Totti lascia la Roma 18 anni dopo lo Scudetto: le tappe dell'addio

L'ex capitano della Roma chiude la sua avventura da dirigente anche a causa di un rapporto difficile con il presidente James Pallotta e con Franco Baldini

Il 17 giugno resta e resterà nella storia della Roma. Nel 2001 il club di Trigoria vinse lo Scudetto, oggi Francesco Totti annuncia il suo addio definitivo (?) al club, dopo 30 anni tra campo e dirigenza.

Esattamente 18 anni fa, in un caldo pomeriggio romano, tutti gli occhi dell'Olimpico erano puntati sul capitano. La Roma del presidente Franco Sensi passò in vantaggio contro il Parma dopo 19 minuti. È il gol più importante della leggenda giallorossa e lo fa con la maglia numero 10 della sua squadra del cuore e della sua città. E' forse l'immagine più importante dell'ultimo ventennio romanista.

Diciotto anni dopo lo Scudetto del 2001, con una nuova presidenza e dopo due anni nello staff dirigenziale della Roma, Francesco Totti dà l'addio al club. 

Un anno davvero difficile per i tifosi che hanno salutato pure Daniele De Rossi. Due stagioni difficili iniziate dopo l'addio, strappalacrime, del 28 maggio 2017. Una scelta su cui, come svelato nella sua autobiografia, ha pesato la volontà di Franco Baldini. Quindi, dopo mesi di gestazione, l'annuncio: dal campo si passa alla scrivania. L'avvio di Totti dirigente, tuttavia, è a tentoni. 

L'ex numero 10 resta in ombra. Fa impressione vederlo solamente in giacca e camicia. E' con la stagione 2018/2019, però, che il Campione del Mondo 2006 prende più spazio. Le cessioni di Alisson, Nainggolan e Strootman animano la piazza. Totti fa da pompiere ma, alla radio ufficiale della società. ammette: "La Juve fa un campionato a parte, inutile nasconderlo – dice -. Noi proveremo a rientrare nei primi 4 posti e a passare il turno in Champions".

La stagione però non va bene e, a marzo, Di Francesco viene esonera. Totti prendere il toro per le corna e, finalmente, la sua voce si fa finalmente sentire: Claudio Ranieri è la sua scelta ma i sassolini restano. Il rapporto con Pallotta e Baldini proprio non cambia. E' freddo. 

A fine marzo il segnale è chiaro. A Sky Sport Totti è chiaro: "Se dovessi prendere posizione, però, sicuramente cambierò alcune cose". L'ambiente assapora queste parole come una svolta, una rivoluzione positiva ma così non sarà. Totti si espone per Conte e Gattuso, mentre il resto della società lavora su altre soluzioni per la panchina. 

Da maggio in poi solo terremoti. L'addio di De Rossi è uno scossone, l'ennesimo. L'abbraccio con De Rossi e quel "torneremo grandi insieme" dice molto. Totti entra nell'Hall of Fame del calcio italiano ma sottolinea un altro passo di distacco verso la società sul possibile ruolo da Direttore Tecnico.

Il 30 maggio, l'inchiesta di Repubblica, getta nuovi ombre sul club. Quindi la goccia che fa traboccare il vaso. Il presidente, James Pallotta, pubblica una lunga lettera sul sito ufficiale della società. Un monologo a 360° in cui conferma il ruolo centrale nelle decisioni di Franco Baldini e relega, di fatto, ai margini la figura di Totti. 

L'11 giugno Totti non va a Londra e il club giallorosso annuncia il suo nuovo allenatore: Paulo Fonseca. Una scelta, così come quella del ds Petrachi, su cui Totti non è contrario, ma il cui parere non viene praticamente preso in considerazione. Dopo giorni di silenzio ecco il post sui social che preannuncia l'addio. O forse un arrivederci Roma. 

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