Boxe, intervista a Giovanni De Carolis: “Mi alleno da solo e punto sempre all’europeo”

L’ex campione del mondo continua la preparazione in vista del titolo continentale. De Carolis: “Non so quando combatterò, io mi sto preparando. Però penso che la cosa più importante sia davvero la salute”

Giovanni De Carolis alla Team Boxe Roma XI. Foto di Roberto Chiovitti

Non ha smesso d’inseguire il proprio sogno. Giovanni De Carolis, l’ultimo pugile italiano ad aver conseguito il traguardo di campione del mondo, mira sempre al titolo europeo. E’ l’unica cintura che manca nella sua invidiabile bacheca. Contrariamente alle aspettative l’incontro non avverrà a Roma. E non sarà contro il tedesco d’origine turca Emre Cukur

De Carolis, quando e dove la rivedremo sul ring?

E’ più facile rispondere alla seconda domanda. Combatterò in Germania, contro Tyron Zeuge. Lo stesso avversario che ho affrontato per difendere, nel 2016, il titolo mondiale WBA.

Non era previsto a Roma il combattimento?

Sì. Era previsto che combattessi nella Capitale contro  Emre Cukur perchè la BBT Production si era aggiudicata l’asta per organizzarlo a Roma. Poi c’è stato un imprevisto. Il mio avversario ha sostenuto ad inizio febbraio un combattimento contro l’italo svizzero Davide Faraci e l’ha perso. Per il regolamento dell'European Boxing Union (EBU) non può competere al titolo un pugile che viene da una sconfitta. E così è stato scelto un nuovo avversario.

Tyron Zeuge...

Esatto. A quel punto è stata indetta una nuova asta e l’abbiamo persa per poche migliaia di euro. Di conseguenza si combatterà ancora una volta in Germania.

Per lei ormai, dopo le sfide contro Abraham e più recentemente contro Feigenbutz e Zeuge sta diventando un’abitudine. Ma torniamo alla prima domanda: quando avverrà quest’incontro?

Non lo so. Era previsto ci fosse entro giugno ed infatti avevo anche inizaito a fare delle sedute di sparring all’estero. Sono stato in Inghilterra, a Birmingham dove ho fatto tre sparring molto duri con Zach Parker. Ed a metà marzo era previsto che andassi in Polonia per affrontare un’altra seduta, contro un pugile numero 30 al mondo. Poi è scoppiata la pandemia. Si è ammalato anche il mio promoter anche se ora sta meglio. In questi momenti lo sport, per quanto importante, passa in secondo piano.

Approfittiamo per fargli gli auguri di una piena guarigione. Ma adesso che succede?

Sinceramente il primo pensiero è per le persone che stanno male ed a cui auguro di recuperare prima possibile. Mi ritengo già fortunato perché, mai come in questo momento, capisco che la salute è davvero la cosa più importante.

Vale per tutti noi. Però sul piano professionale come si sta organizzando? Come vive un professionista del suo livello questa fase?

Continuo ad allenarmi anche se, chiaramente, la mia vita è cambiata. Intanto è meno frenetica perché prima io mi dividevo tra Monterosi e la Montagnola, dove continuavo a frequentare la Team Boxe Roma XI. Adesso chiaramente non ci vado più e mi alleno da casa.

Non va neppure nella sua palestra di Monterosi?

No, l’ho chiusa dal 9 marzo. Abbiamo capito che non è il caso nemmeno di fare allenamenti a porte chiuse. Però ho la fortuna di avere una casa piuttosto grande, dove ho un sacco, i manubri, gli attrezzi necessari. Mi sono portato anche una peretta, non mi manca niente.

E come si è organizzato?

Seguo le tabelle  che mi sono state date da Italo Mattioli e Luigi Ascani che sono da sempre i miei allenatori. Ed anche i programmi di Antonello Regina che dal 2013 mi segue nella parte atletica. Questo mi ha permesso di lavorare su ogni dettaglio del mio fisisco, di potenziare ogni aspetto senza appesantire l’allenamento, senza togliere nulla all’aspetto tecnico.

Immagino non incontri nemmeno il suo preparatore atletico...

No infatti, restiamo in contatto a distanza. E’ molto scrupoloso e monitora sempre tutto. Io gli invio la variabilità cardiaca e tutti i valori che faccio registrare durante gli allenamenti, che continuo a svolgere due volte al giorno, la mattina presto ed il pomeriggio. Seguo le sue indicazioni e quelle di Italo e Luigi.

Insomma ha trovato il modo di restare in forma.

Sì, la mia vita è chiaramente cambiata. Ho più tempo per stare con la famiglia. Posso aiutarle i miei figli a fare i compiti, anche se in questo devo ammettere che provvede più la mia compagna. Mi sono messo addirittura a fare un orto cosa che, per una persona cresciuta in città, rappresenta una totale novità. Mi sveglio presto e cerco di mangiare sano.

Speriamo di rivederla prima possibile sul ring, anche se in Germania sarà più difficile raggiungerla. In bocca al lupo De Carolis

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