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Degrado urbano

Pubblici e chiusi: i parchi di Selva Candida

A Selva Candida c’è tanto verde. Del resto il nome stesso di questa zona situata a nord-ovest di Roma, nel Municipio XIV, lo lascia intendere. E ci sono anche parchi pubblici. Ma solo di nome, visto che sono stati realizzati, ma mai aperti al pubblico.

●Caso emblematico è il grande Parco pubblico di via di Riserva Grande, di 8000 mq. Realizzato dalla società Nomentum, a scomputo degli oneri di urbanizzazione per il progetto privato n. 6 del Piano di Recupero urbanistico Palmarola Selva Candida. Pronto dal 2012. ● Simile è la sorte del Parco pubblico di Via Nosate, realizzato dalla società Selve Roma (costruttore Di Veroli) nel 2008. Sempre a scomputo degli oneri di urbanizzazione per il progetto privato n. 4 all’interno del PRU Palmarola Selva Candida. ● E ancora il Parco pubblico di Via Gaverina, che è fruibile ma solo grazie all’opera di un gruppo di volontari.

●E poi il Parco pubblico Auxilium, in via Cremolino. Realizzato nel 2013 dall’Università Auxilium a scomputo degli oneri di urbanizzazione per la costruzione di un campus universitario, con grandi alberi, viali, panchine e persino cestini per i rifiuti. Mai aperto al pubblico.

●Infine l’area verde, abbandonata a se stessa, di Via Grezzago lungo via di Selva Candida. In quest’area è prevista come opera secondaria da realizzarsi a scomputo di oneri di urbanizzazione versati dagli aderenti all’ACRU Nuove Periferie, un Parco/Piazza. Il progetto è stato al centro di un processo partecipativo che ha visto impegnati comitati e residenti e che si è concluso l’8 giugno 2015 con la presentazione del progetto preliminare. Il 27 febbraio 2016 l’opera è stata inserita nel documento unico di programmazione 2016-2018 di Roma Capitale. Dal 23 ottobre 2017 il Dipartimento di Programmazione urbanistica attende dal Municipio XIV una risposta per poter avviare i lavori di realizzazione della Piazza.

●Il verde pubblico è il luogo della socialità e dell’aggregazione. Il luogo del gioco e dell’incontro. Il luogo che in qualche modo dà una identità alla zona nel quale è inserito. Compito dell’Amministrazione Capitolina e del Municipio dovrebbe essere adoperarsi per l’apertura dei parchi pubblici già realizzati e procedere con solerzia alla costruzione di luoghi di socialità in una zona abitata da migliaia di famiglie. Dovrebbe essere. Lo stato delle cose sembra suggerire che forse così non è. Rimane da chiedersi perché si preferisca lasciare all’incuria e al relativo degrado spazi fatti per essere fruiti dai cittadini.

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