Via Prenestina 944, parlano gli occupanti: "Noi da qui non ce ne andiamo"

"Lo stabile non è pericolante, stanno creando le condizioni per lo sgombero"

“L’hotel 4 Stelle è agibile. Staccare luce e acqua significa creare ad arte le condizioni per uno sgombero”. Annuncia resistenza a oltranza l’occupazione di via Prenestina 944 che sabato mattina si è svegliata con un incendio. “Nonostante le fiamme abbiano riguardato una piccolissima parte dello stabile, che è molto grande, l’intero palazzo è stato giudicato interamente inagibile fin da subito” racconta Gianluca Staderini, dei Blocchi precari metropolitani nel corso di una conferenza stampa. 

Così da sabato 460 persone, di cui 141 bambini, vivono senza elettricità né acqua. “Solo quest’ultima è stata autonomamente riallacciata” hanno spiegato. Lunedì scorso la Commissione stabili pericolanti ha effettuato un sopralluogo, accompagnata dai rappresentanti municipali. L’esito è atteso in queste ore e il timore degli occupanti è che in caso negativo si faccia sempre più vicina la possibilità di uno sgombero. 
Gli occupanti hanno accompagnato i giornalisti all’interno dello stabile.

Il video: "Isolate la zona interessata dall'incendio e fateci rientrare"

“Questo è il punto da cui sono scaturite le fiamme” spiega Staderini, indicando l’angolo di un corridoio. In quel punto il rivestimento delle pareti e del soffitto è bruciato lasciando intravedere le condutture. A rendere ancor più scuro il corridoio male illuminato dall’assenza di elettricità è però il fumo che ha annerito le pareti per alcuni metri. “Le fiamme non si sono propagate molto. Il vero problema per gli abitanti, che sono dovuti scappare dalle finestre, è stato il fumo”. Nelle stanze d’albergo trasformate in appartamenti ogni cosa è al suo posto. Intatta. Solo in alcuni punti l’acqua utilizzata dai vigili del fuoco per spegnere le fiamme bagna ancora il pavimento. 

L'occupazione teme lo sgombero

“Queste famiglie da qui non se ne andranno perché qui vivono dal 2012 e in questo quartiere hanno costruito la loro vita” continua Staderini. “Di fronte a questa situazione le istituzioni si sono dimostrate semplicemente assenti. Il Comune di Roma ha proposto le solite tende in via Ramazzini. Una soluzione che è stata accettata solo da una famiglia su 170”.

Una madre ha rivolto un appello alle istituzioni: “I nostri bambini vanno a scuola qui, abbiamo il medico qui. Io qui mi sento tranquilla”. Presente Militant A degli Assalti Frontali, i cui figli frequentano la stessa scuola di molti dei bambini residenti nell’occupazione: “Nonostante la difficile condizione in cui si stanno ritrovando a vivere, i bambini del 4 Stelle arrivano tutti i giorni puntuali e vestiti bene” ha raccontato. “Tutta la scuola si è mobilitata in loro solidarietà”. 

In sostegno agli occupanti anche una serie di associazioni e sindacati. “Tante realtà cittadine hanno risposto all’appello degli occupanti e organizzato azioni di solidarietà” ha affermato Roberto Giordano della Cgil di Roma. “Ad essere assenti sono le istituzioni che non riescono a dare risposte in tema di politiche abitative, nemmeno di massima”. Punta il dito “contro il fallimento delle politiche abitative di comune e regione” anche Giacomo Gresta di Asia Usb. “Ricordiamo che in Regione ci sono ancora 200 milioni di euro inutilizzati destinati proprio all’emergenza abitativa”.

Presente anche Giuseppe De Marzo della Rete dei numeri pari: “La povertà rafforza la presenza delle mafie nelle periferie ed è proprio in luoghi come le occupazioni che si pratica l’antimafia” ha spiegato. “Il primo dicembre saremo in piazza proprio contro le disuguaglianze, contro l’esclusione sociale e il razzismo e per una città libera dalle mafie”. 

Silvia Paoluzzi di Unione Inquilini ha spiegato di aver chiesto al garante dell’infanzia della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, “con cui recentemente il sindacato ha firmato un protocollo”, di intervenire in difesa dei 141 bambini che vivono in questo stabile. “Ricordo inoltre che il Garante dell’infanzia a livello nazionale ha scritto al ministero dell’Interno e all’Anci manifestando preoccupazione in relazione a possibili violazioni dei diritti dei minori in caso di sgombero”. Non è mancata la voce del Comitato romano per l’acqua pubblica che ha fatto pervenire una lettera agli occupanti: “Un diritto o è per tutti o non è. Abbiamo ribadito che la fornitura idrica deve sempre essere garantita. Niente giustifica la privazione dell’acqua”. 

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