Villa Chigi e la manutenzione fantasma. Gli sfalci non bastano: l'area è un monumento al degrado

La villa storica del Quartiere Africano paga un prolungato abbandono. Gargaglia (Verdi) "Era stata restaurata solo sette anni fa. La sua attuale condizione fa riflettere"

Quattro fontane, tutte spente. Una mezza dozzina di cestini divelti, debordanti, inutilizzabili. Piante infestanti cresciute a dismisura ed ogni sorta di arredo lasciato alla mercè dei vandali. Le condizioni del Parco Don Enzo Doni Boldoni, all'interno di Villa Chigi, sono deprimenti.

Il degrado di Villa Chigi: un caso esemplare

"E' un'area che offre diversi spunti di riflessione"  ragiona l'architetto ed attivista dei Verdi Fausto Gargaglia. Lì è infatti presente un'area giochi per bambini, un parco naturale con ulivi, fontane, viali, alberi storici. Ma tutto trasmette una sensazione di prolungato abbandono. "Ho deciso di realizzare un reportage fotografico su Villa Chigi  non solo per segnalare una specifica situazione di degrado. Mi sono dedicato a quell'area perchè dimostra a cosa si va incontro se non si cambia registro".

Un abbandono che vanifica il recente investimento

Gli interventi che occorre mettere in campo per recuperare il parco sono molteplici. Bisogna sicuramente intervenire sugli arredi ma anche sullo sfalcio delle piante infestanti, che hanno preso in molti punti il sopravvento. "Il parco è stato restaurato recentemente, sei o sette anni fa, realizzando una zona giochi per bambini con pavimentazione sintetica e sedute con muretti e arredi vari – elenca Gargaglia –  vista la cura con la quale il progetto era stato realizzato, c'è stato un notevole impiego di fondo" . Ora però di quegli invesimenti rimane poco. I muretti sono stati divelti ed alcuni giochi sono minacciati dall'incontrollata crescita d'infestanti.

Il Regolamento cittadino sul verde

"La condizione in cui versa Villa Chigi è comune a molti parchi romani e purtroppo – osserva Gargaglia – non si può risolvere con un semplice sfalcio". Occorre invece avere una visione d'insieme. L'amministrazione cittadina dichiara di aver finalmente predisposto un Regolamento cittadino sul verde. La sua lunga assenza, insieme al depauperamento del Servizio Giardini, si è fatta sentire.

Il miraggio del Giardino d'Europa

"Bisogna partire dalla valorizzare del patrimonio esistente, mantenere le potature artistiche dei lecci in quartieri come Prati e l'Esquilino, preservare gli alberi monumentali, provvedere alla sostituzione degli alberi tagliati ed in generale – spiega l'attivista dei Verdi – occorre preservare la Rete Ecologica, come previsto dalle norme tecniche di attuazione del piano regolatore di Roma Capitale". Per riuscirvi però servono risorse e mezzi adeguati ma anche un Regolamento del verde che sappia indirizzarne al meglio l'utilizzo. Esempi come quello di Villa Chigi, a Roma, non mancano. Se l'amministrazione punta a trasformare la Capitale in  un giardino, occorre invertire la tendenza.

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