sogni. Palazzoni nuovi e giá corrosi dalla salsedine e dalla resa di chi vi abitava.
I garages occupati abusivamente facevano uscire dalle rampe d’ingresso fioche luci di una sicurezza promiscua. Molte persone se ne erano appropriate mononpolizzando e gestendo i posti macchina. Oltre alla guardia degli autoveicoli, questi garagisti offrivano servizi vari, da loro potevi trovare; il meccanico, il carrozziere, il gommista, Marboro di contabbando, la prostituta, il ricettatore e cassette musicali contraffatte.
La passeggiata finí al bar con un liquorino. Poi il materasso messo in un angolo nella cucina del mio amico mi avvolse nell’odore di fritto ed il sonno arrivó subito. "
in

Spaccio a Ostia Nuova: 6 arresti e perquisizioni in piazza Gasparri

il 9 febbraio del 2012 6 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Ostia. Che bella (era) Ostia negli anni '70/'80. L'ho vissuta come fosse il mio primo amore. La conoscevo tanto bene che si era sparsa la voce che io, quel ragazzo che vende i "nastri" sotto i portici davanti la Standa e dall'altra parte, davanti al negozio di Santarelli Scarpe, potessi dare informazioni, meglio di un Vigile, su ogni cosa di Ostia. In effetti era così. Una guida dell'Hotel satellite mandava i turisti da me a chiedere infromazioni e, con la scusa, io vendevo agli americani, nastri e orologi patacca. Altri tempi Ostia e le sue strade e la Vecchia Stazione e giardinetti annessi; tutto lindo e pulito. Poi ho girato il mondo. Ogni anno ritorno a Ostia per le vacanze e me la rifaccio tutta a piedi. "
in

LETTORI - "A Ostia zero gradi": il racconto

l' 8 febbraio del 2012 1 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" No. Noi italiani NON siamo razzisti. Noi Italiani siamo soltanto stufi di "ogni razza" di gentaglia. I nostri nonni e i nostri padri, i nostri figli e forse anche noi stessi, abbiamo paura di questo schifo di gente. I nostri nonni e i nostri padri hanno lavorato una vita per poi...per poi chi?! Per questa gente senza rispetto e senza morale che viene abbracciata dai "troppo buoni"?! Allora è meglio essere anche un po cattivi. L'educazione, il rispetto non s'imparano con la tolleranza. "
in

Ostia, sperona l'auto dei carabinieri: arrestato

il 9 luglio del 2011 2 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Dovemmo dire addio al nostro sguazzare dietro casa, nella "marana", e addio ai nostri pomeriggi seduti al sole il più possibile.Dovemmo anche dire addio ai nostri cari "Pidocchiosi", all’”Indianetto” e al nostro amichetto Riccardo. Addio prati in fiore e alberi fruttuosi. Addio cucina a legna, rimpiazzata con gas. Addio vecchia "caciera" dagli odori materni, violata e gettata tra i rifiuti. Addio povere cose nostre di bambini senza arte ne parte. Addio Quarticciolo.                      Dovemmo dire addio all’Istituto Don Bosco e alla Via Prenes­tina, odorosa di pecore e pastori. Addio Don Morrone che con Gesù non avevi nulla a che fare (la tua sberla, la ricordo ancora, mi fece girare in lungo e largo tutto l’istituto Don Bosco, portandomi dal campo sportivo per tutto il Forte Prenestino, lasciandomi, sanguinante in bocca, vicino alle aule scolastiche. Avevo solo sei anni) e addio Don Pio. Addio a tutti i preti e a tutte le pastasciutte domenicali e anche addio al cinema pagato con una preghiera imparata a memoria. Addio al nostro piccolo mondo puzzolente e felice.Addio a Felice, figura spastica di curiosi e lieti incontri pomeridiani, sará ora veramente felice? Addio "Sora Assunta", Regina Leccornia seduta sul trono carammellato. Addio cinema "Corallo", paradiso d’illu­sioni periferiche che, sfamando i nostri occhi, davi speranze alla nostra mente di un mondo, anche per noi, migliore. Addio gente di borgata con lavori alla giornata. Addio a voi venditori di varecchina, straccivendoli e sartine casaling­he e ombrellai disillusi, che davate la sveglia con le vostre urla mattiniere in cerca di clienti soddisfatti e molti non paganti.Addio Ottavo Lotto e addio a te Settimo Lotto. Addio Secondo Lotto.Addio Primo Lotto.Addio Via Lucera e via Ostuni.Addio via Manfredonia.Addio tutte vie di Puglia.Addio Quarticcio­lo. "
in

