Dino Viola, 28 anni fa si spegneva l'indimenticato presidente dell'As Roma

Il 19 gennaio di 28 anni fa si spegneva Dino Viola, storico e indimenticabile presidente della Roma. "La bandiera è la maglia della Roma, è il simbolo, l'unica cosa da onorare perché rappresenta la città", con le parole del Presidente dello scudetto dell'82-83 e della finale della Coppa dei Campioni del 1984, il club giallorosso ha voluto così celebrare Viola tramite Twitter.

Adino Viola, per tutti Dino, nasce il 22 aprile 1915 ad Aulla. Nel 1922 si trasferisce a Roma ed è lì che inizia il grande amore con la squadra giallorossa. Una esistenza legata a doppio filo con le sorti del club capitolino.

Nel 1963 Viola diventa socio della Roma. La sua ascesa è costante. Entrato nei quadri dirigenziali dell'Associazione Sportiva Roma nei primi anni settanta, sotto la presidenza Anzalone, rilevò la squadra in grandi difficoltà il 16 maggio 1979, portandovi grandi ambizioni e capacità di investimento. Aveva fatto da sempre della Roma la sua seconda famiglia e, pur guardato con scetticismo dai "salotti" del calcio professionistico, dimostrò sempre di non avere alcun complesso di inferiorità.

Nel quell'anno arriva anche il sì di è Nils Liedholm. La cavacata ha inizio. L'8 maggio 1983 la Roma allenata da  Liedholm pareggia 1-1 a Genova con il Genoa e vince lo Scudetto, Dino Viola è il secondo presidente Tricolore dopo Edgardo Bazzini.

"Vi abbraccio tutti, siete la forza di questa squadra". Sono le parole pronunciate il 15 maggio da Dino Viola nel messaggio ai tifosi diffuso dagli altoparlanti dell’Olimpico prima di Roma-Torino ultima gara del campionato 1982/83. 

Il 30 maggio 1984 la Roma raggiunge il punto più alto della sua storia disputando la finale di Coppa dei Campioni, poi persa ai rigori in casa contro il Liverpool. 

Nel 1990, nella festa di Natale in sede a Trigoria, arriva la stretta di mano con Francesco Totti, uno degli ultimi acquisti della sua gestione. Il 19 gennaio dell'anno seguente Viola muore.

L'ultima stagione iniziata sotto la sua presidenza si chiude il 9 giugno con la conquista della Coppa Italia, a Genova contro la Sampdoria, 17 giorni dopo la sfortunata finale di Coppa UEFA con l'Inter. Dopo il 3-1 dell'andata, al Ferraris è festa con un pareggio per 1-1 (rete di Rudi Voeller).

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