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Roma, Le buche che non dovrebbero esserci, quando ci sono, riempiamole!

Via di Vermicino, 92 · Finocchio

Roma, Le buche che non dovrebbero esserci, quando ci sono, riempiamole! Roma,Massimiliano Terrinoni: Le buche rappresentano senz'altro un grave problema per la sicurezza di tutti, dai pedoni agli automobilisti, ma in particolare per ciclisti e motociclisti ai quali possono provocare rovinose cadute, anche con gravi conseguenze, o costringerli a repentini cambi di traiettoria che nel traffico possono risultare altrettanto pericolosi. Ma perché si formano? Certamente non si può dare la colpa delle buche sempre e solo alle piogge . E’ una questione di cultura tecnica . Le buche non si devono formare! Se ciò avviene è evidente che qualche cosa non funziona come dovrebbe! A Roma le buche sono probabilmente un dato storico: ci sono sempre state. Certamente qualcuno avrà progettato o lavorato male e qualcun'altro non avrà fatto i dovuti controlli su materiali e lavori, o la necessaria manutenzione. Poi pioggia e neve avranno peggiorato le cose. Ma forse c'é anche un'altra e più semplice ragione: da 60 anni a questa parte i trasporti su ruota sono cresciuti esponenzialmente, sia come numero di veicoli in circolazione, che come carichi e velocità media, sottoponendo quindi le strade e l'asfalto a sollecitazioni sempre crescenti, certamente più di quanto la pur parallela evoluzione dei manti stradali non potesse in passato sopportare. Anche le migliori pavimentazioni in pietra dli nostro centro storico ha del resto resistito a secoli di carri e cavalli per poi cedere rovinosamente sotto il peso e i frequenti passaggi di camion e bus ad esempio via Nazionale. Esiste, quindi, una ragione storica che spiega le buche del passato e la nostra consolidata abitudine ad esse. Oggi esistono fondi e manti di asfalto enormemente più resistenti che per la maggiore portanza, ovvero capacità di sopportare carichi superiori, evitano fessurazioni, rotture e quindi anche buche. Però, ovviamente, bisogna che l’ Amministrazione capitolina non sia troppo abitudinaria e applica queste nuove tecnologie, invece di comperare quelle coi "buchi a tempo" compresi nel prezzo. È poi necessario che svolgano le opportune azioni di controllo sui lavori e pianifichino una adeguata manutenzione preventiva, per evitare che primi eventuali piccoli cedimenti inneschino danni più gravi, col tempo difficilmente riparabili se non con il totale rifacimento. Se ad esempio una tecnologia nuova dura il triplo di quella abituale, anche se ora mi costa il doppio è già un risparmio. Se poi magari evita "un incidente mortale e due gambe rotte" è un bel guadagno! Invece qui in Italia si fanno gare che dell'asfalto comperano solo "il prezzo", premiando sempre quello minimo, e solo assai raramente ricercano e comprano le sue migliori qualità. Una modalità di scelta che alla fine non offre neppure reali economie, figuriamoci se può offrire sicurezza. E ancora in termini di razionalità ed economicità, osserviamo che sarebbe poi utile se chi programma la manutenzione ordinaria di fogne e reti sotterranee come acqua, elettricità, gas, fognature, ecc. si coordinasse ai programmi di manutenzione della superficie stradale, in modo che fossero questi ultimi a chiudere la serie e la strada e non, viceversa, gli altri a riaprirla immediatamente. Giusto per evitare di rompere dopo pochi giorni quel manto stradale nuovo che avrebbe potuto durare qualche anno. Come invece capita, e anche spesso! Le toppe non sono mai belle, certo, ma in questo caso sono senz'altro meglio del buco. Esistono a tal scopo diverse tipologie di conglomerato a caldo e a freddo, scaricato da cassoni speciali che lo mantengono in temperatura o confezionato a freddo in sacchi, o ancora applicato con apposita macchina “tappabuche”. Sono tutti sistemi efficaci se correttamente applicati, possono riempire la buca evitando così che il primo skateboard di passaggio vi sparisca dentro. Piuttosto facile vero? In conclusione Massimiliano Terrinoni afferma che se le buche non vi piacciono, chiedete a chi di dovere di non farci l'abitudine neanche lui, e di pensare piuttosto ad evitare che si formino e comunque, eventualmente, a richiuderle bene e al più presto

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