A rischio il centro Don Bosco: porte aperte solo per chi paga?

il 2 luglio del 2011 2 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Don Bosco, sulla via Prenestina, a ridosso del famoso Forte Prenestino, fu una struttura gestita dai Gesuiti. Vi vivevano e studiavano i cosidetti "interni". Gli "esterni" eravamo noi ragazzi (i più poveri) del Quarticciolo. Andavamo al Don Bosco quasi tutti i giorni, e due/tre volte a settimana, dopo che avevano pranzato gli interni, noi rimediavamo un piatto di pastasciutta "incollata" che, comunque, andava giù benissimo. I gesuiti ci facevano entrare, ma non potevano avere contati con gli "interni". Il Don Bosco non ha mai ospitato, sino a 20 anni fa o giù di li, ragazzi difficili come descritto nell'articolo. A volte i "difficili" erano i preti stessi. Nel mio prossimo commento manderò l'"addio" da Don Bosco e da Via Prenestina. Addio tratto dal mio romanzo "Storie di ordinaria periferia". "
in

A rischio il centro Don Bosco: porte aperte solo per chi paga?

il 2 luglio del 2011 2 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" :)Caro Nobis, non voglio dare lezioni a nessuno. Il fatto è che molti media, virtuali e non, devono scrivere nel modo migliore per non incorrere in errori, lapsus o refusi. Ricordiamoci che il dialetto, qualsiasi dialetto, sta prendendo il posto della lingua italiana. Molti studenti stranieri o turisti in visita nel nostro bel paese, a volte rimangono perplessi nel sentirsi rispondere con vocaboli dialettali. Non scomodiamo nè l'Accademia della Crusca, nè i tanti dizionari/vocabolari italiani. Nel medioevo c'era la "cintura di castità" che cintura propriamente non era, ma semplicemente una mutanda di ferro per donna. Comunque conosco una storiella di un famoso cavaliere gay che per il proprio giovin amante di nome Lucio, fece costruire "una cintura in ferro in cui vie erano due buchi; un buco dietro "molto difficile da conquistare", ed uno davanti, dal quale la sporgenza mascolina fuoriusciva per permettere fisiologiche necessità". Questo gay, grande eroe e condottiero veneziano, durante le battaglie non rinunciava, prima di uccidere il bruto, mascolo giovin nemico, ad avere un rapporto sessuale con lo stesso, volente o morente. Poi fu preso (con tradimento) prigioniero dai turchi e fece la stessa fine dei suoi nemici. Anzi, fece una fine peggiore;impalamento.

Mi scuso se con la "cinta" io abbia rammaricato l'autore dell'articolo. "
in

Piazza Porta Maggiore, rissa a colpi di cinta

l' 8 giugno del 2011 8 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Io non ci ho mai mangiato, ma credo che una trattoria di quartiere sia sempre buona di cibo e abbordabile di prezzo, altrimenti chiuderebbe nel giro di un paio di mesi. Naturalmente, come tutte le cose genuine, c'è sempre una piccola percentuale di persone a cui non sono gradite. Le trattorie di borgata non sono nè McDonald, nè Vissani. ;-)) "
in

Tanto pè magnà

il 7 giugno del 2011 12 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" a parte "a cinta delli carzoni", sono d'accordo con gli altri commentatori; Roma ai romani e italiani, prima di tutti e tutto. Poi, se non seguono le regole del rispetto verso chi li ospita, allora, come dice l'altro, calci in culo. E non sono razzista. "
in

Piazza Porta Maggiore, rissa a colpi di cinta

il 7 giugno del 2011 8 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Di fatti del genere, a Roma e non solo a Roma, ne accadono giornalmente e seralmente. Le Forze dell'Ordine faticano molto a tenere questa ciurmaglia sotto controllo. In italiano, anche se ormai è entrato, purtroppo, nell'uso popolare, la "striscia di pelle che mantiene su i pantaloni" si chiama cinghia. Scusate questa mia "sapienza", ma, giacchè vedo che si vuol riportare l'italiano sulla bocca della gente che legge quotidiani ed altro, ho voluto fare questa piccola, forse poco significativa, osservazione. ;-)) Antonio Maria Logani "
in

