Vigili e tangenti, la smentita di Alemanno: "Nessun sostituto a Giuliani"

Il primo cittadino ha smentito le rivelazioni comparse su Repubblica di un avvicendamento di Angelo Giuliani, capo della polizia locale. "Solo il compito di rivisitare la struttura, non c'è alcuna sostituzione programmata"

Dimissioni o non dimissioni. Avvicendamento o non avvicendamento. Questo è il problema e la questione rimbalza da una parte all'altra con un continuo rimpallo di affermazioni e smentite. Quale sarà il futuro di Angelo Giuliani? Che fine farà il capo della polizia locale di Roma Capitale? Un destino che sembra incerto da quando è scoppiato lo scandalo sul presunto giro di tangenti che legherebbe a filo doppio un gruppo di vigili urbani al mondo dei commercianti del centro storico. Già, le rivelazioni sono piombate come un fulmine a ciel sereno sulle forze dell'ordine capitoline che da un paio di settimane stanno lottando per riemergere da uno scandalo che ne sta mettendo a serio rischio l'immagine, e non solo. A fare subito le spese dell'inchiesta aperta dalla Procura è stato, come previdibile, il capo della polizia locale Angelo Giuliani sul quale si è abbattuto il fantasma "dimissioni".
      
Di fatto però dallo stesso Giuliani come dal sindaco Alemanno sono sempre arrivate le smentite. Non ultima quella del primo cittadino che ha smontato le rivelazioni di Repubblica. Il quotidiano infatti  avrebbe parlato non solo di una successione che avverrà e in tempi brevi, ma anche di un possibile sostituto che avrebbe già il volto di Cosimo Damiano Apostolo, generale dei carabinieri in pensione. Persona che però il sindaco dichiara addirittura "di non conoscere" ribadendo la fiducia in Giuliani al quale è stato dato solo "un ben preciso mandato di rivisitare complessivamente la struttura del Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale per fugare tutti i sospetti che in queste settimane sono stati avanzati a livello giornalistico e mediatico". Il tutto "senza retro pensieri o sostituti nel cassetto". Così era già emerso da dichiarazioni passate.
      
L'INCONTRO CON ALEMANNO -
Allarmato dagli scandali emersi il sindaco Alemanno, dopo aver sentito via telefono i pm, aveva infatti convocato subito il comandante del primo gruppo. Non era però parso che a Giuliani fosse stato chiesto in modo esplicito di dimettersi nonostante fosse trapelata a livello mediatico la possibilità di una sostituzione a breve termine. Il comandante nel frattempo ha tentato disperatamente di difendere la sua posizione e, in un'intervista sempre a Repubblica, ha dichiarato: "Ho parlato a lungo con il sindaco, non mi ha chiesto di dimettermi" e ha sottolineato piuttosto il sospetto  di un preciso intento esterno a "farlo fuori". "Mi vogliono incastrare - ha continuato - mi accusano di essere a capo di una cupola malavitosa. Una cosa pazzesca. Io sono il comandante dei vigili di Roma. Sono una persona pulita". Giuliani ha inoltre confermato il suo nuovo compito di "ristrutturazione" del corpo di polizia.

DICHIARAZIONI DI GIULIANI - "Il sindaco mi ha chiesto di portare avanti un sistema di rotazione logico che però non sia una punizione" ha spiegato il comandante e ha aggiunto: "Bisogna considerare infatti che va preservata l'operatività del corpo e che la rotazione, che deve essere istituzionalizzata, deve servire solo a ristrutturarlo e a garantire la massima trasparenza. Dopo questi passaggi se il sindaco che mi ha sempre sostenuto deciderà di avvicendarmi, si tratta di un'operazione normale. Io sono e rimango comunque un vigile urbano, anche se dovessi andare a dirigere il traffico a piazza Venezia. Con il sindaco, comunque, - ribadisce ancora una volta - non si è parlato di mie dimissione".

I TRASFERIMENTI - Punizione o non punizione il turn over di 30 vigili del I gruppo (quello del centro storico colpito dallo scandalo) ordinato dal Campidoglio fa discutere. Ufficialmente si è parlato di semplice rotazione prevista al di là dell'affaire-tangenti. Di fatto però i lavoratori non l'hanno presa bene e molti di loro ne hanno parlato in un'assemblea indetta da Cgil, Cisl, Uil e Csa. "Abbiamo chiesto la revoca del provvedimento adottato direttamente dal Comune di Roma e non dal Municipio - ha affermato il responsabile di Roma della Cgil-Fp, Amedeo Formaggi -. E' stata solo una grande operazione mediatica e anche meschina, dato che nessuno dei lavoratori trasferiti, tra l'altro in altre strutture comunali e non in altri uffici dello stesso Municipio, é sfiorato da ipotesi di reato". Durante l'assemblea, alla quale ha partecipato anche il presidente Orlando Corsetti esprimendo solidarietà ai dipendenti, è intervenuta anche una delle lavoratrici trasferite, visibilmente turbata per "essere stata messa alla gogna" dopo essere stata collegata ad una vicenda simile. "I trasferimenti - ribadisce il sindacalista - non sono in alcun modo collegati alla vicenda dei presunti vigili corrotti, ma rientrano in un piano di rotazione del personale. Non è vero però che la mobilità sia regolamentata, tant'é vero che in nessun altro municipio si è mai assistito ad operazioni simili".

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