Vis Artena, Matrigiani: "Supereremo quota 50 punti"

"La partita con la Lupa Roma è pericolosa"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Artena (Rm) – La Vis Artena fatto altri tre passi verso la salvezza nell’ultimo turno di campionato, quando i ragazzi di mister Francesco Punzi hanno piegato a domicilio il Budoni per 2-0 grazie ai gol del solito di Tozzi e di Baldassi. Un successo che proietta gli artenesi a quota 35 punti, davvero a pochi passi dalla sicura permanenza in categoria. Il presidente Roberto Matrigiani parla del match coi sardi, di quello in anticipo domani sul campo della Lupa Roma e anche di alcuni temi generali molto interessanti. «Nella partita col Budoni la squadra ha fatto come al solito una buona prestazione. Stavolta, a differenza di altre occasioni, siamo stati anche aiutati da un pizzico di fortuna: sull’1-0 i sardi, che ci avevano messo in difficoltà anche all’andata, hanno fallito un calcio di rigore e poi Baldassi ha siglato il 2-0. Questa volta vorrei fare i complimenti, oltre che a Crescenzo che non ne ha bisogno perché è un giocatore di categoria superiore, ad Alessandro Montesi. Un ragazzo silenzioso, sempre sorridente e positivo, che si è trovato a sostituire un giocatore fondamentale come Costantini e non lo ha fatto mai rimpiangere. Ha lavorato seriamente e si è fatto trovare sempre pronto. La quota salvezza? Non ne ho mai parlato, sono convinto che questo gruppo supererà i 50 punti e poi nel giorno della festa salvezza ci potrebbe essere anche una sorpresa… La partita di domani con la Lupa Roma è molto pericolosa: il mister sta tartassando i ragazzi, spronandoli a mettere la massima determinazione in campo. Ma si giocherà su un terreno in erba naturale allentato dalle condizioni meteo di questi giorni e ci potrebbero essere dei rischi per un’inconscia sottovalutazione visto che la nostra è una squadra molto giovane. A proposito di giovani, vorrei sottolineare che noi qui li facciamo giocare perché meritano e non solo perché c’è un obbligo dettato dal regolamento. Vorrei fare, infine, due riflessioni di carattere generale: una sul mondo del calcio che è popolato sempre più da cosiddetti “piottari”, da gente che non ha alcuna competenza e gira intorno alle società per racimolare qualche euro con fare da avvoltoio. E un’ultima cosa la vorrei dire sulle Scuole calcio che dovrebbero tornare ad essere a misura di bambino, puntando esclusivamente su gente che sa di calcio e che di conseguenza sa trasmettere anche la passione per il nostro gioco ai più piccoli».

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