Piazza Porta Maggiore, rissa a colpi di cinta

il 7 giugno del 2011 8 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Fino a circa 25 anni fa non accadevano furti del genere. Poi, dopo questa apertura Schengen e questa disastrata Europa, molti ladri rumeni e non rubano tutto ciò che è rivendibile. ADDIRITTURA RUBANO STATUE DI BRONZO O ALTRO MMETALLO, per poi rivendere, come il rame, a grossisti 9anche italiani) che lo trasportano nell'Est. Li, viene rivenduto a fabbriche e il prodotto finito, ritorna in Europa (da noi) e noi compriamo oggetti fabbricati con il nostro materiale. Un giro economico che, naturalmente, arricchisce i ricettatori e i fabbricanti oltre l'ex cortina. Cosa si potrebbe fare? Molte cose si potrebbero fare se i buonisti la smettessero di predicare la tolleranza estrema. Tollerare si, ma con misura e quel tocco cattivo che previene la recidività. "
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Vitinia: nuovo furto di rame sulla Roma-Lido, l'ultimo due giorni fa

il 13 febbraio del 2012 6 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" OSTIA 1972

Attraversando Roma, poi la Colombo, in un oretta fummo a Ostia. Poi Piazza Gasparri e Via Storelli. In una traversa di questa, tra molte serrande semiabbassate, “er Formica” fermó l’auto.
-Pieraa! Pieraaa!! So’ io!- Urló il mio amico facendo capolino sotto una serranda.
-Sto quí in cucina!- rispose una voce femminile.
Entrammo in quella che era “casa sua”.
Uno stanzone enorme con mobilia da tutte le parti. La “camera da letto” era separata dal “salotto” da un grosso armadio. La cucina “all’americana”, quindi a vista. L’unica cosa normale lí dentro era un piccolo bagno. I cavi della corrente che entravano da una piccola finestrella del bagno, avvolgevano tutta la “casa” portando luce affievolita in ogni angolo. Il salotto in un angolo e la televisione trasmetteva canzoni. Nel complesso, si, c’era molto disordine, ma era tutto lindo e pulito.
Dalla “cucina” si diffondeva nell’aria un buon odore di soffritto e pomodoro.
Mi presentai alla donna. Lei non era la moglie del mio amico, ma bensí la sua compagna. Non alta, moretta, sfatta nel viso giovane e sorridente. Infermiera in un ospedale romano e sostentatrice della famiglia. Piera era una tipica donna italiana; umile, buona di carattere e in cucina e, come tutte le donne, un po troppo indulgente e remissiva. Non é che il mio amico fosse un cattivo ma, come molti uomini di borgata, non aveva un lavoro (non avendo ne studi, ne fantasia di cercarlo) ed era uno sbandato come il sottoscritto, sempre alla ricerca di qualcosa per sbarcare il lunario. Si portava appresso, come un qualcosa di prezioso, segreto e importantissimo, una agenda con su scritti nomi e indirizzi di attori, registi, produttori e Stabilimenti Cinematografici. Diceva che prima o poi avrebbe sfondato nello spettacolo.
-A tavola- La voce della donna era invitante.
Gli spaghetti al pomodoro furono squisiti, la moka ci fece gustare una sigaretta, poi io e il mio amico una passeggiata nei dintorni, mentre Piera a lavare i piatti.
Se appena entrati a Ostia le luci della cittá illuminavano strade e viali e la gente passeggiava in massa tra auto e semafori, lí, attorno “casa” del mio amico, era tutto l’inverso; strade semibuie, deserte, sterrate e fangose. Pochissime auto. Dall’inizio del Lungomare fino Piazza Gasparri l’illuminazione era pressoché normale, ma appena fatto un passo nella piazza si poteva constatare la celere ritirata delle istituzioni. Viali, piazza e Lungomare Duca degli Abruzzi deserti e tanta solitudine.
La piazza stessa era uno sterrato di tre/quattromila metri quadrati. Cunette di terra di lá, pozzanghere enormi di quá, cosí erano anche le vie adiacenti. Un solo bar/tabacchi all’angolo con Via Storelli. Qualche ragazzo sostava sui gradini del bar, un paio fumavano in una cinquecento. Poi una sfilza di negozi quasi tutti occupati abusivamente o usati come abitazioni provvisorie in attesa che il comune facesse il proprio dovere.
I palazzoni che incorniciavano il tutto sembravano blocchi di cemento con mille occhi pieni di speranze e (bi)sogni. Palazzoni nuovi e giá corrosi dalla salsedine e dalla resa di chi vi abitava.
I garages occupati abusivamente facevano uscire dalle rampe d’ingresso fioche luci di una sicurezza promiscua. Molte persone se ne erano appropriate mononpolizzando e gestendo i posti macchina. Oltre alla guardia degli autoveicoli, questi garagisti offrivano servizi vari, da loro potevi trovare; il meccanico, il carrozziere, il gommista, Marboro di contabbando, la prostituta, il ricettatore e cassette musicali contraffatte.
La passeggiata finí al bar con un liquorino. Poi il materasso messo in un angolo nella cucina del mio amico mi avvolse nell’odore di fritto ed il sonno arrivó subito. "
in

