"Noi l'As Roma voi azienda funebre": da Trigoria all'Eur ancora striscioni per De Rossi e contro Pallotta

Affissi nella notte altri manifesti nella zona dell'Eur. Proseguono le proteste contro il presidente e la società giallorossa

Tifosi dell'As Roma in protesta a Trigoria

Dall'Eur a Trigoria e ritorno. Proseguono le proteste dei tifosi dell'As Roma contro la decisione della società giallorossa di non rinnovare il contratto a Daniele De Rossi, capitano e giocatore simbolo della romanità. Dopo l'affissione di manifesti, striscioni e stencil avvenuta mercoledì notte i tifosi hanno proseguito le loro manifestazioni di dissenso nel pomeriggio a Trigoria e nella notte ancora all'Eur, dove sono stati affissi nuovi striscioni nei pressi della nuova sede della società giallorossa in viale Tolstoj.

I primi segnali di malcontento erano comparsi la notte del 15 maggio con diversi striscion. "Figli di Roma, capitani e bandiere. Ecco il rispetto e l'amore che questa società non potrà mai avere", si legge su una delle 'pezze' affisse all'Eur, ed ancora "Pallotta maiale, DDR per sempre nel cuore della gente". E in un altro: "DDR vanto nostro". 

Nel pomeriggio di ieri la protesta è arrivata sino a Trigoria dove i gruppi organizzati della Curva Sud ed i tifosi giallorossi hanno strololato altri due striscioni eloquenti: "Noi l'As Roma voi azienda funebre" ed "As Azienda oggi chiarimo 'sta faccenda", con riferimento al concetto di società azienda espresso dalla dirigenza giallorossa diverse volte ed anche in occasione del mancato rinnovo del contratto del centrocampista di Ostia

Stanotte altri manifesti e striscioni affissi sempre nell'area di piazzale Guglielmo Marconi. "Eur antilaziale", "Pallotta-Roma mai uniti", oltre a scritte pro Daniele De Rossi e contro la società ed in particolare il presidente James Pallotta. 

Oltre che nel mondo reale, i social poi, sono stati letteralmente presi d'assalto. A partire da quello della stessa Roma. "Stadio vuoto. E spero De Rossi non si presenti all'ultima di campionato. Società di buffoni", è forse il commento più 'tranquillo' tra i tanti pubblicati. E poi: "Negli anni Ottanta ve sarebbero venuti a prendere sotto casa, maledetti", "State distruggendo il nostro essere romanisti... basta, andate via.", "Abbiamo ricevuto una dichiarazione di guerra. Di questo si tratta. E a tale evento dobbiamo prepararci. E' il momento dei romanisti. Noi contro loro".

C'e' poi chi tira in ballo un altro illustre addio: "Dopo il dolore che ho provato per l'addio di Totti, pensavo di aver toccato il massimo... e invece no, sto malissimo, con Daniele se ne va l'ultimo simbolo della mia generazione.. Con tutto il rispetto per Florenzi, é finita l'era dei Capitani".

Dissapore per la scelta della società di James Pallotta che arriva anche dal senatore Maurizio Gasparri nel corso della trasmissione 'Un giorno da pecora' su Radio Uno, che ogni lunedì ospita le 'Odi al campionato' da lui scritte e recitate con ironia, ha dedicato una ode speciale a Daniele De Rossi:  "Affaristi e saltafossi, hanno offeso il gran De Rossi. Si calpesta una bandiera, tanta gente, Roma intera! Vergognosa la gestione, causa rabbia e delusione. E De Rossi ha raccontato com'è stato maltrattato. Mai nessun prese un contatto, per parlare del contratto. Voglion farlo dirigente? Sono chiacchiere sul niente. Sì lo so che il tempo passa, ma così qui si sconquassa ogni fiera appartenenza, che del calcio resta essenza". "Tra il cemento ed i milioni si maltrattan le passioni, certo i conti van quadrati, ma i campioni rispettati! Sor Pallotta e i suoi marziani sono proprio disumani. È lo stadio un'ossessione, più importante del pallone. Noi De Rossi ci terremo e Pallotta cacceremo. E l'Olimpico di certo dirà chiaro il suo sconcerto".

Contraria al mancato rinnovo di DDR anche Cristina Grancio, consigliera capitolina e capogruppo del Misto in Campidoglio: "Il pensionamento forzato di Daniele De Rossi richiama per alcuni aspetti quello precedente di Francesco Totti, tolto qualche anno dalla carta di identita'. Questo ennesimo episodio costituisce l'indicatore di una proprieta' scollata dal cuore di questa citta', attenta a non disperdere risorse economiche in giocatori che non hanno mercato, in ragione dell'eta' e del loro amore dichiarato per i colori giallorossi. Il gruppo americano da un lato, la societa' sportiva Roma e la sua citta' dall'altro, rimangono due entita' separate, non si sono mai fusi, l'uno non ha trasmesso all'altro il suo dna. Abbiamo riscontrato questo anche nella vicenda Stadio di Tor di Valle, concepito fin dall'inizio per non essere di proprieta' della squadra, sulla quale vengono comunque scaricati i potenziali rischi dell'operazione, ma solo concesso in affitto da una societa', As Roma Spv Llc, con sede nel Delaware, Stati Uniti. La societa' sportiva Roma rischia di perdere qualcosa di piu' di una partita e di trovarsi legata a tempo indeterminato, proprio a causa dello stadio concepito da Pallotta, a questa presidenza".

Tifosi Roma Trigoria protesta De Rossi 1-2

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