Speciale Lazio-Roma. Nord e Sud: rivalità e sfottò. Il derby si gioca in curva

Striscioni, sfottò e prese in giro. Su radio, tv, social network e forum tifosi di Lazio e Roma già hanno iniziato il derby. Domenica 11 novembre gli spalti saranno colmi di passione

E' iniziata ufficialmente Lazio-Roma. Domenica 11 novembre, alle 15:00, lo stadio Olimpico si vestirà di biancoceleste e giallorosso. Due modi diversi di intendere il calcio e la vita. Lazio e Roma due mondi mai vicini, tanto che tra il del 31 ottobre 2007 e quello del 4 marzo 2012 si è verificata la più lunga serie di derby consecutivi senza pareggi: 11 partite, di cui 10 di campionato ed uno di coppa. Un record ancora in corso. 7 vittorie della Roma, 4 della Lazio. 

Il derby però non è solo numeri, statistiche, 1X2, gol e fuorigioco. Il derby è passione, il derby si gioca prima di tutto in curva. Nella Nord, cuore del tifo laziale e nella Sud anima giallorossa. Loro, i tifosi, quelli veraci, proveranno ancora a colorare gli spalti, nonostante il calcio non sia più quello di una volta. E i suoi gladiatori neppure. Non ci sono più Nela da una parte e Giordano dall’altra. Senza contare che adesso organizzare il tifo o le coreografie è divenuto pressoché impossibile. Ora che le nuove norme per la sicurezza negli stadi vietano l’ingresso di tamburi, fumogeni e striscioni. 

>> I GOL DI ROMA-PALERMO <<

 
Eppure i tifosi di Roma e Lazio ci riproveranno, a modo loro perché il derby è sempre il derby. E allora la Sud probabilmente domenica si colorerà solo ed esclusivamente grazie alle bandiere portate da ciascun tifoso. Mentre la Nord, sfruttando il "fattore campo", probabilmente farà una coreografie rispettando le origini della Lazio, nata 27 anni prima dei dirimpettai. Da sempre una partita nella partita. 
 
I tifosi più grandi non possono non ricordare quel pomeriggio del 23 ottobre 1984, quando la curva Sud puntuale, alle 14.25, sfoderò il suo asso nella manica. Uno striscione storico per Di Bartolomei e compagni: 900 metri quadrati di stoffa con su scritto "Ti amo". Nella stagione 1991-92 la Nord rispose con un altrettanto scenografico "100% Lazio", dipinto su un enorme telone che ricopriva interamente la curva. Roba da far venire i brividi anche ai più allergici al pallone. Poi ci sono i cori, gli inni e, soprattutto, gli sfottò. 
 
"Klose è vecchio", "Totti di più". I giochi di parole, i versi, le espressioni e gli insulti, sì anche quelli. Su Facebook, Twitter e forum i commenti spiritosi si sprecano. Le radio romane non riescono a parlare d'altro. Poche critiche al ko della Lazio contro il Catania, pochi elogia alla vittoria della Roma contro il Palermo. Luca chiama a Radio Sei: "Famoje male. Hernanes e Klose ve siete riposati mo' affossateli". Cambi frequenza e il leit motiv non cambia, i colori sì. Daniele interviene a Rete Sport: "Co' Totti, Osvaldo e Lamela je ne famo 10. Daje Roma daje".
 

>> I GOL DI CATANIA-LAZIO <<

Ecco così che nelle menti dei tifosi risuonano ancora i commenti dei telecronisti "faziosi". Il grido di Guido De Angelis, voce storica della Lazio, che commentò la rete vittoria in derby con un "Dio c'è... gli avemo fatto male". Qualcosa di simile all'incontenibile Carlo Zampa in occasione del 5-1 dei giallorossi con la quaterna di Montella nella stagione 2001/2002.
 
Lo spettacolo degli sfottò prende così il sapore di un film cult: "Il mercoledì a noi l'Europa a voi Twin Peaks" (Roma); "Ilary - Totti: una letterina per un'analfabeta" (Lazio); "Manco su Facebook ve la do l'amicizia" (Roma); "Ve penso solo quando Gago" (Lazio); "Noi nei campi de Trigoria, voi nei campi de Cicoria" (Roma); "Klose per lutto" (Lazio). Solo per citarne alcuni. La settimana di passione è appena iniziata. Umori opposti in vista del derby. Zdenek Zeman gongola a Trigoria, Vladimir Petkovic riflette a Formello. I tifosi hanno in mente solo una cosa: vincere e prendere in giro l'avversario. E non chiamateli cugini. 
 
 
 
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