Spaccio a Ostia Nuova: 6 arresti e perquisizioni in piazza Gasparri

il 9 febbraio del 2012 6 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Ostia. Che bella (era) Ostia negli anni '70/'80. L'ho vissuta come fosse il mio primo amore. La conoscevo tanto bene che si era sparsa la voce che io, quel ragazzo che vende i "nastri" sotto i portici davanti la Standa e dall'altra parte, davanti al negozio di Santarelli Scarpe, potessi dare informazioni, meglio di un Vigile, su ogni cosa di Ostia. In effetti era così. Una guida dell'Hotel satellite mandava i turisti da me a chiedere infromazioni e, con la scusa, io vendevo agli americani, nastri e orologi patacca. Altri tempi Ostia e le sue strade e la Vecchia Stazione e giardinetti annessi; tutto lindo e pulito. Poi ho girato il mondo. Ogni anno ritorno a Ostia per le vacanze e me la rifaccio tutta a piedi. "
in

LETTORI - "A Ostia zero gradi": il racconto

l' 8 febbraio del 2012 1 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" No. Noi italiani NON siamo razzisti. Noi Italiani siamo soltanto stufi di "ogni razza" di gentaglia. I nostri nonni e i nostri padri, i nostri figli e forse anche noi stessi, abbiamo paura di questo schifo di gente. I nostri nonni e i nostri padri hanno lavorato una vita per poi...per poi chi?! Per questa gente senza rispetto e senza morale che viene abbracciata dai "troppo buoni"?! Allora è meglio essere anche un po cattivi. L'educazione, il rispetto non s'imparano con la tolleranza. "
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Ostia, sperona l'auto dei carabinieri: arrestato

il 9 luglio del 2011 2 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Dovemmo dire addio al nostro sguazzare dietro casa, nella "marana", e addio ai nostri pomeriggi seduti al sole il più possibile.Dovemmo anche dire addio ai nostri cari "Pidocchiosi", all’”Indianetto” e al nostro amichetto Riccardo. Addio prati in fiore e alberi fruttuosi. Addio cucina a legna, rimpiazzata con gas. Addio vecchia "caciera" dagli odori materni, violata e gettata tra i rifiuti. Addio povere cose nostre di bambini senza arte ne parte. Addio Quarticciolo.                      Dovemmo dire addio all’Istituto Don Bosco e alla Via Prenes­tina, odorosa di pecore e pastori. Addio Don Morrone che con Gesù non avevi nulla a che fare (la tua sberla, la ricordo ancora, mi fece girare in lungo e largo tutto l’istituto Don Bosco, portandomi dal campo sportivo per tutto il Forte Prenestino, lasciandomi, sanguinante in bocca, vicino alle aule scolastiche. Avevo solo sei anni) e addio Don Pio. Addio a tutti i preti e a tutte le pastasciutte domenicali e anche addio al cinema pagato con una preghiera imparata a memoria. Addio al nostro piccolo mondo puzzolente e felice.Addio a Felice, figura spastica di curiosi e lieti incontri pomeridiani, sará ora veramente felice? Addio "Sora Assunta", Regina Leccornia seduta sul trono carammellato. Addio cinema "Corallo", paradiso d’illu­sioni periferiche che, sfamando i nostri occhi, davi speranze alla nostra mente di un mondo, anche per noi, migliore. Addio gente di borgata con lavori alla giornata. Addio a voi venditori di varecchina, straccivendoli e sartine casaling­he e ombrellai disillusi, che davate la sveglia con le vostre urla mattiniere in cerca di clienti soddisfatti e molti non paganti.Addio Ottavo Lotto e addio a te Settimo Lotto. Addio Secondo Lotto.Addio Primo Lotto.Addio Via Lucera e via Ostuni.Addio via Manfredonia.Addio tutte vie di Puglia.Addio Quarticcio­lo. "
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A rischio il centro Don Bosco: porte aperte solo per chi paga?

