Il ministro Riccardi vuole dare case ai rom: è polemica sul web

Il ministro della cooperazione e integrazione Andrea Riccardi si ripromette di affrontare con decisione il problema dei campi rom. Sul web è polemica per le sue dichiarazioni

Stanno scatenando un putiferio sul web le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal ministro della cooperazione e integrazione, Andrea Riccardi, rispetto allo spinoso tema dell'integrazione delle minoranze rom e sinti nel tessuto sociale del nostro paese.
Il ministro è accusato da blogger e da qualche articolista di voler regalare una casa a tutti i nomadi presenti sul territorio italiano (circa 140.000 persone). Ma è veramente questo che Riccardi ha dichiarato?
Una breve ricerca tra gli archivi dell'Ansa ci dice che nell'ultimo mese il ministro ha semplicemente dichiarato: "Come ministro dico che la situazione dei Rom non e' delle più brillanti, come cittadino mi sono vergognato della loro condizione in Italia. Dobbiamo agire per il superamento dei campi rom".
"Superamento dei campi rom" uguale "casa a tutti gli zingari presenti nel nostro paese"? Forse, anche se questa è una deduzione logica e non certo il pensiero manifesto di Riccardi. E soprattutto, quello del superamento dei campi nomadi è un tema sul quale da anni si riflette nel mondo della politica e, a parte movimenti estremisti e xenofobi, tutti concordano sulla necessità di fornire ai rom presenti nel nostro paese abitazioni nelle quali sia garantito un livello minimo di sicurezza igenico-sanitaria.
Perchè allora questo accanirsi contro Andrea Riccardi?! Tutto (più o meno) nasce dall'editoriale di Paolo Granzotto su Il Giornale, che si scaglia contro il ministro accusandolo appunto di voler regalare la casa a 140.000 zingari nello stesso momento nel quale il governo reintroduce le tasse sulla casa.
Torniamo alle parole del ministro: "Ci sono fondi europei utilizzati solo al 10%" che permetterebbero la realizzazione di un grande progetto edilizio a favore dei nomadi. Si tratterebbe quindi di una grande operazione di civiltà che non graverebbe in alcun modo sui conti italiani, e che permetterebbe a tanti rom e sinti presenti sul territorio italiano di veder migliorate la propria vita, e allo stesso tempo libererebbe tanti comuni cittadini italiani "non zingari" dalla presenza, oggettivamente difficile, dei grandi campi rom. Se finora non è stato fatto è solo per la mancanza (più o meno deliberata) di una strategia nazionale sul problema.
Un'altra falsa notizia riguarda i numeri: Granzotto parla di dare le case a 140.000 persone. Peccato però che di questi oltre 70.000 sono cittadini italiani, e quasi 50.000 sono rom e sinti che da secoli vivono nel nostro paese, integrati e già tutti forniti di casa (essì, perchè quando gliene viene data la possibilità i rom e i sinti sono generalmente ben felici di vivere in abitazioni sicure).
Come si può vedere la polemica è stata creata ad arte, e sta facendo breccia grazie ai pregiudizi che riguardano le popolazioni rom e sinti.
Non ci vogliamo nascondere che tanti siano i problemi nella convivenza tra nomadi e "sedentari" in Italia. Ma sfruttare per polemiche strumentali un tema che, invece di veder rinfocolare le tensioni, avrebbe bisogno di pacatezza e riflessione è un'operazione bieca e da esecrare.
Salutiamo invece con piacere le volontà del ministro Riccardi di voler affrontare in maniera pragmatica e positiva quella vergogna tutta italiana che è l'esclusione e ghettizzazione sociale delle minoranze nomadi.
 

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