Totti: "Mi dimetto dalla Roma. I presidenti passano, le bandiere restano. Mai più con questa proprietà"

L'ex numero 10: "Per me è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. Ora prenderò altre strade ma è un arrivederci. Se un'altra proprietà vuole puntare su di me ci sono"

Francesco Totti in conferenza stampa al Coni, Roma, 17 giugno 2019. ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Francesco Totti dice addio alla Roma. Un saluto temporaneo, un arrivederci, ha detto lui. Dal Salone d'Oro del Coni l'ex numero 10 della Roma ha detto le sue verità: "Mi dimetto dal mio ruolo nella Roma. Non ho mai avuto la possibilità di operare in modo effettivo sull'area tecnica".

"Credo sia la decisione più coerente e giusta, davanti a tutti deve esserci la Roma. Non devono esserci fazioni, ma un unico obiettivo. I presidenti, gli allenatori e i giocatori passano, ma le bandiere non passano. Diciamo che questo aspetto mi ha fatto pensare tanto e non è stata colpa mia prendere questa decisione". 

"La Roma è la mia seconda casa. Anzi, forse la prima perché ho passato più tempo a Trigoria che a casa. Per me è stata una scelta difficilissima, perché ho sempre provato a portare in alto la Roma", ha aggiunto. 

"Non è stata colpa mia perché non ho mai avuto la possibilità di esprimermi, non ho mai avuto la possibilità di prendere parte al progetto tecnico. Il primo anno ci può stare, ma già nel secondo ho capito cosa volessi fare e non ci siamo mai trovati. Sapevano le mie intenzioni, volevo dare tanto a questa società, ma loro non hanno mai voluto. Mi tenevano fuori da tutto", ha sottolineato l'ex Capitano.

Addio o arrivederci? "Al popolo di Roma devo dire solo grazie, per come mi hanno sempre trattato. C'è stato sempre un rispetto reciproco sia in campo che fuori, posso dire loro di continuare a tifare per questa squadra, vederla così in difficoltà mi rattrista, mi dà fastidio. E' un arrivederci, non un addio. Da Francesco posso dire che è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. Con un'altra proprietà io ci sarò".

Le tappe dell'addio di Totti dalla Roma

"Valuterò in questo mese tutte le offerte che ho e sarà una decisione definitiva", ha poi continuato Totti che, con le domande dei giornalisti, si sbottona. Nessun cucchiaio, solamente siluri verso gli "avversari". Come in campo. "Tutti sappiamo che hanno voluto che io smettessi. Come dirigente avevo un contratto di sei anni, sono entrato in punta di piedi. Promesse ne sono state fatte tante ma mai mantenute".

Via i romani dalla Roma. Pallotta e Baldini sono i destinatari di questo messaggio, Totti è chiaro: "E' un pensiero che alla fine è stato compiuto, sono riusciti ad ottenere quello che volevano. Con Baldini non c'è mai stato rapporto e mai ci sarà. Uno dei due doveva uscire e mi sono fatto da parte io. L'ultima parola spettava sempre a Londra, era inutile dire il tuo pensiero perché era tempo perso".

Totti è un fiume in piena: "L'assenza del presidente pesa tantissimo, perché poi il giocatore trova sempre un alibi e alla prima sconfitta subito viene sottolineato il fatto che la società manca. Questo crea problemi alla squadra, crea un danno. Io l'ho detto e ripetuto tantissime volte: il presidente deve essere più presente sul posto perché quando c'è il capo tutti i dipendenti sono sull'attenti. Quando non c'è il capo fanno tutti come gli pare, è così ovunque. La Roma è amata e stimata in tante parti del mondo e tutti vorrebbero prenderla".

"Se Malagò dovesse diventare presidente della Roma sicuramente mi chiamerà, probabilmente con lui avrò un po' più di fiducia e potere. "Se c'è qualcuno che mi ha 'pugnalato' a Trigoria? Sì ma non farò mai il nome, ci sono persone a Trigoria che fanno il male della Roma e il problema è che Pallotta tante cose non le sa e si fida sempre di quelle persone. So come va gestita Trigoria perché ci sono cresciuto dentro. Come si fa così ad andare avanti, essere coesi e aiutare la società? Non può essere, perché ognuno fa il bene di se stesso e delle cose che riportano a Boston ne arriverà un decimo".

Poi Totti spiega che ha provato a contattare Conte, una trattativa ben avviata ma poi non conclusa. E una suggestione "prendo Daniele e insieme andiamo a vedere la Roma in Curva Sud". 

A questo punto cosa serve per riportare Totti alla Roma? "In primis un'altra proprietà, poi bisogna vedere se quest'altra società mi chiama e se crede nelle mie qualità. Sicuramente non ho mai fatto e mai farò del male alla Roma".

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