Il Tyson di Corcolle conquista New York: Federici torna a Roma con un titolo WBC

Simone Federici ha conquistato la cintura WBC Continental Americas dei pesi supermedi. Federici: "Io e mio zio Franco l'aspettavamo da tempo. Adesso punto a difenderla e poi il mondiale"

Simone Federici con lo zio Franco Federici

Sta bruciano le tappe Simone Federici. Dopo aver difeso per due volte il titolo italiano ed aver conquistato il titolo Mediterraneo della IBF, il “Tyson di Corcolle” ha messo a segno un altro prestigioso risultato. E’ andato a New York a prendersi un titolo che, con la sua famiglia di pugili, aveva ormai preso di mira.

Federici, è tornato a Corcolle con il titolo Continentale americano di una cintura molto prestigiosa: la WBC. A chi dedica la vittoria?

Sicuramente a mio zio Franco, con cui ho condiviso questo traguardo. Aggiungerei il resto della mia famiglia, gli amici, ed il mio quartiere, Corcolle.

A lei che hai eletto come idolo Mike Tyson, che impressione ha fatto andare a combattere a New York, la sua città?

E’ la seconda volta che ci vado. Già mi era capitato contro Joel Tambwe Djeko. Devo dire che ti trasmette una grande emozione perché si percepisce subito la grane attenzione che ruota attorno al mondo del pugilato. In Italia non è così, si fa molta più fatica a farsi conoscere. Ci sono ottimi atleti che non conosce nessuno perché, qui, è uno sport poco seguito.

Ha combattuto per la seconda volta al Paramount Theatre. Sensazioni?

Non è grandissimo, perché può ospitare fino a cinquemila spettatori paganti. OVvimaente non sono neppure pochi, ma la sua caratteristica principla enon è la dimensione. Quello è un teatro dove sono stati girati numerosi film.

Il primo titolo di Simone Federici: il video

Contro il pugile albanese Stivens Bujaj, sabato 23 novembre, si è imposto con un verdetto unanime. Come si è preparato a quell'appuntamento e quale ritiene che sia il suo miglior colpo?

Non abbiamo fatto niente di particolare, forse abbiamo lavorato un pochino in più sulla resistenza. Per quanto riguarda le mie caratteristiche, penso di avere nel mio repertorioun gancio sinistro bello potente. Ogni volta che vedo uno spiraglio provo a farlo partire. 

Come accadeva a Mike Tyson quindi. Ma il suo pugile preferito in attività, invece, sa dirmi qual è?

Deontay Wilder. Per me è il numero uno. Anche Tyson Fury è davvero molto bravo, ma nella prossima sfida mondiale (annunciata per il 22 febbraio) io vedo Wilder come favorito.

Ed in Italia?

In Italia il pugilato fa fatica ad affermarsi. Sono pochi quelli che possono viverci, forse nessuno. Io ad esempio lavoro nel bar di famiglia e devo far combaciare gli allenamenti con l’attività lavoratativa.

Ed è sacrificante? Quanto riesce ad allenarsi?

Un paio di ore al giorno, anche due ore e mezza. La mattina mi sveglio alle sei e prima di attaccare faccio 45 minuti di corsa, alle volte anche un’ora. Poi vado al lavoro e quando stacco mi faccio un’altra ora e mezza di allenamento con mio zio Franco Federici.

L’ultima volta che ci eravamo sentiti aveva dichiarato di voler difendere il titolo italiano, magari puntando a quello europeo. Adesso qual è l’obiettivo?

Vediamo cosa riesce a fare il mio procuratore americano Joe DeGuardia. Però sicuramente vorrei difendere il titolo, che in Italia mancava da tempo. E poi, chissà, magari nel 2021 riesco ad arrivare ad una sfida mondiale. Un passo per volta però.

A ventisei anni, con due cinture internazionali già in archivio, è giusto concerdersi anche qualche sogno. Senza strafare, perchè la strada è lunga. Ma il talento, il supermedio di Corcolle, ha dimostrato di averlo. Il coraggio pure. La possibilità per andare a tentare un'avventura mondiale, col tempo, potrebbe anche arrivare. A Giovanni De Carolis, un altro cruiser romano, è arrivata. E non se l'è lasciata scappare.
 

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