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Vendita Acea, gli attivisti denunciano: "Chiusura da parte del Campidoglio"

Gli attivisti dei monivmenti cittadini, in merito all'occupazione dei gruppi consiliari di maggioranza in Campidoglio denunciano: "l'atteggiamento di chiusura ad ogni dialettica politica dei rappresentanti istituzionali di maggioranza presso il Comune di Roma"

Redazione 23 aprile 2012

Gli attivisti dei movimenti cittadini non ci stanno e denunciano "l'atteggiamento di chiusura" da parte del Campidoglio. "Alle 10.30 di questa mattina circa trenta attivisti hanno invaso pacificamente la sede dei Gruppi Consigliari del Comune di Roma, in via delle Vergini per chiedere un incontro al capogruppo Pdl di Roma Capitale, Luca Gramazio", fanno sapere in una nota.

"Gli attivisti, del coordinamento cittadino che ha lanciato nelle scorse settimane una grossa campagna di mobilitazione contro il Bilancio in discussione in Campidoglio, che prevede tra l'altro lo smantellamento dei servizi pubblici locali della città a partire dalla vendita del 21% di Acea, hanno chiesto di incontrare Gramazio per ottenere dall'amministrazione comunale una spiegazione in merito al divieto, imposto dalla giunta e non dalla questura, di far finire il corteo cittadino previsto per il prossimo 5 maggio in piazza del Campidoglio, luogo pubblico e di rilevanza simbolica nella battaglia contro la svendita della città". Secondo gli attivisti si tratta di "una decisione che di fatto viola il diritto a manifestare e ad esprimere dissenso riconosciuto dal nostro ordinamento costituzionale".

i manifestanti  "hanno inoltre richiamato i consiglieri, con megafono, striscioni e bandiere, al rispetto della volontà popolare espressa nel giugno scorso da olre 1.200.000 cittadine e cittadini romani, che hanno votato a favore della gestione pubblica e contro la privatizzazione dei Servizi pubblici locali a partire dal servizio idrico. Dopo circa un'ora di attesa il capogruppo Gramazio è giunto presso via delle Vergini rifiutandosi però, attraverso l'utilizzo di scusanti di vario genere, di riunirsi con la delegazione e sottraendosi ad ogni confronto democratico con i movimenti e le organizzazioni sociali in attesa di essere ricevuti."

"Siamo pertanto costretti a denunciare ancora una volta - dicono gli attivisti - l'atteggiamento di chiusura ad ogni dialettica politica dei rappresentanti istituzionali di maggioranza presso il Comune di Roma, ricordando a questi ultimi che il loro mandato rappresentativo appartiene ai cittadini e che non è in alcun modo sovraordinato – e quindi nella possibilità di controvertire - la volontà popolare espressa in maniera inequivocabile attraverso il risultato del referendum abrogativo del giugno scorso. Ricordiamo ai cittadini e allee cittadine di questa città che il bilancio attualmente in discussione rappresenta un macigno che sta per abbattersi sul futuro della città e invitiamo tutti a unirsi alla campagna e a partecipare al corteo cittadino che avrà luogo a Roma".

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