Vigili spostati dalla periferia al centro: "La sindaca vuole maggior controllo dei monumenti"

L'ordine di servizio del comandante Di Maggio accende la polemica dei sindacati. Cgil e Cisl: "Disorganizzazione organizzata. Si sguarniscono le periferie per rafforzare il centro". La Uil scrive a Raggi per chiedere un tavolo sulla riorganizzazione

"Si rappresenta che l'onorevole Sindaca ha espresso la necessità di garantire un maggiore presidio del territorio, rafforzando la presenza del personale di Polizia Locale soprattutto nelle zone del centro storico di maggior pregio". A mettere nero su bianco la necessità è il comandante generale della Polizia Locale Antonio Di Maggio che, in un ordine di servizio, nel portare a conoscenza le volontà della sindaca indica le soluzioni: spostare alcune pattuglie dalle periferie al centro storico. Con quale criterio? Secondo quanto si apprende dal comando durante il giorno, solo durante queste settimane estive nel corso delle quali alcuni servizi (come la fluidificazione del traffico, ndr) richiedono minor personale, alcune pattuglie verranno spostate da alcuni (non tutti) gruppi periferici verso il centro. Durante la sera e la notte invece, i territori di periferia saranno normalmente presidiati

I luoghi da presidiare? Pantheon, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e piazza Navona. 

Così, mentre la sindaca Virginia Raggi fa festa in quattro periferie, ergendosi a paladina delle stesse grazie alla quadrupla presentazione dei nuovi bus, contemporaneamente sguarnisce i territori più periferici dal controllo dei vigili. Lo fa per mano del comandante Di Maggio, con un'operazione che a molti ricorda quanto accaduto sotto l'amministrazione Marino. Non è un caso se nei corridoi dei comandi di periferia, come in quello di via della Consolazione, negli ultimi due giorni risuoni uno slogan che nessuno avrebbe mai pensato di pronunciare: "Di Maggio come Clemente"

Sì perché, come l'odiato (dai vigili, ndr) comandante prestato dalla Polizia di Stato anche Di Maggio ha scelto di sguarnire le periferie. Secondo quanto ricostruito da RomaToday, sin da questa primavera si era dato input per l'organizzazione delle ferie, cercando di concentrare quelle estive nel periodo di agosto. Una stima di più fonti sindacali sentite dal nostro giornale parla del 50% del personale in ferie. Di fronte a questi numeri e alla necessità espressa dalla sindaca, piovuta a seguito di critiche ricevute a mezzo stampa, le strade, le scelte possibili, erano tre: chiedere soldi per servizi straordinari, sguarnire le periferie e infinire rifiutarsi, spiegando che non ci sono gli uomini. 

Una scelta, o meglio un rifiuto, costata nell'estate 2013 il posto all'allora comandante Buttarelli, silurato per aver detto no, in assenza di fondi straordinari, allo spostamento di agenti dalla periferia al centro. Ora, nonostante i 1000 agenti assunti in più e una pax sindacale cercata sin dall'inizio del mandato della sindaca Raggi, esplode la polemica, l'eterna polemica: la coperta è troppo corta e le scelte organizzative sbagliate. E i sindacati non ci stanno. 

Stefano Giannini, segretario del sindacato di polizia locale SULPL Roma, sembra sposare l'idea del "nulla è cambiato". "Ogni volta che esce un articolo o un post sui social con diverse condivisioni, i nostri servizi vengono stravolti per seguire le emergenze del momento. Cambiano i sindaci, cambiano i comandanti pagati o meno, ma le scelte restano sempre le stesse da più di 30 anni a questa parte".
 

Per Cgil e Cisl il messaggio dell'amministrazione è chiaro:

"Si sceglie di sguarnire i servizi nelle periferie per rafforzare il presidio del centro storico"

Cgil e Cisl con una nota congiunta parlano apertamente di "disorganizzazione organizzata". "Il messaggio dell'amministrazione appare chiaro", attaccano i sindacati: "Vista la carenza di risorse umane si sceglie di sguarnire i servizi nelle periferie per rafforzare il presidio del centro storico".

Le stesse sigle parlano di "incapacità organizzativa che si è avuta fino ad oggi nel Corpo dove le disposizioni sembrano avulse da una qualsiasi logica legata ad organizzazione, pianificazione e progettazione riproponendo vecchi modelli che sembravano dimenticati. Il Comando del Corpo sembra aver sposato l'idea dell'uomo solo al comando senza voler coinvolgere i lavoratori tramite le loro rappresentanze che potrebbero contribuire al miglioramento dei modelli organizzativi".

Uomo solo al comando: termini identici usati quando a guidare il corpo c'era Raffaele Clemente. Quindi l'affondo: "È tempo di dire basta all'improvvisazione!! Se il centro storico è la vetrina della città, non bisogna dimenticare che non ci sono cittadini di classe A e B. Queste approssimative, quanto estemporanee disposizioni, restituiscono una realtà ben lontana da quanto la Sindaca si sforza di rappresentare. Le periferie sociali si combattono assicurando servizi e non depredandoli. Non è sufficiente accorrere ogni qual volta esplode un disagio, è la quotidianità dei servizi che assicura pari dignità tra cittadini. Questa ennesima iniziativa del Comando del Corpo oltre che dimostrare una assenza di programmazione non sembra coerente con l’attività in essere da parte della Sindaca volta ad includere cittadini e territori e di fatto aumenta in questi la percezione di disagio e di abbandono a se stessi".

E all'orizzonte sembrano esserci iniziative di protesta: "Vista la situazione dopo la pausa estiva, in assenza di una specifica convocazione della Sindaca delle parti sociali, verrà indetto lo stato di agitazione del Corpo che necessita di un progetto, così come i cittadini hanno bisogno di servizi adeguati anche nelle zone periferiche".

Più morbida nei toni, ma ugualmente preoccupata nei contenuti è la posizione della Uil che da anni denuncia come "senza una revisione dell'impianto organizzativo seria, che ci dia un assetto come corpo di Polizia con i livelli di responsabilità e il reticolo delle funzioni, ci sarà sempre improvvisazione".

In una lettera lo stesso sindacato si rivolge direttamente alla sindaca Virginia Raggi. Riconoscendo meriti alla sindaca e all'assessore De Santis, la Uil rimarca la necessità di una riorganizzazione: "Rimane viva e non più rinviabile l’urgenza di soluzioni condivise sotto il profilo organizzativo e la necessità di risposte strutturali a operatori che si prodigano a rendere un servizio eccellente nonostante esigue dotazioni - spesso inadeguate alle esigenze operative – e un parco auto non sufficiente alla copertura della moltitudine di servizi quotidianamente richiesti".  Per questo viene richiesto urgentemente l'apertura di un tavolo sulla riorganizzazione e sull'Ordinamento Professionale. 

articolo modificato alle 18.48 del 10.08.2019

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