RECENSIONE - To Rome with Love

Sinceramente non pensavo di andare al cinema per un film di Woody Allen ed uscire dalla sala convinto di aver visto un B-Movie anni 70 degno di Sergio Martino...

Sinceramente non pensavo di andare al cinema per un film di Woody Allen ed uscire dalla sala convinto di aver visto un B-Movie anni 70 degno di Sergio Martino. Il film si sviluppa in vari episodi: un uomo qualunque viene inspiegabilmente travolto da un'ondata di popolarità che gli stravolge la vita; due sposini
di provincia si perdono per la città eterna e si cornificano a vicenda rispettivamente con un ladro ed una prostituta; una turista americana si innamora di un giovane romano comunistoide con annesso incontro/scontro tra le due famiglie distanti per mentalità e cultura anni luce; un giovane studente d'architettura
statunitense è attratto dall'irrequieta migliore amica della fidanzata.

Prima le (due) cose positive: Roma è bellissima in questo film, fotografata con una luce straordinaria, e due/tre battute al massimo di Allen strappano il sorriso. Il resto è proprio da dimenticare. Storie vuote, noiose ed insulse, personaggi ridicoli e stereotipati come non se ne vedevano nemmeno nei cinepanettoni (almeno li si è consapevoli di cosa si sta guardando). Abbiamo la mamma italica, casalinga, baffuta, vestita anni 50 che difende il figlio maschio con i denti e risolve tutti i guai cucinando i maccheroni. Abbiamo Antonio Albanese che fa Alex Drastico, ladruncoli, mignottelle, cornuti contenti, alta borghesia snob, accenti pseudo meridionali e popolani mediocri ma dal cuore grande.

Abbiamo pizza, vino, spaghetti amore e mandolino. Abbiamo un cast che (Benigni a parte, l'unico a salvarsi) pesca da Boris, dai Cesaroni e da
Occhio Malocchio Prezzemolo e Finocchio. Ritroviamo (senza che se ne avvertisse la mancanza) Carol Alt ed Ornella Muti (devastata dal botox). Probabilmente l'intento del regista era quello di dar vita ad una feroce critica verso "l'italietta" dei nostri tempi (l'episodio con Benigni ne è il sintomo evidente), ma se cosi
doveva essere mi sarei aspettato una storia sensata, dei personaggi costruiti, con un'identità, un'anima ed una trama che si avvicinasse al credibile. Mi sarei aspettato un cast di un certo tipo (devo vedere un film di Woody Allen e ritrovarmi Alex Drastico ???), anzi mi chiedo come mai non abbia pescato attori
pure dal Bagaglino o da Un Posto al Sole. La colonna sonora è da crisi di nervi (a parte funniculì funniculà ci sono tutte le canzonette di genere). Insomma la delusione è grande. Sicuramente il nostro paese non ha esportato negli ultimi anni una bella immagine all'estero, ma tanta superficialità nel girare un film e nel raccontare il "belpaese" mi sembra eccessiva e non tollerabile, quasi offensiva. Da evitare assolutamente.

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Commenti (4)

  • Non condivido... secondo il mio personale parere ci troviamo di fronte all'ennesimo capolavoro di allen. Ha rappresentato l'italia in maniera MINUZIOSA, è riuscito a ricalcare il cinema italiano in tutto e per tutto! e nonostante si sia sforzato di fare una XXXYXYa di film è riuscito a fare cmq qualcosa di decente. credo che come omaggio all'italia questo lavoro sia anche fin troppo di qualità. E vedendo il personaggio di abatantuono è normale aspettarsi che verdone abbia da ridire :D devo dire che gli si addice molto come personaggio... gli altri attori famosi che fanno le comparse? beh è ora che lascino lo spazio alle NUOVE LEVE del cinema italiano... woody allen con questo film ha lanciato un messaggio chiaro... e il messaggio è risollevate l'italia perchè fuori viene vista cosi! che c'è è stato troppo crudele ? :( oh piccoli poveri cuccioletti italiani sempre pronti a lamentarvi. pensate ad essere più consapevoli e consci di cosa siamo. l'italia non è affatto un bel paese.

  • concordo pienamente. Una macedonia di stereotipi visti da un occhio americano poco informato. Perchè nessuno gli ha impedito di risparmiarsi qualcosina? Arredamenti, abbigliamento, la mentalità, la figura della madre.. l'uomo e la donna italiani traditori entrambi.. il vigile all'inizio del film quale significato aveva? neanche l'accento romano!! Erano più accenti napoletani forse..non so. E il modo di gesticolare americano e non italiano. Una minima cura dei dettagli.. io mi ritengo offeso.

  • Concordo su tutto e vorrei aggiungere una nota, secondo me molto triste, sul product placement sfrontato alla cine panettone che, se ricordo bene, non è mai stato così eccessivo (o inesistente) nei precedenti film di Allen. Quindi la domanda sorge spontanea, perché ha fatto questo film? Per voglia oppure perché qualcuno lo ha ben pagato chiedendo di promuovere il prodotto Roma e Italia attraverso anche banali prese in giro?

  • Perfettamente d'accordo! Stimo chi ha scritto questa recensione...è una cozzaglia, un mix di attori italiani e americani che stonano alla grande...4 storielle parallele che non si incontrano mai (sembra un film di Verdone)...tra l'altro senza senso...per trovarlo bisogna davvero scavare a fondo...il protagonista di una storiella che diventa misteriosamente e improvvisamente la coscienza di uno dei protagonisti...un Benigni che fa praticamente la comparsa...veramente SCADENTE...UNO DEI PEGGIORI FILM MAI VISTI !

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