La villa dei Casamonica all'associazione per l'autismo

Ieri la consegna delle chiavi da parte del presidente della regione Lazio Zingaretti all'Angsa

Una nuova vita per un bene sottratto al clan dei Casamonica. Si tratta di una villa in via Roccabernarda a Roma, composta di due piani con una superficie totale lorda di 600 metri quadri. Il valore di mercato dell'immobile è di circa 1 milione e 400mila euro. La villa confiscata è stata sgomberata dalla Questura il 21 febbraio scorso ed è passata subito al patrimonio della Regione Lazio, che ha così potuto emanare il bando pubblico di assegnazione rivolto ad associazioni e cooperative sociali. 

A vincere, l'Angsa (Associazione nazionale genitori dei soggetti autistici),  un'associazione che si occupa di autismo. Ieri la consegna delle chiavi della villa da parte del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in una cerimonia pubblica a cui hanno partecipato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, il prefetto Mario Sodano, direttore dell'Agenzia nazionale dei Beni confiscati, il questore di Roma, Guido Marino, il colonnello Francesco Gosciu, capo centro della Dia di Roma, il viceprefetto di Roma, Enza Caporale, il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri di Roma, il generale Antonio De Vita, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma, il generale Cosimo Di Gesù, l'assessore regionale alle Politiche sociali, Rita Visini, e il presidente dell'Osservatorio per la sicurezza e la legalità, Gianpiero Cioffredi. 

E' la prima volta che un immobile confiscato ai Casamonica arriva alla conclusione di un percorso che dal sequestro porta al riutilizzo sociale. Una sfida vinta che ha visto protagonisti insieme alla Regione Lazio, l'Agenzia nazionale dei Beni confiscati, il Tribunale per le Misure preventive, la Procura, la Prefettura e tutte le forze di polizia. "Ciò che viene rubato al bene comune, al bene comune deve tornare", ha dichiarato don Ciotti

Soddisfatto il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. "Quella di oggi", spiega "è una giornata importante per Roma e per i cittadini di questa zona, perchè questo luogo torna ad essere luogo aperto. Confiscato non vuol dire che qualcosa è stato tolto. Lo Stato confisca per dare ai cittadini. Questi sono luoghi di libertà. Il messaggio più importante a Roma è questo. A Ostia con la palestra- ha proseguito il governatore- stiamo investendo molto su questo. La battaglia per la legalità è una battaglia di riconsegna anche dei luoghi. Anche per riaffermare che nella nostra città non esiste neanche un metro che per colpa della criminalità diventa un luogo chiuso. Ringraziando le forze dell'ordine, noi cittadini però non possiamo sempre delegare ad altri. C'è chi combatte in prima linea, ma questa battaglia è innanzitutto un'assunzione di responsabilità. Noi non scompariamo. Oggi si chiude solo una fase e noi dobbiamo tenere viva questo legame anche grazie ai tanti cittadini onesti di questo quartiere".

Una vittoria anche del municipio. Il gruppo Pd del VII municipio nell'esprimere soddisfazione sottolinea che "a due anni da quel funerale a piazza don Bosco che ha ferito un'intera città, a due anni da quella manifestazione organizzata dal Partito democratico per restituire quella piazza alla comunità, oggi festeggiamo una grande vittoria delle istituzioni, dello Stato, sulla criminalità. Un bene restituito alla collettività che riporta la normalità, la legalità, la speranza in uno dei quartieri più difficili di Roma e del nostro municipio". [fonte Agenzia Dire]

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