Trasformazione di via dei Lucani, Montuori: "Le proposte arrivate sono due"

Il 21 febbraio è scaduto il termine per rispondere alla manifestazione di interesse lanciata dal Campidoglio

Dopo la presentazione in Campidoglio, gli incontri con i cittadini e le riunioni con i proprietari e con i soggetti privati interessati, l’iter per la riqualificazione dell’area di via dei Lucani a San Lorenzo entra nel vivo. Venerdì 21 febbraio sono scaduti i termini per rispondere alla manifestazione di interesse lanciata dal Campidoglio. “Sono arrivate due proposte”, spiega l’assessore capitolino all’Urbanistica, Luca Montuori, intervistato da Romatoday.

Cosa accadrà ora?

Ci sarà una fase di pre-istruttoria: gli uffici dovranno aprire le buste e verificare che le proposte abbiano tutti i requisiti richiesti, dal rispetto del mix funzionale prospettato dall’amministrazione alla solidità del progetto, che per prima cosa deve prevedere un accordo con i numerosi proprietari dell’area.

Quali sono i tempi per le prossime tappe?

La fase pre-istruttoria dovrebbe durare una quindicina di giorni anche se non lo possiamo dire con certezza. Speriamo che i tempi siano rapidi, almeno per capire se i progetti sono validi e sono meritevoli di una valutazione più approfondita. Sulla base degli esiti di questa fase, nel prossimo mese, fisseremo le scadenze per il futuro.

L’area è di proprietà di oltre una decina di soggetti, quasi tutti privati. Siete riusciti a far mettere tutti d’accordo?

Abbiamo chiesto ai soggetti interessati a partecipare di depositare progetti con basi solide e questo significa anche considerare i costi e le modalità degli espropri. Non vogliamo l’ennesimo progetto su Roma e su San Lorenzo senza le basi per essere attuato. Proprio per questo nei mesi scorsi abbiamo incontrato i proprietari dell’area e abbiamo spiegato che dare a più soggetti la possibilità di partecipare avrebbe favorito il successo dell’operazione. Dai progetti che sono stati presentati capiremo se i proprietari si sono mossi in modo proattivo verso l’indirizzo espresso dall’amministrazione pubblica per una trasformazione dell’area in tempi certi. C’è stato un forte coinvolgimento e siamo fiduciosi.

A proposito di territorio, un gruppo di cittadini ha lavorato a un progetto condiviso. Da assessore è contento dell’attivismo dimostrato dal quartiere?

Sicuramente è un elemento positivo e credo che questa procedura abbia permesso di costruire un sistema di mutua fiducia con i cittadini. Da parte mia c’è stata un’operazione di ascolto vero, sono stati trattati come qualunque altro competitor, tanto che non ho voluto conoscere prima il loro progetto, e con loro c’è stata un’interlocuzione seria. Ovviamente c’è molto interesse per quanto depositato dai cittadini perché conosco l’impegno e la serietà con cui hanno lavorato. Confido nel fatto che nel loro piano ci siano proposte che possano entrare nel progetto che poi metteremo a bando. Di solito i progetti li fanno i progettisti e i cittadini esprimono bisogni. In questo caso i cittadini hanno espresso bisogni confrontandosi con progettisti e sanno che il loro lavoro può essere traghettato in una pianificazione concreta e sostenibile.

Oltre al percorso con cui si è arrivati a questo progetto, dopo l’apertura delle buste ci sarà una fase di partecipazione. Come funzionerà?

Siamo pronti a confrontarci con tutti. Su quest’area non ci sono progetti ereditati dal passato che ci vincolano e non insistono particolari attese. Su questo campo è possibile costruire un’effettiva interlocuzione con tutti.

Se i progetti sono due e uno è stato presentato dai cittadini è possibile che i soggetti privati si siano concentrati su un solo progetto. Può anticipare qualcosa in merito a come verrà trasformata l’area?

Sono molto curioso anche io ma in questa fase è giusto che resti nelle mani degli uffici. Nemmeno io conosco i contenuti dei documenti depositati. Ricordo che le offerte non sono vincolanti e non è detto che debba essere un solo soggetto a portare avanti la trasformazione dell’area. Di fronte a progetti solidi c’è spazio per confronti e integrazioni. Non è da escludere nemmeno che due raggruppamenti, dopo le valutazioni del territorio, realizzino due diverse progettualità.

Fin dall’inizio come amministrazione avete sostenuto di essere pronti, qualora questo iter non andasse a buon fine, a espropriare l’area per realizzare un progetto pubblico. A distanza di mesi è ancora in piedi questa ipotesi?

L’applicazione dell’articolo 2 della legge regionale sulla Rigenerazione urbana era una scommessa. Siamo partiti proprio con l’area di via dei Lucani, la più difficile, a differenza di altre sulle quali abbiamo avviato iter simili che sono di proprietà comunale o di grandi player come Ferrovie dello stato. Confidiamo nel fatto che la scommessa riuscirà ma se l’accordo tra i proprietari non ci dovesse essere siamo intenzionati ad andare avanti con l’esproprio. Questo significa elaborare un progetto pubblico e individuare soggetti attuatori esterni. Si tratterà di servizi pubblici che potranno essere dati in gestioni a privati, come per esempio attrezzature sportive pubbliche o altre attività in concessione e d'interesse pubblico.

Avete già delle idee?

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Le abbiamo, ma non è questo il momento di esporle perché non voglio turbare la gara. Non abbiamo mai abbandonato gli approfondimenti relativi alle modalità di attuazione di questo ‘piano b’ ma contiamo che tra le due proposte pervenute ce ne sia almeno una che risponda alle richieste del bando. 

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