Riccardo Scamarcio e il rapporto padre-figlio "on the road" alla Festa del Cinema di Roma

Il ladro di giorni apre la quarta giornata della Festa del Cinema: un viaggio on the road verso il Sud, la storia di un riavvicinamento tra padre e figlio non privo di colpi di scena e fuori programma

L'apertura del quarto giorno di Festa del Cinema di Roma spetta ad un film italiano. Al primo film italiano - per essere precisi - della Selezione Ufficiale di questa 14esima edizione. Una pellicola diretta da Guido Lombardi, anche scrittore dell'omonmo romanzo e con protagonisti Riccardo Scamarcio - che torna nella sua Puglia - e il giovanissimo Augusto Zazzaro (11 anni) attore rivelazione del film.

Il ladro di giorni, la storia

Un viaggio on the road verso il Sud. Quello di un padre che, dopo 7 anni di carcere, torna dal figlio - che vive in Trentino con gli zii - per trascorrere alcuni giorni con lui. Un incontro difficile, diffidente all'inizio. Una storia fatta di incontri inaspettati di soste all'autogrill con qualche fuori programma. Un percorso per l'Italia che è, prima ancora, un viaggio introspettivo per entrambi i personaggi. Vincenzo (Riccardo Scamarcio) che ha ancora dei conti da chiudere e che tenta di recuperare il rapporto con il figlio undicenne e Salvo (Augusto Zazzaro), ragazzino sveglio, perspicace, coraggioso che ha quasi dimenticato di avere un padre ma che, in questo viaggio in auto, avrà modo di conoscerlo in 4 intensi e movimentati giorni.

"Il soggetto è nato 12 anni fa e ho lavorato, contemporaneamente al romanzo e alla sceneggiatura. Il ladro di giorni è un revenge movie che porta sullo schermo il rapporto padre-figlio. Un padre che non insegna le regole, che è un ragazzino anche lui e che ha fatto i suoi errori. Un figlio che inizierà a conoscere questo padre, a volergli bene.Volevo, con questo film, superare quella linea immaginaria tracciata tra buoni e cattivi", ha spiegato il regista Guido Lombardi in conferenza stampa.

Riccardo Scamarcio è Vincenzo: " Un padre che impara ad amare"

"Leggendo questa sceneggiatura - ha raccontato Riccardo Scamarcio - mi è venuto in mente il film di Zeffirelli 'The Champ', questo rapporto tra il boxer e il bambino che sembrava preoccupato al vedere il padre. Ho visto questo personaggio come un uomo negli anni '50 del Sud Italia, un mezzo criminale ma non veramente uno stratega, un uomo semplice. Un uomo che, all'inizio del film non sa di poter amare e che compie, proprio grazie a questo viaggio, una parabola che gli permette di capire il suo amore per il figlio".

"Non è il tipico film italiano da Festival - ha sottolineato il produttore Nicola Giuliano - e per questo ringraziamo la Festa del Cinema di Roma e il direttore artistico Antonio Monda - per averci dato questa importante vetrina".

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
RomaToday è in caricamento