Addio De Rossi: Daniele e la Roma, una storia lunga 18 anni. Oggi l'ultima partita

Nel suo esordio in maglia giallorossa, De Rossi indossa la maglia numero 27 prima di passare al numero 4

Daniele De Rossi oggi, 26 maggio, giocherà l'ultima partita con la maglia della Roma. Ci siamo. Dopo l'annuncio dell'addio, forzato da parte della società, il centrocampista di Ostia saluterà la Curva Sud e i tifosi giallorossi.

Sarà una domenica mista tra lacrime e festa, preannunciata dalla commovente lettera scritta dal giocatore. In questi giorni dal lido fino a Testaccio sono apparsi murales che lo omoaggiavano. Il noto cantante Brusco, invece, gli ha addirittura dedicato una canzone

E' stato Fabio Capello, ricorda il club giallorosso sul sito, a fare esordire in prima squadra il 18enne De Rossi: è il 10 ottobre 2001, si gioca contro i belgi dell’Anderlecht in Champions League. Ma per l'esordio in serie A con la casacca giallorossa, il centrocampista deve attendere il 25 gennaio del 2003, entrando a partita in corso contro il Como. Qualche mese più tardi, il 10 maggio, parte per la prima volta titolare contro il Torino. Un esordio timbrato con il primo gol messo a segno in campionato.

Nel suo esordio in maglia giallorossa, De Rossi indossa la maglia numero 27 prima di passare al numero 4, che si porterà dietro anche con la Nazionale in occasione del Mondiale del 2006. In seguito alla nascita della figlia, il 16 giugno 2005, Daniele cambia però nuovamente il suo numero di maglia, scegliendo il 16, numero portato anche da uno dei suoi idoli, il capitano del Manchester United Roy Keane.

Nel settembre 2004 arriva per Daniele la prima presenza con la maglia della Nazionale maggiore: ha 21 anni. Anche in questo caso timbra la sua presenza con un gol contro la Norvegia, in una gara valida per le qualificazioni al Mondiale di Germania, ripagando subito così la fiducia accordatagli. Un anno più tardi, De Rossi indossa per la prima volta la fascia di capitano in una partita contro l’Islanda.

Nel 2006, a 22 anni, De Rossi è il giocatore più giovane della Nazionale italiana campione del mondo. In finale, entra nella ripresa e realizza il terzo rigore azzurro contro la Francia, contribuendo alla vittoria finale dell’Italia, che alza al cielo la Coppa del Mondo per la quarta volta nella storia.

Dieci anni dopo, Daniele commuove milioni di tifosi e appassionati di calcio italiani, posando la medaglia d’oro del 2006 nella bara di Pietro Lombardi, magazziniere della Nazionale italiana al Mondiale di Germania.

L'unico rimpianto di DDR forse sarà quello di non aver mai vinto uno scudetto con la Roma ma di sicuro premi e riconoscimenti nella sua carriera non sono mancati, avendo conquistato due Coppe Italia (nel 2006-07 e 2007-08) e una Supercoppa italiana nell’agosto del 2007, grazie al rigore vincente trasformato contro l’Inter. Una cavalcata fino alla fascia di capitano raccolta da Totti. 

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