Roma, De Rossi e gli audio su Whatsapp: i motivi dell'addio

Ranieri: "A Daniele, che è una bandiera storica, questa cosa andava detta in un altro modo"

Il caso Daniele De Rossi sembra non avere mai fine. Circolano due audio Whatsapp mandati dal centrocampista di Ostia agli amici in cui si ascoltano retroscena che lo hanno portato a dire addio alla Roma.

Dopo aver difeso il personale e l'ufficio stampa che lavora a Trigoria, De Rossi ha raccontato di aver comunicato alla società che era disponibile ad accettare anche un contratto a gettone: 100mila euro a presenza. Facendo 10 partite avrebbe guadagnato un milione.

Se ne avesse fatte 30 sarebbero stati 3 milioni. Ci sarebbe stata anche la possibilità di non farlo mai giocare. In quel caso De Rossi sarebbe stato disponibile pure a passare un anno senza stipendio. Una cosa nata e morta nel colloquio con il Ceo Fienga si sente in questi audio privati. 

Fosse per lui, insomma, sarebbe rimasto eccome. Dopo quaranta minuti, secondo quanto si ascolta negli audio, sarebbe arrivata una risposta positiva da parte del presidente, soddisfatto dei termini economici.

Il capitano giallorosso però, risentito probabilmente per un feedback positivo arrivato solamente per la situazione economica, e per un silenzio societario sul suo contratto durate ben un anno, avrebbe rifiutato la proposta di rimanere a tali condizioni. Per ora la Roma non ha ancora commentato così come, ufficialmente, De Rossi non ha mai rivendicato questi audio privati. 

Fatto sta che resta il pugno allo stomaco per tutti i tifosi della Roma. Un disagio alimentato anche dalle parole dell'allenatore della Roma, Claudio Ranieri, in conferenza stampa: "A Daniele, che è una bandiera storica, questa cosa andava detta in un altro modo. Non è stato fatto e questo è il calcio. Cosa avrei fatto su De Rossi? Se me lo avessero chiesto in qualità di allenatore avrei detto di tenerlo, perché so che giocatore è, che capitano è e che uomo è".

Sul futuro di De Rossi, Ranieri aggiunge. "Vuole continuare a giocare e ha già una mentalità da allenatore, anche grazie alla visione che gli ha dato il padre. Per questo dico che è un leader positivo. Non so ancora se giocherà, parlerò con lui e decideremo. Però voglio fare un appello ai tifosi: mi auguro che l'ultima partita all'Olimpico sia una festa per Daniele, per l'amore nei suoi confronti e nei confronti della Roma, che è la cosa più importante. Per le contestazioni poi ci sarà tempo".

 

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