Mense scolastiche, il bando fa inorridire tutti: "Pasti bambini equiparati a quelli dei cani"

I bimbi destinati a mangiare con 4 euro, lavoratori e genitori in rivolta sui ribassi: "Peseranno su costo del lavoro e qualità cibo"

Livelli occupazionali e qualità del servizio non garantiti. Fa inorridire tutti, dagli addetti ai lavori ai genitori, il bando per le mense scolastiche in via di aggiudicazione: oltre infatti ai posti di lavoro in bilico, con i 170 cuochi a rischio demansionamento, nel mirino di chi si oppone alla gara c'è quel ribasso che rischia di portare nei piatti dei bambini delle scuole comunali cibo di qualità e quantità scarse. 

Già perchè il prezzo medio a pasto con cui le aziende si stanno aggiudicando il servizio è molto basso: tra i 4.30 euro e i 4.40. Dentro anche le pappe dei nidi che, notoriamente, hanno però un costo più alto rispetto ai pasti forniti a materne ed elementari. 

Mense scolastiche: pasti bambini a 4 euro

Così, visto che nella cifra sono ricompresi anche il costo degli ammortamenti, delle attrezzature, dei lavoratori e del cibo, secondo le stime dei sindacati "i bambini mangerano con 1,80 euro circa a pasto" e "in un quadro simile - denunciano Cgil, Cisl e Uil di recente in mobilitazione contro il provvedimento - gli unici due elementi da cui è possibile recuperare qualche spesa sono il costo del cibo e quello del lavoro". 

Da qui la battaglia congiunta con i genitori ad affiancarsi agli addetti mensa: 11mila le firme per fermare il bando

Le opposizioni: "La Sindaca ritiri bando in autotutela"

In arrivo poi, in Aula Giulio Cesare e in tutti i municipi, una mozione del Pd e della Lista Civica Roma Torna Roma per chiedere alla Sindaca Raggi e alla Giunta Capitolina: di garantire pasti sani ai bambini e requisiti di qualità del servizio mense scolastiche di Roma Capitale; le condizioni contrattuali e gli attuali livelli occupazionali e salariali di tutti i lavoratoti impiegati nel settore, inclusi i dipendenti della società Multiservizi e quelli occupati nelle mense autogestite. 

L'obiettivo è quello di valutare la possibilitadi ritirare in autotutela il bando delle mense scolastiche e ripensare ad una gara pubblica che ponga come criteri fondamentali per l'aggiudicazione la qualità del servizio offerto ai bambini e la salvaguardia dei lavoratori "e - scrivono i gruppi consiliari - non il prezzo a base d'asta". 

Mense scolastiche, genitori al fianco dei lavoratori: raccolte 11 mila firme per fermare il bando

"Le mense scolastiche del Comune di Roma, sono da sempre un fiore all'occhiello dell'amministrazione capitolina spesso preso a modello per la qualità del servizio offerto. La gara predisposta dall'amministrazione Raggi non risponde più ai requisiti di qualità del passato e non tiene conto che nel settore della ristorazione scolastica sono impegnate migliaia di donne lavoratrici. Il bando, così come predisposto, - incalzano da Pd e Roma Torna Roma - non tutela le lavoratrici, sottovalutando che spesso l'unica fonte di reddito per l'intera famiglia è proprio il loro compenso. Prima che sia troppo tardi l'amministrazione comunale ritiri in autotutela un bando contestato dai lavoratori e dalle famiglie".

Montesacro sul piede di guerra: "Pasti bambini equiparati a quelli dei cani"

Una richiesta che arriva anche dal Montesacro, tra i territori che certamente voteranno a favore del ritiro del bando per l'affidamento del servizio di refezione scolastica. "Gara al massimo ribasso, precarietà occupazionale e costo dei pasti dei bambini equiparati a quello dei canili municipali. Così è il nuovo bando centralizzato della refezione scolastica del Comune di Roma" - usano un termine di paragone forte la presidente della commissione Scuola, Francesca Farchi, e l'assessore alla Scuola del III Municipio, Claudia Pratelli, dopo una partecipata riunione di commissione Scuola-Sociale nell'aula consiliare di piazza Sempione. 

Fratelli d'Italia su bando mense: "Non si giochi su pelle bambini"

Una spending review sui costi criticata anche dal centrodestra: "Con il nuovo bando per il servizio di refezione scolastica l'amministrazione capitolina rischia di mandare al collasso l'intero comparto e di compromettere in maniera significante gli standard di qualità. Prima ancora che da politici, da genitori siamo proccupatissimi di cosa sta accadendo nel totale silenzio, le istanze dei lavoratori delle ditte che gestiscono il servizio sono anche le nostre: non possiamo permettere che si giochi sulla pelle dei bambini" - hanno scritto in una nota gli esponenti romani di Fratelli d'Italia, Francesco Filini e Manuel Bartolomeo. 

Dal Campidoglio timidi tentativi di placare gli allarmismi: "La gara non è ancora assegnata e sui ribassi vigila l'Anac. Il nostro indirizzo politico è quello di migliorare la qualità del servizio e tutelare i lavoratori" - aveva detto a RomaToday l'assessora alla Scuola di Roma Capitale, Laura Baldassarre. 

Ma il tempo stringe e la battaglia sul pranzo è servita. 
 

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