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VIDEO | La protesta dei lavoratori dello Spallanzani: "Soldi per un murales, ma non per i posti letto"

Presidio di protesta stamattina, giovedì 3 maggio, da parte di un gruppo di lavoratori dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani: “Va difesa la sanità pubblica”.

 

Nel giorno dell’inaugurazione del murales fatto sul muro di cinta dell’ospedale in occasione dei suoi 80 anni, il coordinamento cittadino sanità, composto anche da lavoratori dello Spallanzani, ha organizzato una protesta con lo scopo di “sollevare l’attenzione sulla situazione di carenze che vive oggi questa struttura sanitaria - dice Lorenzo Fanelli, infermieri Spallanzani - ai cittadini, ma anche anche alla politica che dovrebbe mettere delle priorità negli infermieri per garantire un servizio efficiente e pubblico. Non importa se il murales è stato fatto con fondi privati, pensiamo che bisognerebba agire in base a delle priorità però”.

I lavoratori attendevano il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, previsto alla cerimonia inaugurale ma mai arrivato. Presente l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che però non ha incontrato i lavoratori, ne fatto un commento sulla protesta. Il prestigioso istituto nazionale per le malattie infettive, non è nuovo alle mobilitazioni del personale interno. Lo scorso luglio, quando due infermieri furono a rischio licenziamento per aver denunciato le carenze di organico e strutturale del nosocomio, i colleghi protestarono in loro difesa. Per Alessia Arcangeli e Lorenzo Fanelli, quattro mesi di sospensione e una querela per diffamazione avanzata dalla direzione serale dell’istituto, guidato da Marta Branca: “I lavoratori devono rispettare il codice di comportamento, e vale per tutti - dice - per quanto riguarda le carenze, non ne abbiamo. Come tutti gli ospedali non siamo perfetti, ma non abbiamo carenze”.

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