Curva Sud Antonio De Falchi, prima la coreografia poi la contestazione: fischi a giocatori e società

I tifosi giallorossi ricordano il giovane ucciso a Milano nel 1989. Poi la protesta con l'abbandono degli ultras dalla parte bassa del settore

La Curva Sud durante la coreografia e la protesta della parte bassa del settore

Prima la coreografia poi la protesta. Serata ricca di emozioni allo stadio Olimpico di Roma dove la Curva Sud ha omaggiato Antonio De Falchi a 30 anni dalla sua morte nel corso del match poi pareggiato 1 a 1 contro il Milan. I sostenitori giallorossi hanno infatti ricordato il giovane con una sciarpata tesa a simboleggiare un abbraccio di tutta la tifoseria ad Antonio. Poi hanno aperto 28 grossi stendardi intitolando la Sud al compianto tifoso con uno strisione con la scritta "Curva Sud Antonio De Falchi". 

Un turbinio di emozioni a cui hanno assistito dalla stessa Curva Sud Anna e Marco, sorella e fratello del giovane di Torre Maura. Al 15' del primo tempo, dopo aver reso omaggio a De Falchi, i gruppi ultras della parte bassa della Curva hanno poi manifestato il loro dissenso srotolando un inequivocabile strisione: "Oggi solo Antonio dobbiamo onorare...a voi non vi vogliamo neanche guardare". Poi cori contro giocatori, società e staff tecnico con parte del settore rimasto inesorabilmente vuoto. In alto invece, nei muretti occupati da Boys, Fedayn e Romanismo, sono stati esposti degli striscioni con la scritta "Portate Rispetto". 

Ma da cosa nasce la protesta degli ultras della Roma? Dalla vergognosa prova di Firenze, dove la Roma è uscita umiliata dal Franchi dopo essere stata sconfitta per 7 a 1. Una sconfitta cocente, soprattutto nella "prestazione" e "nell'atteggiamento" da parte della squadra. Un boccone amaro, che i tifosi della Roma non hanno perdonato a società, staff tecnico e giocatori.

Diversi i giocatori nel mirino della tifoseria, praticamente tutti, oggetti di fischi e cori contro. Esclusi solo il Capitano Daniele De Rossi ed il giovane Nicolò Zaniolo. Presi di mira soprattutto Aleksandar Kolarov ed Alessandro Florenzi. Un dissenso manifestato nei confronti del terzino serbo anche nella zona del Torrino, dove la notte fra sabato e domenica sono comparse scritte contro il numero 11 giallorosso "Abbassa la cresta" e "Croato di m....". 

Oltre ai due giocatori, colpevoli il primo di non aver rispettato i tifosi ed il secondo di aver perso quelll'umiltà che lo aveva caratterizzato in questi anni in giallorosso, gli ultras della Roma non hanno risparmiato nessuno. Da mister Eusebio Di Francesco, sommerso di fischi al momento della presentazione delle formazioni, al presidente James Pallotta, colpevole di aver smantellato la squadra anno dopo anno e di essere interessato solamente alla "costruzione dello stadio" ed al "profitto economico". 

Una serata di proteste, in cui per tutti i 90 minuti sono stati cantati cori contro società ed i giocatori "mercenari". Nonostante la squadra sia riuscita a recuperare il pareggio, tanti sono stati i mugugni da parte della tifoseria, che probabilmente, si aspettava maggior carattere da parte di quegli stessi giocatori chiamati a rifarsi della cocente sconfitta di Firenze arrivata appena tre giorni prima il match casalingo con il Milan.

Oltre che contro società e giocatori, i tifosi della Roma hanno intonato cori per tutti i 90 minuti contro i tifosi rossoneri, colpevoli della morte di Antonio De Falchi. Era infatti il 4 giugno del 1989 quando il tifoso di Torre Maura, non ancora 19enne, arrivò alla stazione Centrale di Milano insieme ad altri tre amici per assistere al match che si sarebbe giocato nel pomeriggio allo stadio di San Siro. Il gruppo si avvia nell'impianto milanese ma viene accerchiato da un gruppetto di tifosi rossoneri. Poi sbucano una trentina di ultras che aggrediscono Antonio a calci e pugni. 

Dopo una trentina di secondi gli aggressori si mettono in fuga per l'arrivo della polizia. Antonio prova a rialzarsi, è cianotico e respira a fatica; cade nuovamente a terra. Uno degli agenti cerca di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e con il massaggio cardiaco. Inutile. Viene immediatamente caricato sull'ambulanza ma arriva all'Ospedale San Carlo già morto. A quasi 30 anni di distanza i tifosi giallorossi non hanno scordato quella domenica del 1989 ed hanno intitolato la Curva Sud al giovane di Torre Maura, mai dimenticato dalla tifoseria giallorossa. 
 

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