VIDEO | Palazzo in fiamme a La Pisana, il disagio delle famiglie sfollate: "Ci hanno abbandonato"

Abbiamo incontrato alcuni inquilini del palazzo bruciato nella zona de La Pisana, a quasi un mese dall’incendio: “Serve più assistenza”.

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Sono stanchi. Sfiduciati. Molti temono che i tempi andranno per le lunghe e restare senza la propria casa, le proprie cose, la propria intimità, non è cosa semplice. I racconti che arrivano da via Mario De Rienzi si possono racchiudere in un unico appello: “Non abbandonateci”. Interlocutore è ovviamente il Comune di Roma che, nemmeno attraverso l’amministrazione del municipio, si sarebbe fatto sufficientemente carico della gestione e supporto a queste 48 famiglie. “Abbiamo dovuto occuparci noi di tutta la parte amministrativa e burocratica, sollecitare la visita dei periti, ora il sopralluogo dei tecnici di Italgas per capire se la palazzina può davvero avviarsi a bonifica - spiega a Roma Today Claudio Cavazzi, un inquilino della palazzina andata a fuoco lo scorso 7 luglio - per non parlare delle sistemazioni che ci hanno offerto, lontanissime da qui tanto che io ho dovuto rinunciare perché ho una madre molto malata da seguire, così come mia moglie”.

Due i residence offerti: uno nella zona di Ponte Milvio, l’altro a Rebibbia. Entrambi molto distanti dalla loro zona di residenza, il che crea non pochi disagi: “Possibile che su tutta Roma non si è riusciti a trovare, ed offrirci, una sistemazione più prossima alla nostra zona - dice un visibilmente provato Massimo Pierozzi, inquilino al quinto piano -. Tra l’altro un’assistenza che scadrà il 18 agosto, speriamo di ottenere almeno una proroga, altrimenti dove andremo?”.

Ottenuto il via libera da Italgas, le famiglie sono disposte ad entrare nei loro alloggi anche senza l’allaccio, dovrebbe partire la fase di bonifica e rimozione di fuliggine ancora presente nella palazzina. Da qui, le famiglie dei primi quattro piani potrebbero rientrare. “Per noi già questo sarebbe un risultato confortante - continua Pierozzi -, la palazzina tornerebbe a vivere e ci farete ben sperare sui tempi di rientro anche per noi”. Anche perché, tra i forti disagi che queste famiglie sono già costrette a vivere, c’è anche quello di dover garantire un presidio giorno e notte: “Temiamo soprattutto per i ladri - spiega Pierozzi - per questo un gruppo di noi fa i turni per essere qui di giorno, mentre di notte paghiamo di tasca nostra una vigilanza. In questi 22 giorni, da quando siamo fuori dalle nostre case, è già costata più di 100 euro a famiglia”.

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