Policlinico Umberto I: "Chiude il reparto gestito dagli infermieri. È un'eccellenza della sanità del Lazio"

La denuncia dei sindacati. Il reparto, innovativo nel suo genere, era stato inaugurato nel 2014

Immagine d'archivio

Una quindicina di posti letto gestiti da 25 infermieri a capo di un'eccellenza della sanità laziale. È il reparto di degenza a gestione infermieristica, fiore all'occhiello del policlinico Umberto I, a rischio chiusura. "Lo stop delle attività è stato disposto nei giorni scorsi, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali e senza indicare quando i servizi verranno riattivati" denunciano Francesco Frabetti, Fp Cgil, Giovanni Fusco, Cisl Fp e Fabio Ferrari, Uil Fpl Roma e Lazio. Secondo quanto si apprende, le ragioni sarebbero legate ad alcuni lavori di ristrutturazione dei locali. Gli spazi dovrebbero essere smantellati a partire dal 26 agosto. Ma il timore è che il reparto non riapra, anche perché a differenza di altri servizi non è stato ricollocato altrove. 

"Ha garantito cure appropriate in base alle effettive necessità assistenziali di ciascun paziente" e reso possibile la "riduzione dei giorni di degenza nei vari reparti specialistici e una maggiore disponibilità di posti letto" ricordano i sindacati. È grazie alla nuova unità che il Pronto Soccorso è tornato a respirare. Senza contare "una significativa riduzione della spesa sanitaria, che può arrivare ad un risparmio per ogni paziente fino a 1000 euro per giornata di degenza".

"Forse sfugge all'amministrazione dell'Umberto I che il 31 Luglio 2019 la Regione Lazio ha terminato il gruppo di lavoro per disciplinare il funzionamento e il meccanismo di rimborso  delle tariffe, proprio per le Unità di Degenza a Gestione Infermieristica - denunciano i sindacati - tra le tante Aziende presenti nella Regione è stato individuato come modello il reparto UOGI del Policlinico Umberto I, inaugurato dallo stesso Presidente Zingaretti".

Già, era il 2014. Il nuovo reparto ha assicurato in questi anni la presa in carico della persona dopo la fase acuta della malattia con un'assistenza infermieristica ad alta intensità per un recupero più rapido e completo. Dotato di posti letto, è stato gestito in modo autonomo da uno staff infermieristico e destinato ad accogliere pazienti affetti da patologie cronico-degenerative provenienti da diversi reparti ospedalieri (Medicina d’urgenza, Medicina interna, Ortopedia, Chirurgia generale, Neurologia, Gastroenterologia). 

"La decisione di chiudere il reparto rappresenta un’evidente depauperamento del Servizio Sanitario Regionale" attaccano ancora i sindacati. "Risulta inconcepibile come, nei momenti in cui il sistema sanitario dovrebbe tornare  programmare un'adeguata e diffusa assistenza sanitaria, le riorganizzazioni aziendali determinino una riduzione dei servizi in termini di assistenza alla popolazione". Da qui la richiesta di un immediato intervento della Regione Lazio, e una nuova valutazione da parte della Direzione Aziendale per evitare la chiusura dell’Unità. "Oltre al mancato confronto, necessario e doveroso,  con le rappresentanze dei lavoratori, non è stato comunicato al medico competente la ricollocazione di lavoratori presso altre Unità Operative, per un’obbligatoria rivalutazione dei rischi sanitari. Rimaniamo in attesa di un tempestivo riscontro di merito e di metodo, in assenza del quale saremo costretti a intraprendere iniziative più incisive". 

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