Crimi apre alla ricandidatura di Raggi: "Rivedere la regola del doppio mandato". Ma il M5s romano è spaccato

Il capo politico del Movimento parla di deroga alla regola del doppio mandato. Pacetti e Ferrara tra i sostenitori, contrarie Lombardi e Lozzi. Raggi: "Ora pensiamo alla fase 2"

Virginia Raggi (foto Ansa)

Cancellare la regola del doppio mandato, tra i precetti sacri per il Movimento delle origini, e consentire così ai sindaci di proseguire il lavoro. L'idea arriva dal capo politico pro tempore dei Cinque Stelle Vito Crimi, successore di Luigi Di Maio e traghettatore del gruppo politico verso gli Stati generali previsti in autunno. 

"Penso che si debba discutere della permanenza del vincolo per chi amministra" ha detto in un'intervista al Fatto Quotidiano. "Abbiamo sindaci al secondo mandato a Roma, Torino, Marino e Vimercate. Chi amministra dovrebbe poter lavorare in un'ottica pluriennale, quindi una riflessione va fatta. Il mondo cambia, e dobbiamo tenerne conto"

Un tabù che, se rotto, equivarrebbe a una via libera al Raggi bis. Che la sindaca abbia in mente di ricandidarsi non è un mistero per nessuno, ma il muro più grande per adesso è il regolamento. Avendo la grillina un mandato alle spalle da consigliera comunale di opposizione, il suo percorso con il simbolo del M5s dovrebbe stopparsi qui. E se fino a poco fa nel Movimento nazionale - che non ha mai apprezzato particolarmente l'operato di Raggi - non sembrava neanche all'orizzonte l'ipotesi di modificare la normativa, le dichiarazioni di Crimi cambiano le carte in tavola. 

Pacetti: "Così completiamo nostra visione di Roma"

A schierarsi per derogare alla regola (d'altronde in parte già violata dal cosiddetto mandato zero introdotto con l'era Di Maio seppur solo per i consiglieri comunali) il fedelissimo di Raggi Giuliano Pacetti, attuale capogruppo in Campidoglio. "Non posso non condividere le parole di Crimi" scrive su Facebook. "Quando abbiamo iniziato il nostro lavoro siamo partiti da zero, Roma era stata devastata: i conti non erano in ordine, non c'era programmazione, si andava avanti con affidamenti diretti, un'urgenza dopo l’altra. Questo oggi non succede più e sarebbe più che giusto continuare a raccogliere i frutti di quanto seminato e avere il tempo di veder realizzata completamente la nostra visione di città". 

Ferrara: "Raggi come Michelangelo"

Schierato dalla parte dei "raggiani" anche l'ex capogruppo Paolo Ferrara, consigliere capitolino del litorale eletto al municipio di Ostia nella scorsa consiliatura, che addirittura ha azzardato un paragone con Michelangelo Buonarroti, al quale "viene impedito da papa Giulio II di terminare la decorazione della volta della Cappella Sistina". La sindaca come il più grande artista del Rinascimento italiano. Una similitudine, forse un po' ambiziosa, che sorprende pronunciata da Ferrara, da sempre vicino a Roberta Lombardi, capogruppo M5s in regione, membro, con Crimi, del Comitato di garanzia del Movimento Cinque Stelle nonché capofila della corrente anti Raggi. 

Lombardi: "Derogare a una regola è cancellarla"

Lei - qui senza sorpresa per nessuno - sul secondo mandato si è espressa duramente. "Gianroberto Casaleggio diceva ‘ogni volta che deroghi ad una regola, praticamente la cancelli’. Quindi io dico basta deroghe". Al massimo, se proprio la si volesse cambiare, andrà deciso durante gli Stati generali. E poi "si voti per decidere una volta per tutte e ognuno ne trarrà le debite conseguenze". 

Tra i contrari a spianare la strada al Raggi bis, l'altra rivale conclamata della sindaca (che ha già parlato di una sua possibile candidatura) Monica Lozzi. Su Facebook commenta una vecchia foto di Beppe Grillo e Davide Casaleggio con su scritto: "La regola sui due mandati non si tocca e non si deroga". Una figura chiave quella di Lozzi nelle dinamiche interne del Movimento romano e una minaccia aperta per Raggi, alla quale ha già eroso parte del consenso tra gli elettori e del sostegno tra gli eletti. 

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Insomma, la faida interna è già presente e le parole di Crimi non fanno che gettare benzina sul fuoco. Da parte sua la sindaca cerca di schivare il tema. "È qualcosa che in questo momento non appassiona – ha commentato ieri sera intervistata su La7 a Non è l'arena - io sto pensando a come far ripartire la città in questa Fase 2. Ho ricevuto tante richieste in tal senso, non lo nascondo, ma ora sono concentrata sul lavoro e sulle tante cose da fare. Poi ci penseremo".

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