INTERVISTA | Serena Rossi racconta Laura Biagiotti: "Io al servizio di questa vita pazzesca"

Serena Rossi ci ha svelato cosa più l'ha colpita di Laura Biagiotti e l'emozione di tornare su quel tappeto rosso da cui tutto è cominciato. L'intervista

Nel corso della seconda giornata di Festa del Cinema di Roma, la storia di una pioniera della moda italiana è stata protagonista. Quella di Laura Biagiotti, raccontata nel docu-film "Illuminate-Laura Biagiotti". Un documentario diretto da Maria Tilli che il prossimo 31 ottobre arriverà in tv, su Raitre. A guidare il racconto un'elegante, delicata ed emozionante Serena Rossi, insieme alla figlia della grande stilista Lavinia.

L'attrice, già in passato chiamata ad interpretare grandi donne italiane, questa volta si "è messa al servizio di una vita pazzesca", come lei stessa ha dichiarato a Romatoday e lo ha fatto con grande professionalità, ma anche con grande affetto verso una donna e una famiglia a lei care. 

Prima di percorrere il red carpet della Festa del Cinema di Roma, l'attrice ci ha raccontato le sue emozioni, le sue sensazioni nell'aver preso parte a questo grande progetto.

La storia privata e professionale di Laura Biagiotti arriverà presto in tv. In che modo hai contribuito alla realizzazione del documentario sulla sua vita?

"Mi sono limitata ad ascoltare, mi sono veramente messa al servizio del racconto di questa vita pazzesca vissuta dalla signora Laura che ho avuto la fortuna di conoscere, purtroppo per poco tempo. Ascoltando i suoi collaboratori, le persone che le hanno davvero voluto bene e che hanno lavorato con lei, ho capito che era innanzitutto una grande donna, devota al suo lavoro, molto innamorata di suo marito di sua figlia, una donna in carriera ma soprattutto una mamma e una moglie. Non sempre è semplice tenere un equilibrio tra le vita privata e la vita professionale, lei ce l'ha fatta. E' un grande esempio per me".

Cosa più ti colpisce della figura di Laura Biagiotti?

"La sua raffinatezza, la sua educazione davvero rare. Tutti la rispettavano, lei diceva 'ero piccola, minuta, ma comunque mi ascoltavano', perché diceva le cose sempre con il sorriso e con estrema delicatezza. Nel documentario non interpreto lei, ma ascolto i racconti di chi davvero l'ha conosciuta. Ho scoperto di avere diversi punti in comune con lei. Laura, ad esempio, aveva spostato il suo studio proprio vicino casa perché voleva lavorare ma avere la  possibilità, nelle pause, di andare ad abbracciare sua figlia. Il suo centro erano i suoi affetti e tra questi, ovviamente, c'era anche la moda".

Da Mia Martini a Laura Biagiotti, quando ti chiedono di interpretare o di raccontare - come in questo caso - donne italiane tanto grandi, cosa provi?

"Io sono orgogliosa di poterlo fare. Credo che le cose stiano un po' cambiando, lo chiamano nuovo femminismo, non so se sia vero o no, ma sempre di più ci sono ruoli belli, da protagoniste, storie vere o di finzione che danno modo a noi attrici di raccontare grandi donne". 

Per te non è la prima volta su questo red carpet, cosa rappresenta la Festa del Cinema, quali sono i ricordi più belli che leghi a questo tappeto rosso?

"Il primo ricordo che ho su questo red carpet è quello di Song'e Napule dei Manetti Bro,s che abbiamo presentato qui, un film piccolissimo, partito in sordina, ma che, anche grazie a questo Festival, ha vinto David di Donatello, Nastri d'argento. Tutto è partito da  questo tappeto rosso, dunque sono molto contenta di poterci tornare".

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
RomaToday è in caricamento