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Degrado urbano

LETTORI - Il mistero del mercato di San Giovanni di Dio e i cercatori del progetto disperso

Piazza San Giovanni di Dio · Monteverde

Da diversi anni il Mercato di Piazza San Giovanni di Dio è lì a testimoniare l'incapacità progettuale delle amministrazioni che si sono susseguite, sia al livello Comunale che di Municipio.
Mentre in quasi tutti i quartieri romani il rinnovo dei mercati ha rappresentato e rappresenta una importante occasione di riqualificazione, rilancio dell'area e rilancio dell'economia al livello locale, sembra che Monteverde sia fuori dall'area capitolina.

Diversi anni fa, quando mi sono trasferito qui, circa 18 anni, il Mercato era già al centro di ipotesi di ristrutturazione. Ebbi anche la fortuna di ospitare un amico architetto per il periodo in cui si è occupato di valutare l'area e lavorare con un team ampio su possibili progetti, regolarmente poi depositati,

Ad oggi, non è più dato sapere nulla del Mercato e del suo futuro. E i tetti in laminato di ferro, le pozzanghere di cui si riempie ad ogni pioggia (divertente vedere il fai da te dei rivenditori con ombrelli e secchi) sono lì a sottolineare una evidente incapacità di progettazione (questa volta non nel senso letterale del termine) sia come Comune che come Municipio. A questo si aggiunga la deliziosa soluzione adottata per gli scarti del mercato: un bel contenitore/cassone, della grandezza di un container, posto al centro della Piazza. Il risultato è davvero meraviglioso: i miasmi che accolgono tutti i residenti e i passanti della zona sono una vera delizia. Se a questo poi aggiungiamo i prezzi assolutamente non popolari delle case in zona, al danno si aggiunge la beffa.

Ora a lei la palla, Presidente(ssa), al di là delle promesse che abbiamo ascoltato ripetutamente in questi anni, ha in mente di fare qualcosa? Solo che per essere credibile, adesso a lei spetterebbe dare date certe, così, giusto per capire ai suoi elettori che anche Monteverde può avere un futuro diverso.

Approfitto dell'occasione anche per una ultima questione: chi si occuperà di chiedere alle ditte che stanno "rompendo" tutte le strade del quartiere di ripristinarle con un manto stradale degno di questo nome? Così, giusto per sottolinearlo, è previsto non solo nei regolamenti, ma anche nei contratti sottoscritti dai vincitori delle gare d'appalto. Ma se dovessi basarmi su quanto è già visibile dopo i lavori condotti in zona stazione di trastevere e lungo la circonvallazione gianicolense so già che ci godremo delle strade piene di dossi.

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