il 2 luglio del 2011 2 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Don Bosco, sulla via Prenestina, a ridosso del famoso Forte Prenestino, fu una struttura gestita dai Gesuiti. Vi vivevano e studiavano i cosidetti "interni". Gli "esterni" eravamo noi ragazzi (i più poveri) del Quarticciolo. Andavamo al Don Bosco quasi tutti i giorni, e due/tre volte a settimana, dopo che avevano pranzato gli interni, noi rimediavamo un piatto di pastasciutta "incollata" che, comunque, andava giù benissimo. I gesuiti ci facevano entrare, ma non potevano avere contati con gli "interni". Il Don Bosco non ha mai ospitato, sino a 20 anni fa o giù di li, ragazzi difficili come descritto nell'articolo. A volte i "difficili" erano i preti stessi. Nel mio prossimo commento manderò l'"addio" da Don Bosco e da Via Prenestina. Addio tratto dal mio romanzo "Storie di ordinaria periferia". "
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A rischio il centro Don Bosco: porte aperte solo per chi paga?

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Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" :)Caro Nobis, non voglio dare lezioni a nessuno. Il fatto è che molti media, virtuali e non, devono scrivere nel modo migliore per non incorrere in errori, lapsus o refusi. Ricordiamoci che il dialetto, qualsiasi dialetto, sta prendendo il posto della lingua italiana. Molti studenti stranieri o turisti in visita nel nostro bel paese, a volte rimangono perplessi nel sentirsi rispondere con vocaboli dialettali. Non scomodiamo nè l'Accademia della Crusca, nè i tanti dizionari/vocabolari italiani. Nel medioevo c'era la "cintura di castità" che cintura propriamente non era, ma semplicemente una mutanda di ferro per donna. Comunque conosco una storiella di un famoso cavaliere gay che per il proprio giovin amante di nome Lucio, fece costruire "una cintura in ferro in cui vie erano due buchi; un buco dietro "molto difficile da conquistare", ed uno davanti, dal quale la sporgenza mascolina fuoriusciva per permettere fisiologiche necessità". Questo gay, grande eroe e condottiero veneziano, durante le battaglie non rinunciava, prima di uccidere il bruto, mascolo giovin nemico, ad avere un rapporto sessuale con lo stesso, volente o morente. Poi fu preso (con tradimento) prigioniero dai turchi e fece la stessa fine dei suoi nemici. Anzi, fece una fine peggiore;impalamento.

Mi scuso se con la "cinta" io abbia rammaricato l'autore dell'articolo. "
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Piazza Porta Maggiore, rissa a colpi di cinta

l' 8 giugno del 2011 8 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Io non ci ho mai mangiato, ma credo che una trattoria di quartiere sia sempre buona di cibo e abbordabile di prezzo, altrimenti chiuderebbe nel giro di un paio di mesi. Naturalmente, come tutte le cose genuine, c'è sempre una piccola percentuale di persone a cui non sono gradite. Le trattorie di borgata non sono nè McDonald, nè Vissani. ;-)) "
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Tanto pè magnà

il 7 giugno del 2011 12 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" a parte "a cinta delli carzoni", sono d'accordo con gli altri commentatori; Roma ai romani e italiani, prima di tutti e tutto. Poi, se non seguono le regole del rispetto verso chi li ospita, allora, come dice l'altro, calci in culo. E non sono razzista. "
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Piazza Porta Maggiore, rissa a colpi di cinta

il 7 giugno del 2011 8 commenti

Antonio Maria Logani

Antonio Maria Logani ha commentato:

" Di fatti del genere, a Roma e non solo a Roma, ne accadono giornalmente e seralmente. Le Forze dell'Ordine faticano molto a tenere questa ciurmaglia sotto controllo. In italiano, anche se ormai è entrato, purtroppo, nell'uso popolare, la "striscia di pelle che mantiene su i pantaloni" si chiama cinghia. Scusate questa mia "sapienza", ma, giacchè vedo che si vuol riportare l'italiano sulla bocca della gente che legge quotidiani ed altro, ho voluto fare questa piccola, forse poco significativa, osservazione. ;-)) Antonio Maria Logani "
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Piazza Porta Maggiore, rissa a colpi di cinta

il 7 giugno del 2011 8 commenti