Roma, corsa agli affitti per i fuorisede: breve guida al "salto della truffa", ma non si scappa dai 400 euro

Viaggio nel mondo degli studenti e dei neolaureati: quanto costa abitare nella Capitale e come muoversi nella giungla degli annunci

Siamo nel bel mezzo del periodo più caldo per quanto riguarda la "caccia" alla sistemazione romana per i fuorisede. Come ogni estate le matricole affrontano per la prima volta la ricerca, magari sotto lo sguardo vigile di mamma e papà, ignari di quello che li aspetta.

Nonostante il calo dell'affluenza universitaria, infatti, la domanda per gli alloggi romani è tutt'altro che diminuita. Le matricole, oltre che con gli altri studenti universitari di anni successivi al primo che approfittano della pausa estiva per migliorare la propria condizione, devono "gareggiare" con neolaureati alle prese con stage, tirocini o lavori malpagati che non consentono loro soluzioni di altro tipo. Tutti questi, usciti dal percorso universitario con l'alloro in testa, hanno colmato eccome la riduzione degli studenti, avvenuta anche a causa del proliferare di "università di provincia" che trattengono più di quacuno nella regione di appartenenza.

La domanda resta enorme e quindi l'offerta alza il tiro ed anche il prezzo. Da anni ormai la capitale balla tra primo e secondo gradino del podio per il costo medio di una stanza singola, ma lo stesso ragionamento vale per un posto letto in doppia, un monolocale o un bilocale. Dopo Milano, dove per una singola bisogna tirar fuori, al mese, oltre 500 euro, ecco svettare Roma, con la sua media di 430 euro per una soluzione che odori di civiltà.

Dove, come e perché

I prezzi naturalmente variano in base al comfort, ma soprattutto in base alla posizione. Basterà evidenziare sulla mappa della Capitale anche altri quartieri centrali oltre al solito Nomentano-Tiburtino che, come per magia, compariranno soluzioni alternative e forse migliori. Questo discorso vale più per i neolaureati che per gli studenti, anche se non è detto che una sistemazione migliore non valga una o due fermate di metro in più verso l'università.

Ovunque si trova chi propone (e chi accetta) soluzioni al limite della decenza.  Per i primi nessuna pietà mentre i secondi, evidentemente costretti al super-risparmio, alimentano comunque un gorgo tutt'altro che virtuoso. Cari fuorisede, non pretendete troppo, ma soprattutto non troppo poco.

È di fondamentale importanza apprendere il gergo speciale di questo mondo parallelo: nel 90% degli annunci "accogliente" vuol dire "piccola", "silenziosa" vuol dire "lontana dal mondo", "adiacente a" può intendere una distanza compresa tra 100 e 1000 metri. E così via. E il gioco delle parti, si dirà. Però in questo gioco perdono quasi sempre i fuorisede. Perdono soldi, tempo e benessere psico-fisico, allenandosi al salto della truffa o allo scarto della "fuffa".

Per evitare le spese dell'agenzia immobiliare sono spuntati tantissimi siti di annunci che comunque non hanno decretato la fine delle classiche affissioni stradali o presso le bacheche universitarie. I siti più affidabili però, in poco tempo, sono stati conquistati proprio dalle fameliche agenzie immobiliari, che non potevano sopportare un tale affronto ed anzi hanno trovato in questi siti un modo per procacciare clienti. Allora o chiamano il privato per convincerlo ad affidarsi a loro, oppure semplicemente pubblicano autonomamente, con logo o senza, sulle suddette piattaforme. I filtri scarseggiano, lasciando ampie praterie anche a chi "propone", con tanto di servizio fotografico, residenze da sogno a Prati al prezzo di un monolocale a San Lorenzo. Beh, diffidate, quanto meno. Saranno "proprietari italiani all'estero che necessitano di una somma anticipata anche solo per mostrare l'appartamento, per potersi fidare...". Certamente.

Anche i social, per evitare (o almeno limitare) questi ed altri inconvenienti, hanno visto fiorire gruppi e pagine dedicate alla ricerca o alla proposta di stanze o case in affitto. Al netto dei prezzi sempre esorbitanti tra siti e social, comunque, si può anche incappare in qualche proprietario reale che sia stato contagiato dal virus della serietà e  che quindi si dimostri cordiale e disponibile a trattare i termini della trattativa per arrivare serenamente ad un punto di incontro.

Singole, posti letto, monolocali e bilocali

Se il prezzo di una singola a Roma supera in media i 400 euro, quello per un posto letto è ancora meno conveniente: oltre i 300 euro. Per un monolocale, invece, a seconda delle zone, la media varia dai 550 agli 800 euro, ma non è difficile trovarli anche più costosi. Così come non è difficile superare la media dei bilocali, attestata tra 750 e 1100 euro o quella dei trilocali: tra 900 e 1500 euro. Di seguito le tabelle riepilogative a cura di Immobiliare.it e Tecnocasa (che secondo noi fa una stima troppo bassa).

Immobiliare prezzi medi affitto roma-2

Tecnocasa affitti in media luglio 2018-2

"Io qui non posso entrare"

Il gergo speciale di cui sopra prevede anche la libertà, per gli affittuari, di scrivere negli annunci frasi altrimenti passibili di denuncia, o almeno di una giornata intera in una stanza chiusa con uno Sgarbi inferocito.

Il divieto che si trova più spesso è di tipo sessuale: in troppi casi le studentesse sono viste come santarelline precise ed ordinate su cui poter fare affidamento ad occhi chiusi. Gli studenti "maschi", invece, come evoluzione minore della scimmia o incarnazione preferita del demonio. È chiaro che la parità dei sessi non abita tra quelle mura, ma soprattutto che questi proprietari non hanno mai convissuto con qualche ex coinquilina di chi scrive.

A secondo posto della classifica discriminati troviamo "gli erasmus", come razza a parte, artefice di ogni tipo di guerra interplanetaria. In alcuni casi è davvero così o quasi, ma generalizzare è inopportuno. Anche perché non si deve per forza venire dall'estero per comportarsi male. Basterebbe selezionare chi "ci si mette in casa", senza escludere a priori.

Rari, ma non "più unici", sono i casi di razzismo vero e proprio oppure omofobia: non si affitta a persone di colore (anche se a quel punto perché non scirvere "negri di merda" o "bingo bongo", almeno per coerenza) o meridionali. Per questi ultimi a volte si scende più nello specifico, scacciando i soli cittadini di Napoli. O zone limitrofe. Lontani, secondo alcuni, devono restare anche gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

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