Nidi convenzionati, il Campidoglio promette aiuti ma non si placano le proteste: “Misure deludenti”

Roma Capitale annuncia interventi a sostegno dei nidi convenzionati. Non si fermano le contestazioni. Sepiacci (ANINSEI Lazio): "Le quote che non versano gli iscritti continueremo a pagarle noi gestori"

Il Campidoglio prova a tendere una mano a chi gestisce gli asili nidi convenzionati. Le strutture sono state chiuse dopo le disposizioni annunciate dal governo il 5 marzo. Le famiglie, su indicazione della Sindaca, hanno smesso anche di pagare le rette. La decisione ha però messo in difficoltà un intero settore.

La riunione con i gestori dei nidi 

Per riannodare i fili del dialogo l’amministrazione capitolina ha convocato alcuni rappresentanti di categoria. Al termine della riunione, svoltasi il 25 marzo, il Campidoglio ha annunciato “ misure di sostegno economico per i gestori dei nidi in convenzione con Roma Capitale, in concessione e progetto di finanza”.

Le misure promesse

Roma Capitale ha dichiarato, attraverso una nota stampa, che “erogherà agli enti gestori una quota per le prestazioni rese in altra forma, come ad esempio l’attività educativa a distanza, sia un’ulteriore quota finalizzata al mantenimento delle strutture”. L’obiettivo è quello di sostenere il settore una volta che, superata l'emergenza Coronavirus, sarà ripresa l' attività didattica.

Le obiezioni 

Le iniziative annunciate sono però state considerate a dir poco deludenti. Per il presidente dell’ANINSEI Lazio “non è stato affrontato il tema delle quote mensili che le famiglie non dovranno pagare. Il risultato è che saremo noi a doverlo fare”. La cifra è di tutto rispetto. Si tratta della quota che, i genitori, versano in funzione del proprio ISEE. La media è di circa 300 euro al mese. Moltiplitata per i seimila posti a disposizione dei nidi convenzionati, si arriva ad un milione ed ottocentomila euro.

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Una scelta miope

“In un momento in cui dovrebbe essere massima la concertazione, viene convocata una riunione tra pochi intimi. Non riusciamo a spiegarci questo modo di procedere e non capiamo nemmeno perché Roma Capitale non faccia ricorso ai fondi, già a bilancio, come hanno fatto altri comuni nel Nord Italia -ha obiettato Goffredo Sepiacci, presidente dell’ANINSEI,l’associazione regionale di Confindustria che cura gli interessi delle scuole private – nel decreto governativo del 17 marzo, viene indicato all’amministrazione il compito di pagare i nidi. Il Campidoglio è miope. Per risparmiare pochi soldi, si mette in crisi un intero settore”. Difficoltà che potrebbero aumentare nel caso in cui, la sospensione della didattica, dovesse subire una proroga. 

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